La riduzione della plastica non passa solo dai sacchetti

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Siamo invasi dalla plastica che, come ormai è noto a tutti, finisce nei mari, nei fiumi, nelle discariche, nei terreni, nelle strade delle nostre città inquinando l'ambiente. Le politiche ambientali sono del tutto carenti e  inefficaci nonostante in Italia sia stato costituito un ministero ad hoc. La riduzione della plastica non può ridursi, ci si passi la ripetizione, alla questione dei sacchetti per la spesa che tante polemiche ha provocato agli inizi dell'anno. Occorrerebbe incentivare il consumo di bevande e detersivi "alla spina" e inoltre, per quanto riguarda i detersivi, promuovere prodotti alternativi come le  "cartucce" che si sciolgono in acqua calda consentendo di usare più volte lo stesso flacone (è sempre più difficile reperirle nel senso che pochi esercizi le commercializzano). Gioverebbe poi all'ambiente un po' di pubblicità (pubblicità progresso?) all'acqua del sindaco che, oltre a essere ovviamente potabile, in molte città è anche gradevole al gusto, il che ridurrebbe drasticamente il numero delle bottiglie di plastica contenenti acque minerali che, dopo aver viaggiato in lungo e in largo per l'Italia ed essere state sottoposte a sbalzi termici, finiscono sulle tavole della maggior parte degli italiani.Quelle appena illustrate sono solo alcune proposte, si potrebbe continuare.

Chiediamo al Ministero dell'Ambiente l'adozione di un "pacchetto" integrato di interventi volti alla riduzione della plastica, agli enti locali l'adozione di misure idonee al raggiungimento del medesimo obiettivo, alle associazioni dei consumatori di adoperarsi, nei modi ritenuti più opportuni, per la tutela dell'ambiente e dei consumatori.



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