PETIZIONE CHIUSA

Giustizia per Michele suicida per un diritto negato

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Ho ancora in mente le parole scritte da Michele nella sua ultima lettera ai genitori. Michele suicida ad Udine lo scorso 31 gennaio. Aveva 30 anni e un futuro negato. Negato da un paese che si chiama Italia. Un'Italia con un debito pubblico monstre che mai e poi mai riuscirà a rimborsare ma che mantiene in piedi privilegi, appannaggi, stipendi faraonici e altrettante pensioni che stanno spremendo come un limone le residue risorse che invece avrebbero dovuto garantire un futuro di certezze per i nostri giovani e per quelli meno giovani. Le parole di Michele suonano mestamente profetiche. Non ci sarà molto più da spendere e consumare per molti di noi. Ma molti sembrano ignorarne il significato. Due sere fa il Tg4 ha mandato in onda un servizio dove fuori il palazzo della Corte Costituzionale i giornalisti delle Jene hanno tentato di intervistare alcuni componenti della Consulta per chiedere conferma del loro stipendio mensile di ben 21.000 ( ventunomila ) euro per 14 mensilità oltre a vari benefit come auto blu a vita , appartamenti alla carica e tanto altro. Alla domanda specifica se fosse giusto percepire un compenso mensile così elevato e se lo stesso non andava a erodere la ricchezza e il futuro dei giovani la risposta di un giudice della nostra benemerita Corte è stata laconica. "Speriamo bene". Ecco è su questo che gli italiani dovrebbero riflettere . Come i membri della Corte Costituzionale abbiamo anche altri esempi quali Corte dei Conti, Corte di Cassazione , Avvocatura dello Stato , Boiardi di Stato e tanti altri che ometto solo per brevità tutti incensati da stipendi mensili stratosferici e da altrettante pensioni oltre a quanto svolgono e percepiscono separatamente in altri incarichi essendo riconosciuto loro la possibilità di cumulare i redditi qualora non fosse già abbastanza. Se tutto ciò può essere ancora consentito in un paese come l'Italia che in Europa tutti sanno ormai che è tecnicamente fallito e non osano evidenziarlo per il semplice motivo che siamo troppo grandi per fallire con le conseguenze facilmente immaginabili per tutti gli altri. Credo che sia giunto il momento di farla finita e di fare seriamente quanto può essere ancora possibile fare per tentare in extremis di salvare il nostro futuro e sopratutto quello dei nostri figli. Tutta questa pletora di civil servant che dietro il paravento del loro ufficio hanno consumato e continuano a consumare senza dignità e senza alcun rimorso quel poco che resta è immorale. Tutto questo è quello che deve aver visto Michele che a 30 anni non accettava più questo scellerato sistema che garantisce enormi fortune a pochi e tante rinunce a molti tra queste quella più importante che è il lavoro. Temo che tutto ciò non potrà finire come sperano i nostri amatissimi giudici in un speriamo bene. Le parole di Michele oltre che profetiche sono un grido di vendetta. Temo che i nostri figli un giorno potrebbero arrivare ad espropriare le ricchezze sottrattegli da questi signori probabilmente bussando alla loro porta  e portando via quanto da loro indecentemente accumulato. Temo anche che quelli che negli anni 70/80 sono stati definiti movimenti eversivi possano invece divenire, in un futuro ormai non molto lontano, precursori di un sentimento di rivalsa generazionale su un qualcosa sottratto e negato. Dio non voglia che questi possano diventare i nuovi patrioti di un' Italia collassata e in preda a nuovi deliri rivoluzionari che potrebbero ristabilire nuovi equilibri a scapito dell'élite attuale.

Cosa chiedo?                                                                                                      Chiedo di raccogliere le firme per poter indire un autentico referendum popolare e non quelli che siamo abituati a vedere ultimamente da un movimento politico fatto da comici e dilettanti allo sbaraglio che fanno pensare più al nuovo come peggio del vecchio, che metta fine a questa emorragia  di risorse e che abbassi drasticamente e sopratutto definitivamente il tetto massimo a quelle che sono da considerarsi immeritate prebende e per destinare il tesoro risparmiato alla creazione di vere opportunità lavorative per i nostri ragazzi.

 



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