In difesa della libertà di parola e della libertà di scelta terapeutica

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Siamo un gruppo di cittadini accomunati da un profondo disaccordo verso i recenti sviluppi delle politiche sulle vaccinazioni nel nostro Paese. Stiamo assistendo da un lato a interventi legislativi scarsamente giustificati, in controtendenza rispetto al resto dell’Unione Europea (si veda il decreto legge del 19 maggio 2017 sulle vaccinazioni obbligatorie), dall’altro a un corredo di iniziative disciplinari contro medici “rei” di aver espresso opinioni critiche nei confronti di tali politiche, compresi provvedimenti gravissimi come la radiazione dei dottori Gava e Miedico per motivazioni non dichiarate e francamente incomprensibili. Nel frattempo, errori gravissimi ma occasionali commessi da omeopati o altri specialisti in medicine alternative e complementari sono catapultati al centro di un’attenzione morbosa, mentre ogni anno migliaia di persone muoiono a causa di medici e farmaci allopatici senza che nessuno faccia alcun clamore né alzi un dito.

A questo proposito, siamo rimasti allibiti di fronte alla notizia dell’imminente avvio di un’istruttoria sul comportamento di 17 medici che il 20 ottobre 2015 inviarono al presidente dell’Istituto superiore di Sanità Walter Ricciardi una lettera aperta sulle politiche in questione – esprimendo peraltro considerazioni moderate, rispettose e scrupolosamente documentate, come potrà verificare chiunque leggendo il documento: http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccinazioni_lettera_presidente_sanita.php. In questo contesto, prendiamo pubblicamente posizione per esprimere quanto segue:

·         con la presente intendiamo apporre le nostre firme in calce alla lettera sopracitata, aggiungendole a quelle dei 16 medici e dei numerosi altri colleghi che avevano aderito all’iniziativa a suo tempo. Al totale di 120 medici firmatari nel 2015, nei cui confronti manifestiamo solidarietà e gratitudine, vanno dunque ad aggiungersi tutte le nostre voci di cittadini, genitori, docenti e professionisti di diversa estrazione e provenienza;

·         ci opponiamo con forza alle gravi minacce nei confronti della libertà di parola lanciate mediante l'avvio di procedure disciplinari intimidatorie contro i suddetti medici sulla sola base delle opinioni espresse nella lettera citata;

·         sottolineiamo che 17 dei 29 paesi dell’Unione Europea (quasi tutti i Paesi dell’Europa Occidentale più Estonia e Lituania) non prevedono alcuna vaccinazione obbligatoria, ma solo raccomandazioni; tra i Paesi dell’Europa Occidentale, a imporre vaccinazioni obbligatori sono solo Italia e Grecia (entrambe con 4 vaccini, fino al recente decreto) e Francia (con 3 vaccini). In questo contesto internazionale, l’innalzamento delle vaccinazioni obbligatorie a 12, più che semplicemente opinabile, risulta incomprensibile e quantomeno discutibile;

·         più in generale, ci opponiamo con forza alla campagna sempre più feroce contro medicine alternative che è ormai di moda definire “pseudoscienze”, malgrado siano state riconosciute come atto medico dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Odontoiatri (FNOMCeO) nel maggio 2002 e malgrado siano praticate da medici formati in base a criteri ufficialmente regolati dall’Accordo Stato-Regioni del febbraio 2013. Mentre non è difficile scorgere dietro campagne di questo tipo la longa manus dell’industria farmaceutica, ribadiamo che i tentativi di delegittimare e addirittura criminalizzare la pratica di tali medicine non riusciranno a fermare quel 65% della popolazione dell’Unione Europea che ha riportato di averle usate[1] e quell’elevata percentuale di cittadini che ne tocca quotidianamente con mano i benefici, anche in confronto a farmaci che invece possono causare gravi danni comprovati (tra cui gli stessi vaccini).

 

Noi pazienti non siamo pecore né marionette appese ai fili di presunti “cattivi maestri”, ma individui liberi e responsabili che scelgono modalità e percorsi di cura diversi da quelli oggi dominanti. Siamo curiosi di vedere fino a che punto si insisterà con le liste di proscrizione e le sentenze “esemplari”, e quante persone dovranno alzare la voce perché si prenda finalmente atto che questioni come quella delle vaccinazioni obbligatorie meritano un dibattito aperto, onesto, informato e trasparente, perché vanno a incidere su un diritto fondamentale come la libertà di scelta terapeutica, che ci preme rivendicare e difendere mediante questa petizione e le iniziative che seguiranno.



[1] Si veda http://www.camdoc.eu/Pdf/CAMDOCRegulatoryStatus8_10.pdf, p. 3.



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