ILVA di Taranto: bisogna ancora tenerla aperta?!

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


##TarantoILVA: Non è inquinamento, è DISTRUZIONE!##

Negli ultimi due decenni, la nota acciaieria Ilva di Taranto ha causato un gran numero di decessi e di malattie, difatti nel 2012 la fabbrica è stata messa sotto sequestro dalla Magistratura. Ciò nonostante il governo, incalzato da sindacalisti ed industriali, ha insistito nel voler tenere in vita l’azienda e ha stanziato, negli anni, ingenti risorse per risanare sia la fabbrica, sia la zona circostante, sia i conti dell’azienda gravemente in rosso. Tali opere di risanamento, per giunta, procedono in maniera piuttosto lenta e farraginosa, e fino ad adesso hanno risolto soltanto una piccola parte dei problemi sia dell’azienda, sia della zona circostante.

Dopo il provvedimento di sequestro emesso dal GIP Todisco il 7 agosto 2012, sono accadute tantissime cose, vediamo di sintetizzare quelle più importanti. Nel dicembre 2012, il governo Monti emana un decreto legge che, in nome “della salvaguardia dell’occupazione e della produzione”, vanifica di fatto il provvedimento di sequestro e consente la ripresa delle produzione, sia pure a ritmi ridotti e a patto che l’azienda si impegni, nell’arco di un certo lasso di tempo, al rispetto di determinati standard prescritti dall’ Autorizzazione Integrata Ambientale. La Procura di Taranto ha fatto ricorso contro questo decreto legge, ma tale ricorso è stato bocciato dalla Consulta. Così la fabbrica è tornata a funzionare, nel contempo è stato avviato un piano di risanamento sia degli impianti produttivi, sia della zona circostante.

L'ILVA in sè è pericolosa per Taranto e gli stessi Tarantini abitanti.

Ora, a voi la scelta, lavoro o salute?!

Firma la petizione! 

 

#VOGLIAMOTARANTOPULITA



Oggi: Massimo conta su di te

Massimo Marchetti ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "ILVA di Taranto: bisogna ancora tenerla aperta?!". Unisciti con Massimo ed 632 sostenitori più oggi.