Il centro di Trieste #carfree sarebbe un enorme successo

Il centro di Trieste #carfree sarebbe un enorme successo

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.
Quando arriverà a1.500 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere presa in considerazione dai media e dai giornali locali!

TRIESTE IN BICI ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Roberto Dipiazza e a

Il centro di Trieste #carfree sarebbe un enorme successo

Per una TRIESTE SOSTENIBILE vogliamo rendere gradualmente il centro Città chiuso alle auto private, con traffico più scorrevole per derogati e autorizzati e tanto meno inquinamento. Inoltre per una maggior sicurezza di tutti i cittadini e di tutti gli utenti della strada, in primis l'utenza vulnerabile (pedoni, ciclisti e velocipedisti), proponiamo un modello sostenibile di #mobilitànuova, che ben applicato oltre alla sicurezza e alla salute dei cittadini, allo stesso tempo, darà un ritorno e un meritato successo alle imprese locali piene di gente.

Le nostre richieste:

  • centro di Trieste #carfree (chiusura graduale alle auto private);
  • forte sviluppo della mobilità pubblica multimodale (metrotramvie, bus e taxi elettrici, metropolitana, sistemi ettometrici e di risalita) con più spazi riservati al TPL (Trasporto Pubblico Locale)per un servizio più rapido, più efficiente, più efficace e meno esoso su strade libere dal traffico.
  • riqualificazione dello spazio pubblico urbano:

         > la priorità e quindi la Città ritorna alle persone adottando un modello organizzativo dello  spazio pubblico in cui la mobilità pedonale e ciclistica sono al primo posto, prima di quella dei veicoli;

         > con adeguati marciapiedi e più aree pedonali comunicanti e continuative con deroga per velocipedi alla velocità max di 6km/h;

         > con un Biciplan adatto e sicuro per i velocipedisti di ogni età.

  • Più sicurezza stradale per tutti gli utenti della strada (in particolare l'utenza vulnerabile) con individuazione e mappatura strade urbane a mobilità lenta e arterie scorrevoli. 

Premesso che i mezzi a motore a + di 30km/h in caso di investimento possono essere letali per pedoni, ciclisti o conducenti di velocipedi e micro mobilità elettrica, è necessario individuare e mappare quanto prima in Città le strade urbane a mobilità lenta.  In tali strade potranno quindi circolare con più sicurezza stradale i pedoni e i suddetti velocipedi anche in promiscuo con i veicoli a motore adeguatamente rallentati.

           >  strade urbane a mobilità lenta(zone 30 in isole ambientali(*) con strade residenziali o scolastiche dotate di "porte urbane" e limite massimo di velocità per i veicoli, da 10 a 30 km/h, secondo i casi.     

(*) Le isole ambientali sono strade a mobilità lenta in zone circoscritte più o meno vaste in cui prevale la funzione residenziale e/o scolastica. Sono parti di città interessate da particolari regole di circolazione che limitano la velocità dei veicoli che le percorrono e in genere sono delimitate da assi scorrevoli della viabilità principale. Non si tratta di zone riservate ai pedoni, tutti i veicoli possono circolare liberamente rispettando i limiti di velocità considerati non mortali in caso di investimento(da 10 a 30km/h secondo necessità) e parcheggiando  negli stalli indicati. Inoltre l'attraversamento e il transito ciclopedonale è reso più sicuro su tutta la rete stradale interna.

Riqualificare la Città creando le isole ambientali e altre nuove infrastrutture a tutela dell' ambiente urbano e del cittadino presenta molteplici vantaggi:

minor traffico, molto meno inquinamento, minor rumore, una sosta ordinata, più verde pubblico, il piacere di camminare, di andare più sicuri in velocipede (bicicletta e monopattino), quindi, maggior sicurezza stradale e sociale recuperando pure i valori civici persi con l’uso ritrovato dello spazio pubblico. 

E infine un vantaggio economico: aumenta il valore delle abitazioni.

         > arterie urbane scorrevoli in genere con limiti 50km/h. Assi portanti della viabilità principale in cui i citati velocipedi abbiano l'obbligo di circolare in ciclabile(bidirezionale contraflow in sede propria con attiguo marciapiedi per la socializzazione), in cui il ciclista o velocipedista che transita sulla corsia esterna vede sempre il mezzo incrociante. 

Una raccomandazione:

che l'infrastruttura stradale(urbana o extraurbana) con limite massimo di velocità per i veicoli superiore ai 50 km/h abbia pertinenti caratteristiche di sicurezza anche pedonale ed un elemento di separazione(guardrail o altro) tra velocipedi e veicoli.

 

UN CAMBIAMENTO NON PIU' RINVIABILE

Dopo la presentazione il PUMS(Piano Urbano Mobilità Sostenibile) è entrato nella seconda fase, quella di partecipazione a cui aderiamo e a cui possono partecipare con idee e suggerimenti adeguati tutti i cittadini e i portatori di interesse.

Tale Piano è uno strumento per raggiungere determinati obiettivi e non obiettivo in sé, dovrebbe:

  • integrare fortemente la pianificazione della mobilità all'interno della pianificazione e della progettazione urbana in un'ottica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. 
  • pilotare sulla sua scia un aggiornamento completo del PGTU(Piano Generale del Traffico Urbano), deliberato nel 2014 dalla precedente Giunta e congelato due anni dopo dall' attuale Amministrazione, per assumere un progetto mobilità 2020–2040 di una rete transitoria che investa mobilità privata e trasporto pubblico, servizi e mobilità eco-compatibile in un unico disegno che può essere costruito e completato nei prossimi anni, nel processo di trasformazione della Città che riguarda sia le funzioni che la mobilità che da esse deriva.

 

TRIESTE  PROGETTO  MOBILITA'  2020-2040 (BOZZA)*

* proposta in elaborazione AGGIORNATA al 25 giugno 2021

La Città è investita da alcuni decenni dalla progressiva espansione della motorizzazione che ha determinato un rapporto di non sostenibilità nelle aree urbane che sono snaturate dalla sosta e stravolte dal traffico delle auto private e molto poco è stato fatto, nulla o quasi nulla è stato finora promosso per diffondere un'educazione ambientale e della sostenibilità, dolce, nuova, in tutte le sue forme, attraverso attività educative, di sensibilizzazione, di informazione, rivolte alla popolazione di tutte le età e nemmeno è stato realizzato un progetto completo, non più rinviabile, che pensi al futuro delle generazioni che vivono e vivranno nel nostro territorio. Prima esigenza è il recupero di un rapporto funzionale fra la politica urbanistica(che governa la distribuzione sul territorio delle funzioni con diversa capacità di attrazione del traffico) e quella della mobilità, intesa sia come programmazione e realizzazione delle infrastrutture, sia della normativa sull’uso del suolo pubblico in relazione alla mobilità.

Tale progetto complessivo dovrebbe riguardare:

LA TARIFFAZIONE AI TRANSITI (Road Pricing)

L'introduzione della tariffazione ai transiti è uno dei principali provvedimenti della mobilità sostenibile che indica le modalità di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati e cioè:

> l'inquinamento atmosferico;
> l'inquinamento acustico;
> la congestione stradale;
> l'incidentalità;
> il degrado delle aree urbane (causato dallo spazio occupato dagli autoveicoli a scapito dei pedoni);
> il consumo di territorio (causato dalla realizzazione delle strade e infrastrutture);
> i costi degli spostamenti (sia a carico della comunità sia del singolo).

Si tratta di un ticket ecologico di transito a pedaggio per NON RESIDENTI che effettuano l’accesso a strade o zone urbane ed entrano in Città e che dà loro la possibilità di sostare unicamente in zone o parcheggi privati, e/o di fermarsi solo in apposite aree autorizzate.

IL PIANO DELLA SOSTA con obiettivi e specificazione del piano dei parcheggi nelle diverse tipologie (non residenti, residenti e non residenti di zona).

LA VIABILITA’ delle vie che formano la rete stradale urbana, riguardo l’andamento, la distribuzione e lo stato in cui sono tenute.

LA MOBILITA' con razionalizzazione del traffico veicolare privato, l' incentivazione dell'intermodalità con i mezzi pubblici di trasporto, per un’efficace salvaguardia della salute pubblica e delle condizioni ambientali urbane.

 

IL PIANO DELLA SOSTA

La sosta diviene l'elemento preliminare della scelte politiche relative alla mobilità. L’insufficiente regolamentazione e controllo dell'area pubblica ha determinato un'invasione da parte dei mezzi a motore privati con grande snaturamento della Città stessa, dai viali, alle vie, alle piazze. Evidente è la diffusa utilizzazione del suolo pubblico come parcheggio privato. Questa usanza consolidata, come una sorta di diritto soggettivo, mai affrontata e organizzata correttamente, costituisce uno dei problemi fondamentali della trasformazione, a nostro avviso, non più rinviabile.

Il piano della sosta si realizza in tempi diversi e presenta più obiettivi:

1) CREAZIONE DI NODI DI SCAMBIO INTERMODALE E CERNIERE DI MOBILITA'

Un primo obiettivo è la creazione di nodi di scambio intermodale e cerniere di mobilità nelle immediate zone extra urbane e periferiche di Trieste, ove non residenti e pendolari che non dispongono di un garage o di posto macchina in città, dovranno ricoverare i loro mezzi.

NODI DI SCAMBIO INTERMODALE

Progetto integrato con mega parcheggi sotterranei per autovetture e a cielo aperto per bus e camper turistici nelle località di Sistiana, Prosecco, Opicina, Noghere ove ricoverare i mezzi di turisti e non residenti (5000 auto, 300 bus, 300 camper).

Tali nodi di scambio intermodale, dotati di infrastrutture e stazioni di partenza/arrivo da/per Trieste, località del Carso, itinerari ciclabili, ciclopedonali e sentieri della salute, saranno collegati rapidamente al centro città con un sistema efficiente ed efficace di mezzi pubblici e presenteranno i seguenti servizi:

> Tourist point (punto accoglienza)
> Locale ristoro (con spogliatoi, Wc e docce)
> Car sharing
> Camper storage (rimessaggio camper)
> Velostazione con Bike sharing e Bike service point(punto  assistenza velocipedi)
> Deposito e consegna gratuita merci acquistate dai non residenti sul territorio(gestito da Coop, associazioni del commercio e artigianato)

CERNIERE DI MOBILITA'

Progetto integrato con parcheggi periferici a cielo aperto per autoveicoli, disposte lungo il perimetro esterno urbano(Bovedo, Cattinara, Ippodromo e altri) dove i pendolari potranno parcheggiare i loro veicoli, usufruendo quindi per i brevi tragitti dello sharing (biciclette, monopattini) dei mezzi del TPL(Trasporto Pubblico Locale) e di sistemi ettometrici e di risalita (ascensori, tapis-roulant, funicolari). In modo che ognuno possa scegliere così il mezzo più adatto per raggiungere la propria destinazione in Città.

2) INIBIZIONE DELLA SOSTA GRATUITA AI NON RESIDENTI

Un secondo obiettivo è costituito dalla riduzione della sosta gratuita ai soli residenti nelle rispettive aree di appartenenza, con inibizione della sosta su suolo pubblico ai non residenti che non dispongono di un garage o di posto macchina in Città. Essi dovranno ricoverare i loro veicoli nei parcheggi dei nodi e delle cerniere nelle immediate zone extra urbane e periferiche di Trieste.

3) ABOLIZIONE PARK PRICING (strisce blu) e introduzione del bollino circoscrizionale da destinare:

> alla sosta gratuita per i residenti di zona;
> alla sosta o alla fermata a pagamento(con disco orario) per i residenti in settori diversi della città.

Un terzo obiettivo può essere raggiunto a seguito della realizzazione e utilizzazione dei nodi di scambio intermodali e delle cerniere di mobilità, abolendo gli attuali parcheggi pubblici a cielo aperto(strisce blu) e liberando in Città migliaia di stalli per il parcheggio gratuito dei residenti. Sarà cura di ognuna delle Circoscrizioni (o di chi per esse) incrementare, individuare e organizzare ulteriori aree da destinare alla sosta per zona di competenza e alla fermata e alla sosta(a pagamento con disco orario) dei residenti in settori diversi della città.

4) CONCESSIONI A FAVORE DEI RESIDENTI

Un quarto obiettivo riguarda le concessioni a favore dei residenti(privati, esercenti commerciali locali e aziende triestine) che intendono recuperare o ripristinare a garage o parcheggio una parte delle proprietà comunali dismesse(edifici, magazzini, spazi coperti e non coperti) nel centro di Trieste e nell'immediata periferia della Città, da adibire al ricovero gratuito dei loro veicoli, di quelli dei loro dipendenti e clienti.

CHIEDIAMO

che l'Amministrazione comunale, mediante provvedimento amministrativo, possa conferire ai citati residenti la concessione gratuita delle suddette proprietà da recuperare (edifici, magazzini, spazi coperti e non coperti) nel centro di Trieste e nell'immediata periferia.

Tali proprietà dismesse vengono concesse in usufrutto gratuito, in singola e unica soluzione, per un dato periodo da definire, ai concessionari residenti che provvederanno a loro spese a ripristinarle e riadattarle a garage o stalli parcheggio per il ricovero gratuito dei loro mezzi, di quelli dei loro dipendenti e clienti, previa richiesta e presentazione al Comune di un progetto complessivo. Tale iniziativa sarà inoltre esente dalla tassa di occupazione suolo pubblico.

5) PROGRESSIVA RIDUZIONE DELLA SOSTA SU SUOLO PUBBLICO DEI VEICOLI PRIVATI

Un quinto obiettivo, da concretizzare in un prossimo futuro, è la prograssiva diminuzione della sosta su suolo pubblico dei veicoli privati sino a pervenirne alla totale inibizione entro il 2040, quando sarà possibile sostare in Città solo su aree e parcheggi privati o in concessione ai residenti.

 

WORK  IN   PROGRESS ...

ULTIMO AGGIORNAMENTO al  25 giugno 2021

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.
Quando arriverà a1.500 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere presa in considerazione dai media e dai giornali locali!