Riaprire le scuole per tenerle aperte!

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Claudio Tanari ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Lettera aperta agli insegnanti degli Istituti Superiori di Roma

A gennaio la Scuola “riaprirà”: questo l’annuncio che il Governo, il Ministero e i media stanno trionfalmente sbandierando da giorni.
In realtà gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado hanno garantito regolarmente in questi mesi le lezioni in presenza, a fronte di enormi sacrifici e a rischio della propria vita.
Solo licei, tecnici e professionali hanno adottato la DAD come modalità didattica che, pur tra mille difficoltà, ha in ogni caso permesso di svolgere le attività di formazione, dallo scorso anno ad oggi con la pausa in presenza di settembre-ottobre.
Le istituzioni scolastiche pubbliche del nostro Paese hanno in effetti dal marzo scorso dovuto affrontare un enorme sforzo di ri-programmazione delle strategie educative, di pianificazione di acquisti per l’adeguamento delle risorse tecnologiche utili alla didattica a distanza, ma anche di ri-progettazione degli spazi e degli ambienti per le lezioni in presenza.
Il tutto, va ricordato, rincorrendo spesso indicazioni contraddittorie ed estemporanee.
 
Grande è quindi la nostra indignazione quando anche dai livelli più autorevoli si afferma che la prossima “riapertura” consentirà agli studenti italiani di non perdere più nemmeno un’ora di lezione.
Come se tutto il gravoso impegno profuso da noi insegnanti sul piano dell’aggiornamento professionale, tecnologico e didattico teso ad assicurare ai nostri studenti la continuità del rapporto educativo fosse stato finora un simpatico passatempo!
 
In realtà “riaprire le scuole” non basta: dobbiamo riuscire a tenerle aperte.
Noi insegnanti - consapevoli (ben più di altri) della centralità della Scuola - auspichiamo da mesi con forza la ripresa delle lezioni in presenza; non possiamo tuttavia sottacere i principali punti di debolezza del piano di riapertura, soprattutto a fronte di dati sui contagi non troppo dissimili da quelli che consigliarono la chiusura degli istituti scolastici nell’ottobre scorso:
 
1. l’insufficiente intervento sui trasporti che riprodurrà inevitabilmente la situazione di settembre, caratterizzata dai mezzi pubblici affollati, in barba ai limiti della capienza;
2. la difficoltà nel tracciamento veloce dei contagi mediante tamponi rapidi, inefficacia del controllo e della prevenzione da parte delle ASL, non in grado di assicurare un servizio tempestivo di individuazione e segnalazione dei casi;
“La scuola è un luogo sicuro”? Certo, le scuole hanno seguito rigidamente i protocolli di sicurezza, potendo contare fino alla fine di ottobre sulla frequente aerazione dei locali, che oggi risulterebbe impossibile: gli studenti che contrarranno il contagio fuori dell’ambiente scolastico - in assenza di misure di controllo efficaci - lo trasmetteranno inevitabilmente al suo interno: è già accaduto, può accadere di nuovo.


In tali condizioni, riteniamo che il rientro nelle aule sia prematuro e rischioso.
Chiediamo, lo ribadiamo:
1. di riaprire degli istituti scolastici solo quando si avrà contezza scientifica dei casi di contagio effettivamente verificatisi durante le festività natalizie;
2. di verificare che il piano straordinario per i trasporti pubblici sia veramente efficace e che metta realmente in condizione gli studenti di raggiungere gli istituti scolastici e di fare ritorno alle loro abitazioni in sicurezza;
3. di avviare una campagna permanente di monitoraggio della popolazione scolastica all’interno degli istituti attraverso tamponi rapidi che vigili con continuità sulla curva dei contagi nelle scuole.
4. di rinunciare a voler ridisegnare gli orari delle lezioni mediante criteri cervellotici e impraticabili che peraltro stanno complicando enormemente il lavoro organizzativo di dirigenti scolastici e insegnanti: i ragazzi del “secondo turno” - affamati e stanchi - terminerebbero peraltro le loro lezioni proprio in contemporanea con l’uscita dagli uffici.

La Scuola è interrelazione, fisicità, comunicazione emotiva, scambio di sguardi: ma il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, costituzionalmente garantiti, vanno entrambi tutelati.

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