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Il Sindaco ed il Consiglio Comunale di Caserta mantengano l'impegno con i propri cittadini a garantire uno sviluppo sostenibile del territorio

Nell’attuale scenario economico ed ambientale, lo sviluppo sostenibile diviene sempre più un modello necessario per la pianificazione territoriale, perché l’unico in grado di centrare obiettivi di qualità e sicurezza ambientale, economica e sociale insieme garantendo, quindi, il benessere delle comunità locali.

Il principio fondante del modello di sviluppo sostenibile è la gestione oculata delle risorse, soprattutto quelle non rinnovabili, come il suolo. Il consumo dissennato di suolo è ormai un’emergenza a livello planetario ed è stato identificato come una priorità nelle politiche ambientali e nella pianificazione territoriale.

Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e per il Paesaggio il 17 marzo 2012 ha invitato il Comune di Caserta, con tutti i Comuni italiani, a censire il patrimonio edilizio esistente per identificare gli immobili inutilizzati, vuoti e sfitti.

 

Per contrastare il consumo di suolo, i nuovi interventi edilizi dovrebbero rivolgersi solo e prevalentemente ad aree già urbanizzate degradate e ad uso produttivo dismesso e da riqualificare. Invece, l’Amministrazione Comunale di Caserta, nonostante non abbia provveduto ad elaborare il Piano Urbanistico Comunale (PUC), ha già ufficializzato l’intenzione di procedere con nuove costruzioni, utilizzando lo strumento dell’housing sociale, ossia la costruzione di 300 nuovi appartamenti in via Falcone e Borsellino (housing 1) e 7 altri interventi nell’area dei Monti Tifatini, tra le frazioni di Tuoro e Garzano (housing 2), per complessivi 464.000 metri cubi di nuovi volumi edificati.

Mentre di “sociale” tali interventi hanno pochissimo (solo una piccola percentuale dei nuovi spazi abitativi saranno destinati a soddisfare le esigenze delle persone più bisognose della popolazione), come per il resto d’Italia, anche a Caserta il patrimonio edilizio esistente è superiore al numero degli abitanti, con un eccesso di volumi edificati attualmente stimato inoltre 4.000 appartamenti (vuoti, sfitti ed inutilizzati).

Chiediamo, pertanto, al Sindaco ed al Consiglio Comunale di Caserta di:

- rispettare gli impegni presi di fronte ai propri cittadini con la ratifica della Convenzione Europea sul Paesaggio e l’adesione alla Carta di Matera, nonché con i principi espressi nel PTR (Piano Territoriale Regionale) e nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) attraverso azioni concrete, ossia utilizzando gli strumenti di pianificazione territoriale, in primis il PUC, in un’ottica di sviluppo sostenibile;

- procedere, prima di programmare qualsiasi nuovo intervento edilizio, al censimento del patrimonio edilizio esistente, così rispondendo alle istanze mosse dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e per il Paesaggio e verificando, sulla base di questi dati, se esiste una reale domanda di nuovi interventi di edilizia;

- promuovere azioni concrete di tutela e valorizzazione degli spazi agricoli riconoscendo l’importanza della loro sopravvivenza all’interno del tessuto urbano ed abbandonando, definitivamente, l’idea che il suolo agricolo rappresenti uno stato temporaneo in attesa di urbanizzazione.

Letter to
Sindaco del Comune di Caserta Pio Del Gaudio
Consiglio Comunale
Nell’attuale scenario economico ed ambientale, lo sviluppo sostenibile diviene sempre più un modello necessario per la pianificazione territoriale, perché l’unico in grado di centrare obiettivi di qualità e sicurezza ambientale, economica e sociale insieme garantendo, quindi, il benessere delle comunità locali.
Il principio fondante del modello di sviluppo sostenibile è la gestione oculata delle risorse, soprattutto quelle non rinnovabili, come il suolo. Il consumo dissennato di suolo è ormai un’emergenza a livello planetario ed è stato identificato come una priorità nelle politiche ambientali e nella pianificazione territoriale.
Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e per il Paesaggio il 17 marzo 2012 ha invitato il Comune di Caserta, con tutti i Comuni italiani, a censire il patrimonio edilizio esistente per identificare gli immobili inutilizzati, vuoti e sfitti.
Per contrastare il consumo di suolo, i nuovi interventi edilizi dovrebbero rivolgersi solo e prevalentemente ad aree già urbanizzate degradate e ad uso produttivo dismesso e da riqualificare. Invece, l’Amministrazione Comunale di Caserta, nonostante non abbia provveduto ad elaborare il Piano Urbanistico Comunale (PUC), ha già ufficializzato l’intenzione di procedere con nuove costruzioni, utilizzando lo strumento dell’housing sociale, ossia la costruzione di 300 nuovi appartamenti in via Falcone e Borsellino (housing 1) e 7 altri interventi nell’area dei Monti Tifatini, tra le frazioni di Tuoro e Garzano (housing 2), per complessivi 464.000 metri cubi di nuovi volumi edificati.
Mentre di “sociale” tali interventi hanno pochissimo (solo una piccola percentuale dei nuovi spazi abitativi saranno destinati a soddisfare le esigenze delle persone più bisognose della popolazione), come per il resto d’Italia, anche a Caserta il patrimonio edilizio esistente è superiore al numero degli abitanti, con un eccesso di volumi edificati attualmente stimato inoltre 4.000 appartamenti (vuoti, sfitti ed inutilizzati).

Chiediamo, pertanto, al Sindaco ed al Consiglio Comunale di Caserta di:

- rispettare gli impegni presi di fronte ai propri cittadini con la ratifica della Convenzione Europea sul Paesaggio e l’adesione alla Carta di Matera, nonché con i principi espressi nel PTR (Piano Territoriale Regionale) e nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) attraverso azioni concrete, ossia utilizzando gli strumenti di pianificazione territoriale, in primis il PUC, in un’ottica di sviluppo sostenibile;

- procedere, prima di programmare qualsiasi nuovo intervento edilizio, al censimento del patrimonio edilizio esistente, così rispondendo alle istanze mosse dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e per il Paesaggio e verificando, sulla base di questi dati, se esiste una reale domanda di nuovi interventi di edilizia;

- promuovere azioni concrete di tutela e valorizzazione degli spazi agricoli riconoscendo l’importanza della loro sopravvivenza all’interno del tessuto urbano ed abbandonando, definitivamente, l’idea che il suolo agricolo rappresenti uno stato temporaneo in attesa di urbanizzazione.