Riportare la pace nel dibattito pubblico, sviluppare politiche di pace

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Rete CULTURA ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Istituzioni italiane ed europee, enti cultuali, media e a

Pace nel dibattito pubblico, politiche di pace

Negli ultimi giorni milioni di persone sono scese in piazza per dire no alla guerra in tutta Europa. Nel frattempo la Germania annuncia lo stanziamento di 100 miliardi di euro per rafforzare l'esercito, e diversi paesi (Italia compresa) decidono di far confluire armi verso l'Ucraina.

L'aspetto più inquietante della situazione è tuttavia nelle forme assunte dal dibattito pubblico, con un coro quasi unanime di consensi a favore degli elmetti e delle bombe, pronto a etichettare come nemico della patria chiunque tenti di comprendere faticosamente la complessità dei fenomeni. 

Si leggono e si ascoltano tantissime semplificazioni, troppo spesso eccessive, ma se ne dimentica una forse basilare. La guerra è un affare enorme per potenze finanziarie che sono da una parte e dall'altra della barricata. Condanniamo dunque Putin con tutta la fermezza possibile e, allo stesso tempo, sentiamo la necessità di ricordare che il ricorso alla violenza non può e non deve essere l'unica soluzione.

Di fatto l'Europa ha ritrovato la sua unità solo di fronte alle iniziative dell'aggressore. Dovrebbe invece comprendere la necessità di elaborare una politica estera autonoma, ora più che mai, al fine di proporre prospettive concrete per una tregua e di sviluppare un vero programma di pace, utile per questa ed altre future crisi. Di certo non può sperare di risolvere i problemi investendo cifre astronomiche in strumenti di distruzione e di morte, rischiando di abbandonare anche qualsiasi prospettiva di transizione ecologica.

Non possiamo dunque aspettarci che i nostri governi riescano ad evitare il disastro. Gli unici che possono contribuire davvero a invertire la rotta siamo noi, con una mobilitazione collettiva. L'intento è raggiungibile solo lanciando pochi messaggi chiari: deporre le bandiere di singoli paesi ed esporre solo quelle con i colori dell'arcobaleno; chiedere con tutte le forze che abbiamo e in ogni sede (piazze reali, virtuali, istituzionali) che si cessi il fuoco, si fermi immediatamente il riarmo, si usino strumenti diplomatici e si raggiunga la pace, per il popolo ucraino e per tutti noi.

Chi crede nella pace è spesso definito idealista, anima bella, sognatore, persino imbecille. Ma l'unica vera follia è pensare che dalla guerra si possa uscire vincitori.
Nelle guerre non ci sono vincitori. Nelle guerre non c'è futuro. 


Elisabetta Abignente
Fernanda Alfieri
Luca Arcari
Alessandro Arienzo
David Armando

Clotilde Bertoni
Carlo Baja Guarienti
Tommaso Caliò
Marcella Campanelli
Olga Campofreda
Michele Campopiano
Mimmo Cangiano
Riccardo Capoferro
Spartaco Capozzi
Vincenzo Caputo
Diego Carnevale
Massimo Cattaneo
Domenico Cecere
Andrea Chiariello
Mario Cosenza

Chiara De Caprio
Francesco De Cristofaro
Bianca De Divitiis
Antonio Del Castello
Daniela De Liso
Barbara De Rosa
Laura Di Fiore
Paolo Di Luca
Virginia Di Martino
Luca Ferraro
Alessandro Focareta
Carmen Gallo
Flavia Gherardi
Lorenza Gianfrancesco
Gianluca Giannini
Fausto Maria Greco
Paolo Greco
Giovanni Gugg

Stefano Jossa
Vincenzo Lagioia
Nicola Lombardi
Emma Maglio
Luca Marangolo
Roberta Moscarelli
Elisa Novi Chavarria
Pasquale Palmieri
Gian Paolo Romaganani
Lisa Roscioni
Elisa Ruotolo
Monica Santangelo
Tommaso Scaramella
Oriana Scarpati
Dennj Solera
Alessandro Tuccillo
Paola Urbinati
Marco Viscardi

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