LE MAMME DI MILANO e di ITALIA SONO PER I PANNOLINI LAVABILI

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Egr. Sindaco Giuseppe Sala e vicesindaco Anna Scavuzzo, Egr. Assessori Marco Granelli, Gabriele Rabaiotti, Laura Galimberti, Roberto Tasca, Lorenzo Lipparini, Cristina Tajani ed Egr. Presidente del Gruppo Marazzato Carlo Marazzato e società AMSA.

Sono Marta Vi scrivo in qualità di mammea ed responsabile di un sito di informazione e vendita di pannolini lavabili www.cuorelavabile.com

Vorrei parlarVi dei pannolini lavabili che potrebbero, da un lato, aiutare a ridurre i rifiuti (e quindi ridurre questa voce a bilancio) e dall’altro consentire alle famiglie con uno o più bambini piccoli e agli asili di risparmiare.

Come probabilmente saprete con un bimbo in casa appartenente alla fascia di età 0-3 anni circa si consumano moltissimi pannolini usa&getta.

Un solo bambino nei primi 3 anni della sua vita consuma circa 6000 pannolini. Moltiplicate questo dato per tutti i nuovi nati, ogni anno, del Comune di Milano per avere un’idea di una parte dei rifiuti non riciclabili prodotta solo dai bambini piccoli. Per esempio nel 2015 sono venuti alla luce 14.659 neonati che nel loro primo anno di vita (10 cambi al giorno) hanno consumato in media 53.505.350 pannolini per un totale di circa 35,5 tonnellate di rifiuti domestici. (senza contare i corollari di salviette e altro materiale usa e getta associati come gli imballaggi plastici e scatole)

L’utilizzo dei pannolini usa&getta grava sul bilancio delle famiglie sotto forma di costi di acquisto degli stessi pannolini; sul bilancio del Comune grava invece sotto forma di costi e i tempi di smaltimento dei pannolini. Senza considerare quanto l’intero ciclo di vita di un pannolino, a partire dalla produzione, sia inquinante: essi sono costituiti in gran parte da plastica, necessitano da 200 ai 500 anni per decomporsi e alcune componenti non si degraderanno mai. Inoltre, se smaltiti negli inceneritori, producono emissioni nocive; per produrli serve il 37% di acqua in più rispetto a quella per i lavaggi dei pannolini riutilizzabili e da una ricerca svolta dall’università di Vienna nel 1992 risulta che l’energia utilizzata sia maggiore di oltre il 70% rispetto alla filiera del lavabile. In più si consumano molte risorse naturali e si impiegano prodotti inquinanti, la cui salubrità per la pelle non è affatto dimostrata (anche se i produttori mantengono le soglie delle sostanze cancerogene entro il livello consentito dalle normative, ma si tratta pur sempre di contatto h24 7 giorni su 7 per anni). La produzione fa confluire nell’acqua solventi, metalli pesanti, polimeri, diossine e furani; vengono abitualmente sbiancati con il cloro ecc.

(qui tre link per approfondire la questione dell'impatto ambientale  e per un’analisi sugli usa e getta e sulla salubrità dei pannolini lavabili)

Io, come moltissime altre mamme in Italia e nel mondo, ho scelto i lavabili per le mie due figlie che, contrariamente agli usa&getta che vedono una spesa dilazionata e spalmata in lungo periodo di tempo, comportano un costo iniziale abbastanza cospicuo rispetto ai 10€ circa che si è soliti spendere per un pacco al supermercato.

Per comporre un kit di pannolini lavabili, che ne consenta l’utilizzo esclusivo, ne servono almeno 25 per una spesa di circa 500 € (per tipologie economiche e comprati nuovi) e si può arrivare anche a 700 € per quelli di fascia alta. Pensate però che quei 25 pannolini ci basteranno per uno o più figli e potremo anche rivenderli dopo l’uso con conseguente abbattimento del costo iniziale.

Un bambino che consuma gli usa&getta di fascia economica spende circa 1300 € in tre anni, mentre si arriva a circa 2.700 € per il top di gamma. Questa è una spesa che va direttamente in discarica e riguarda ogni singolo figlio, quindi nel caso di fratellini/sorelline l’investimento raddoppierebbe.

Per una trattazione dettagliata sul confronto tra la spesa per usa e getta e per i lavabili si rimanda alla lettura di questo articolo.

Potreste obiettare che con i pannolini lavabili si consumano acqua, detersivo ed elettricità per far lavorare la lavatrice. Se utilizzati secondo le direttive i costi rimangono ben al di sotto di quelli che comportano gli usa e getta. In una settimana sono sufficienti due/tre lavatrici per i pannolini lavabili che, peraltro, possono essere lavati insieme al resto del bucato, a 40 o 60 gradi a seconda della tipologia, con pochissimo detersivo ecologico (15 ml sono più che sufficienti ed equivalgono a un cucchiaio raso da minestra) e un cucchiaino di percarbonato di sodio per igenizzare. La gestione ecologica del lavaggio di questi pannolini aiuta anche la riduzione dell’inquinamento derivante degli scarichi della lavatrice e promuove il ridotto utilizzo di asciugatrici a favore di sole e aria aperta. come si può paragonare l'uso di energia e detergenti ecologici con l'inquinamento derivante dalla filiera dell'usa e getta?
Per un approfondimento sulla gestione del lavaggio rimandiamo a questo articolo.

La ragione per cui sottoscrivo questa petizione è per proporVi di incentivare nel Comune l’utilizzo dei pannolini lavabili anche attraverso l'obbligo di accettazione, da parte degli asili nido e scuole materne, dei pannolini lavabili utilizzati dalle mamme. Molte infatti si sono viste rifiutare l'uso per i propri figli con conseguente obbligo di acquisto di usa e getta. In questa direzione c'è la disponibilità da parte di molte dirigenti scolastiche che si trovano sbarrata la strada da un buco normativo della ASL che non prende in considerazione tale evenienza rifiutando le richieste come poco igieniche. Quindi accetta che vengano messi negli armadietti sacchetti contenenti vestiti e cambi sporchi di feci, ma non permette lo stoccaggio in bagno di una sacca chiusa con zip contenente pannolini lavabili. Inoltre, è tollerato il cestino aperto con usa e getta pieni di feci senza lo smaltimento dei solidi nel wc !! Cosa che invece le mamme e i papà che utilizzano i pannolini lavabili fanno quotidianamente. Per aiutare le operatrici degli asili esistono dei velini biodegradabili che possono essere gettati nel wc con le feci e aiutare nella gestione di una nuova routine.

Molti comuni in Italia hanno già elargito degli incentivi per l'acquisto dei pannolini lavabili, per i kit gratuiti per i nidi o rimborso parziale dell'acquisto da rivenditori. Spero vivamente che anche il Comune di Milano sia favorevole a questa scelta.
Qui potrete visionare l'elenco di tutti i comuni italiani che hanno aderito a questa iniziativa fino al 2016, ma negli ultimi anni è molto cresciuta.

Incentivare l’utilizzo dei pannolini lavabili permetterà di andare incontro alle famiglie per la spesa sui pannolini con reale capacità di ridurre i propri rifiuti indifferenziati e conseguente possibilità di vedere diminuita la propria tassa sui rifiuti, specialmente in questo periodo di crisi economico-sociale.

L’utilizzo di tali pannolini permetterà inoltre una notevole diminuzione di rifiuti indifferenziati e quindi un minore smaltimento degli stessi presso l’inceneritore, con conseguenti minori emissioni inquinanti e minori spese per l’Amministrazione.

Ciò che ci auspichiamo è che il Comune di Milano, sulle orme di quanto già stanno facendo altri Comuni d’Italia, offra a tutti i nuovi nati e ai nati e residenti nel Comune, indipendentemente dal loro stato sociale, la possibilità di accedere ad un kit gratuito di prova di pannolini lavabili nuovi, realizzando un sistema di copertura economico finanziario a supporto dell’acquisto del nuovo da parte delle famiglie (ad esempio rimborsando il 50% della spesa), derivante dal risparmio conseguente al minor costo di smaltimento dei rifiuti da parte dell’amministrazione. Queste misure, senza dimenticare il necessario supporto alla rete di informazione già presente sul territorio su cui sarebbe utile investire e promuovere, come ad esempio la mia piccola attività che quotidianamente segue gratuitamente le mamme che si avvicinano a questo mondo.

Il tutto senza tralasciare la possibilità di potersi avvalere degli incentivi economici e finanziari previsti dai vari Enti sovraordinati, ed anche prevedendo la collaborazione con gli asili nido e la ASL, con le aziende private, nonché le Associazioni impegnate nel sociale interessate all’argomento, così che si possa realizzare un progetto finalizzato a ridurre ancora di più la produzione di rifiuti indifferenziati, offrendo al contempo un aiuto alle famiglie.

Per tutte queste motivazioni mi propongo ufficialmente alla mia città affinchè la voce di tutte le persone che hanno firmato venga ascoltata e ci si possa aiutare concretamente e vicendevolmente

RingraziandoVi per l’attenzione,

in attesa di un riscontro,

porgo cordiali saluti.

Marta Salvucci