Roma, la nostra città deve rinascere

Roma, la nostra città deve rinascere

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Rinascimento di Roma / Rete X RomaCapitale ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Il Sindaco e tutta l'Amministrazione di Roma che verrà eletta alle prossime elezioni.

Non cambieremo mai qualcosa combattendo la realtà esistente.  Per cambiare, bisogna costruire un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.  (R. Buckminster Fuller)

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Questo Appello è indirizzato a tutta la cittadinanza di Roma, indipendentemente dagli schieramenti partitici, ed in particolare a TUTTI i Candidati alle prossime elezioni amministrative per le cariche di:

·      Sindaco di Roma e Consiglieri del Comune

·      Presidenti di Municipio e Consiglieri di Municipio

Roma è una città disastrata, stanca, con una cittadinanza divisa, in difficoltà, rassegnata e rabbiosa, senza alcuna certezza, che non reagisce perché abituata al degrado che la circonda: troppi sono convinti che non servirebbe a niente e annullano così l’impegno di quelli, non pochi, che invece si danno da fare.

Non cerchiamo qui le responsabilità di questa situazione, esse risalgono nel tempo, coinvolgono più amministrazioni ed anche i cittadini.

Ma se guardiamo al futuro prossimo c’è altissima la possibilità che, dopo le prossime elezioni, indipendentemente da chi avrà vinto, la città si trovi ancora più divisa tra una maggioranza che griderà vittoria ed una minoranza che si sentirà perdente, sfiduciata e animata da sentimenti di rivalsa.

Un pessimo punto di partenza per la prossima Amministrazione, quale che sia, che dovrà affrontare una doppia sfida di carattere epocale:

·      La prima riguarda direttamente Roma che deve rinascere superando i tanti gravi problemi in cui versa;

·      La seconda che non riguarda solo la città ma anche l’Italia e il mondo intero: la tragedia della pandemia che ci affligge da quasi due anni e la difesa dell’ambiente per contrastare l’inquinamento e i drammatici cambiamenti del clima.

Entrambe impongono un cambiamento degli stili di vita, di abitudini ataviche e condivise, e scelte organizzative diverse, innovative, che comporteranno grandi sacrifici e che se non condivise rischiano di essere vanificate.

Per molti problemi non ci saranno linee guida consolidate dall’esperienza per orientare le scelte, bisognerà individuare nuove soluzioni, nuove strade da percorrere e certamente scoppieranno polemiche e scontri tra i fautori e gli oppositori delle nuove idee e proposte che porteranno alla ribalta schiere di esperti/ciarlatani.

Sono sfide che non possono essere risolte e vinte dalla sola Amministrazione, per quanto efficiente e valida possa essere, ma che richiedono la partecipazione e l’impegno dei cittadini per essere condivise ed attuabili.

In questa situazione che fare?

Un aforisma attribuito ad Einstein ci dice che “I problemi non si risolvono con lo stesso tipo di pensiero e gli stessi metodi che li hanno creati”.

È necessario guardare con occhi nuovi, da diversi punti divista.

Serve una più evoluta democrazia, non si devono cercare personaggi della provvidenza, uomini o donne soli al comando che decidano tutto per noi, ma la soluzione si trova nel coinvolgimento dei cittadini nella gestione della “Cosa Pubblica”.

Il principio della Rappresentanza è fuori discussione ma, dati i limiti che sta evidenziando (la delega totale spinge i cittadini a disinteressarsi della "cosa pubblica" e gli eletti, anche i migliori, a utilizzarla per il successo della loro carriera politica), va integrato con la partecipazione attiva dei cittadini.

Si tratta di “CO-GOVERNANCE”, da costruire con le regole della Democrazia partecipativa e deliberativa, con l’Ascolto Attivo, il Confronto Creativo per coinvolgere i cittadini nei processi decisionali, e di Amministrazione condivisa, Cittadini/ P.A, per la cura e la gestione dei Beni Comuni, applicando l’Articolo 118/4 della Costituzione che recita “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà".

Alla base di tutto c’è l’esigenza assoluta, imprescindibile di costruire un nuovo rapporto Cittadini/ Eletti/ Amministrazione basato su un confronto paritetico e sulla fiducia, nel rispetto dei ruoli:

·       ai cittadini va riconosciuto il diritto di essere ascoltati, di partecipare al dibattito sulle scelte da fare, di essere informati in maniera trasparente, di poter avanzare proposte e di esercitare un controllo;

·       agli Eletti e all’Amministrazione compete l’onore e l’onere di prendere decisioni, di gestire le attività, dando risposte chiare, motivate e tempestive alle istanze dei cittadini.  

Il confronto leale, serio, tra Eletti e Cittadini rafforza le Istituzioni, non le indebolisce: scegliere con la collaborazione dei cittadini è meglio che trovarseli contro dopo aver scelto senza la loro partecipazione e, soprattutto, un simile comportamento rafforza l’autorevolezza degli Eletti. 

La politica non deve essere più “l’arte di impedire alla gente di occuparsi di ciò che la riguarda"

L’amministrazione della città non deve più operare senza confrontarsi con i cittadini, non deve più decidere anche contro le richieste dei cittadini, e a loro insaputa.

Non si deve più sperperare denaro pubblico per opere che rimangono incompiute e, soprattutto, l’Amministrazione per prima deve rispettare la legalità e le Leggi che essa stessa si è data.

Roma è piena di opere incompiute, di aree e grandi complessi abbandonati al degrado, di decisioni prese in deroga alla logica oltre che alle Leggi vigenti, costate decine di milioni di Euro gettati al vento.

Qui non è possibile farne un elenco ma forse si può citare un esempio per tutti perché eclatante e relativo ad un progetto attuale che, se approvato, porterebbe alla costruzione di un palazzo della cubatura di alcune decine di migliaia di metri cubi (50/60mila?), su un terreno con gravi criticità idrogeologiche (fiumi sotterranei) che si trova all’interno di un Parco Riserva Naturale Regionale, andando contro a tutte le indicazioni sulla limitazione di consumo del suolo.

Si tratta del Progetto di ampliamento della Cittadella Giudiziaria di Piazzale Clodio che prevede la costruzione di un nuovo palazzo all’interno del Parco di Monte Mario, sull’unico prato pianeggiante rimasto in “Prati”.

Le associazioni, i comitati e i cittadini della zona vogliono che il parco rimanga tale e venga curato e gestito come si dovrebbe, ma su questo tema, come su infiniti altri, non esiste un confronto vero Cittadinanza/ Amministrazione. Speriamo che tutta Roma si opponga a questo scempio.

Questo Appello è una chiamata all’azione per TUTTI.

Se veramente vogliamo la rinascita di Roma nessuno può rimanere fermo a guardare dalla finestra e tutti dovremmo dare il nostro contributo. Anche le persone che non hanno la possibilità di essere cittadini attivi, quali che siano i motivi, possono dare il loro contributo già rispettando e non ignorando le regole del vivere civile, dal corretto smaltimento dei rifiuti, al comportamento nel traffico e nei parcheggi, ecc.

A tutti i candidati alle prossime elezioni, dal ruolo di Sindaco in giù, chiediamo con forza di trattare il tema della partecipazione dei cittadini nel corso degli incontri elettorali cui partecipano, di chiarire cosa ne pensino e, a quelli che condividono le nostre posizioni, chiediamo di impegnarsi ora, pubblicamente, a promuovere, ad essere attori attivi e responsabili di questo processo di coinvolgimento dei cittadini.

Chiediamo loro un impegno preciso, non generiche affermazioni di principio, che lasciano il tempo che trovano. Vorremmo che ci dicessero, con riferimento al documento allegato “Costruire la partecipazione a Roma”, come intendono operare per mettere in atto questo processo virtuoso di rinnovamento.

Pensiamo che tutti i candidati, veramente consapevoli dell’impegno che già solo candidandosi hanno assunto, sappiano e capiscano che l’appoggio dei cittadini può fare la differenza e che sia determinante per la rinascita di Roma.

Sul nostro sito pubblicheremo la lista dei candidati che aderiranno a questa proposta.

Ai cittadini, soprattutto alle migliaia di volontari che già sono impegnati sul campo, chiediamo di sottoscrivere questo documento e di diffonderlo.

I Cittadini sono i veri protagonisti di questa iniziativa: firmando decideranno se questo appello avrà un risultato positivo.

 

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