Diretta a Milano Domenico Iannantuoni ed a(d) 20 altri

Il Giorno della Memoria per le vittime dell'Unità d'Italia

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Nel 156mo anniversario della strage di Pontelandolfo e Casalduni - da sempre relegata ai margini dei libri di storia, come affermò il presidente Giorgio Napolitano tramite il suo delegato Giuliano Amato, nel 2011, ed emblema di quanto accadde nell'ex Regno delle Due Sicilie per l'unificazione d'Italia - chiediamo ai Presidenti delle Regioni che hanno già approvato l'istituzione del Giorno della Memoria per le vittime innocenti meridionali dell'Unità, di rispettare il voto espresso quasi all'unanimità dai rappresentanti di schieramenti diversi e di milioni di cittadini; e invitiamo i consiglieri e i presidenti delle Regioni che devono ancora esprimersi su mozioni analoghe, di votare secondo coscienza e libertà, ignorando le pressioni di gruppi di potere più o meno dichiarati che vorrebbero condizionare le scelte di istituzioni e assemblee elette dal popolo. Tali gruppi di potere temono il risveglio del popolo meridionale.

Il Giorno della Memoria per le vittime dell'Unità d'Italia, come le iniziative consimili dedicate ad altre comunità travolte da eventi della storia, è occasione di studio su vicende spesso tragiche legate alla storia del meridione, è un momento di riflessione, di pubblico confronto e perché no, condivisione di un dolore negato.

Ci sono pagine talvolta colpevolmente cancellate o trascurate dalla storiografia ufficiale, che conservano spunti significativi e utili per capire (e cambiare) le dinamiche e le scelte di un Paese come l'Italia, forse mai veramente unito, se dal 1860 a oggi, con rari periodi di discontinuità, dà ai nostri giovani la metà dei diritti, dei servizi, delle speranze e delle occasioni concesse ai giovani del resto dell'Italia e dell'Europa.

Se l'oggi è figlio di ieri; questa disparità non può che essere conseguenza di scelte che hanno disegnato un Paese duale, sino a condurlo alla peggiore condizione dal momento dell'Unità: un reddito procapite a Sud inferiore di oltre il 40 per cento a quello del Nord (mai successo, se non nell'immediato secondo dopoguerra), un deserto di treni, autostrade, servizi sanitari e fra un po' anche di università, mentre gli investimenti sono concentrati nella parte del Paese che già gode, grazie alla spesa pubblica, delle migliori condizioni.

L'istituzione di un giorno dedicato a questi temi, a partire dal sangue che fu versato per annettere l'ex Regno delle Due Sicilie al resto della Penisola, dalle fabbriche distrutte o fatte fallire, con i soldati mandati a uccidere le maestranze di un'azienda gioiello, disgraziatamente napoletana, sarà l'occasione per ricucire strappi e ferite e per affrontare, insieme a chiunque voglia farlo con onestà, i temi più controversi della nostra storia, per poter raggiungere, finalmente, una memoria condivisa che possa essere, per gli italiani tutti, la base su cui ritrovarsi. Pino Aprile

Il Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso dice a tutti i lettori: ad oggi oltre 180 Città hanno aderito al Comitato, diverse centinaia di Testimonial di ogni ordine e grado, Vescovi ed Arcivescvi e quasi diecimila sottoscrittori. Giuseppe Villella di Motta Santa Lucia, fu catturato a 69 anni, nel 1864 e inviato nel carcere di Vigevano, mai oppositore della legge; egli morì deportato solo dopo qualche mese dall'incarcerazione...anche questa è memoria dell'uomo! www.nolombroso.org

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  • San Nicola La Strada
    Fiore Marro
  • Napoli
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  • Vieste
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  • Napoli
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  • Napoli
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    Crocifisso Aloisi
  • Bari
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    Francesco Mancuso
  • Napoli
    Annamaria Pisapia
  • Napoli
    Salvatore Argenio

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