NO ai videogame come sport olimpici

0 hanno firmato. Arriviamo a 200.


Il CIO vuole inserire i videogiochi tra le discipline olimpiche: con questa petizione chiediamo al Comitato Olimpico Internazionale di non considerare i videogame come veri e propri sport.

Questa decisione di considerare i videogiochi come sport è il frutto della pressione di case produttrici che puntano ad alimentare un business già oggi molto potente. I videogiochi rappresentano un'attività ludica in cui non c'è sudore e non c'è sacrificio, ma soprattutto non ci sono relazioni sociali. C'è di più: queste attività costituiscono il pericolo di una grave dipendenza, come testimoniano i dati recenti dell’Osservatorio nazionale adolescenza: tre bambini su dieci, con un’età compresa tra i 18 e i 24 mesi, hanno già avuto modo di utilizzare strumenti tecnologici come smartphone; il 98 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale. Tra i ragazzini della fascia 11-13 anni, l’età media di utilizzo della tecnologia informatica è scesa di un anno per quanto riguarda l’uso del primo cellulare, l’accesso a internet e l’apertura del primo profilo social che si aggira intorno ai 9 anni, rispetto a 4-5 anni fa.

Oltre al numero di bambini e adolescenti che subiscono abusi, cresce anche il disagio psicologico misurato nel crescente numero di casi negli nostri ambulatori, denunciato da Monica de Angelis, Direttore scientifico del Dipartimento formazione SiMPeF, Sindacato Medici Pediatri di Famiglia.

Come può, dunque, un pericolo sociale, essere considerato uno sport?



Oggi: Nemeton conta su di te

Nemeton Media ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "International Olympic Committee: NO ai videogame come sport olimpici". Unisciti con Nemeton ed 160 sostenitori più oggi.