40 anni dopo esigiamo TUTTA la verità sull'Affaire USTICA

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Raffaello Cinelli ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a il Presidente italiano Mattarella e quello francese Macron

                                                             Perché la vita è un brivido che vola via…

OCCHI INDISCRETI nel DANNO COLLATERALE  -  mar Tirreno, 1980

Alle 20,59 del 27 giugno 1980, 2 caccia Nato intercettano nella posizione “Condor” 39.43N, 12.55E nel mar Tirreno, tra le isole di Ponza e Ustica, un volo non identificato con direzione OE che si mantiene ad una distanza di circa 6 miglia dal DC-9 Itavia IH-870 partito con un ritardo di quasi 2h dall’aeroporto di Bologna-Borgo Panigale e diretto a quello di Palermo-Punta Raisi con 77 persone a bordo e 4 componenti l’equipaggio.

Alle 20,31 il DC-9 aveva raggiunto la quota di crociera stabilita pari a 29mila piedi (poco meno di 9000 metri), 15 minuti più tardi, alle 20,46 l’aereo scendeva a 25mila.  Appena 12 minuti dopo, (20,58) i piloti comunicavano con la torre di controllo dell’aeroporto di Palermo-Punta Raisi informandosi sulle condizioni meteo.

Sarà questa l’ultima notizia radio, poiché l’aereo con 81 persone precipitò in mare!

Il primo magistrato a occuparsi immediatamente del caso “Ustica” fu Antonio Guarino, in servizio quella tragica notte del 27 giugno 1980 alla procura di Palermo. Guarino assunse i primi provvedimenti: alle drammatiche incombenze da fronteggiare immediatamente, si occupò anche dei tracciati radar. Fu qui che si scontrò con qualche “resistenza”: a quanto pare ad alcuni non andava giù l’eventualità del sequestro di tutti i tracciati di quelle ore e riguardante quegli spazi aerei,. Guarino tenne duro e firmò quel “decreto di sequestro”.

A partire da quella data però innumerevoli ritardi e depistaggi fecero sì che si concretizzassero soltanto alcune ammissioni, ma il vero motivo dell’abbattimento non si seppe mai.

Nel 2020 saranno 40 gli anni trascorsi da quella sera d’estate. Molti parenti di coloro che persero la vita su quel DC-9 sono diventati adulti o non sono più in vita. Chi è rimasto avrebbe assoluto bisogno di RISPETTO e certezze.

Proviamo a dargliele!

Nella foto un oggetto ritrovato in mare e oggi conservato nel Museo della Memoria di Bologna...

grazie

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