PETIZIONE CHIUSA

GLI ORDINI DEI VETERINARI DEVONO PUNIRE SEMPRE LE NEGLIGENZE!

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LA MALASANITA' VETERINARIA
PUO' COLPIRE ANCHE TE!
Coloro che vivono con un cane, un gatto o altro compagno a quattro zampe lo considerano spesso UN FAMILIARE A TUTTI GLI EFFETTI. Purtroppo però, rispetto agli altri familiari sono molto meno tutelati contro la malasanità. Infatti non vi sono norme legislative che permettano di tracciare l'operato di un medico veterinario, come avviene per i nostri medici. Refertazione clinica e consenso informato sono prescritti solo dal codice deontologico e quindi sono gli stessi veterinari a giudicare il loro operato. Risultato: la malasanità veterinaria e MOLTO PIU' DIFFICILE DA PROVARE rispetto a quella che colpisce noi.
Il mio caso rappresenta un esempio emblematico: il veterinario che non ha seguito la buona prassi chirurgica per la mia Lea e che non mi ha messo in condizione di rilasciare il consenso informato come avviene per la medicina umana (come risulta dal verbale dell'ordine dei medici veterinari di Brescia) ha visto archiviare il mio esposto e  CONTINUA TRANQUILLAMENTE A LAVORARE; invece sono stato condannato io per ingiurie (in primo grado) per avergli detto davanti a terzi "mi hai aperto il cane per niente", in quanto questo lede l'onore del professionista! Poi ho vinto l'appello perché il fatto non sussiste, ma ho perso tempo e soldi.

Non solo, ma ha anche tentato di denunciarmi per stalking, a seguito delle mie proteste fatte circolare con l'aiuto del Notiziario Animalista, ma la sua richiesta è stata bocciata; ha tentato di opporsi all'archiviazione, ma ha ricevuto un'altra suonata.
La mia storia potete TROVARLA QUI, compresi i documenti che lo provano www.maipiucomelea.it
Qui la pagina Facebook www.facebook.com/maipiu.comealea

La malasanità veterinaria PUO' COLPIRE CHIUNQUE abbia un familiare a quattro zampe in casa, ma è un fenomeno ancora troppo poco conosciuto. A me questo è capitato in quanto non sapevo nulla della malasanità veterinaria e mi sono fidato di un veterinario che ha sfruttato la mia disperazione.

Nel 2013 ho chiesto all'Ordine di riesaminare il caso perché erano emersi nuovi documentii; essi dimostrano che il veterinario ha fornito una versione non vera sullo svolgimento di un fatto che ritengo importante: mi ha fornito una foto "sbagliata" riguardante l'operazione che aveva eseguito; dopo che l'ho scoperto con un'autopsia, ha dichiarato anche all'Ordine che era stato il suo collega a scambiarla per errore; durante la causa che ha intentato contro di me per ingiurie (che ha perso in appello perché il fatto non sussiste, ma intanto ho dovuto perdere tempo e soldi in udienze), ha dovuto ritrattare ed ammettere che l'aveva scambiata lui. E non poteva averla scambiata per errore perché la foto che mi ha dato era del tutto diversa da quella che doveva essere (e che non è mai saltata fuori!!!). Ebbene, dapprima l'Ordine ha detto che riguardava “sempre i medesimi fatti” e quando ho fatto scrivere da un avvocato successivamente, ha detto che ormai erano passati cinque anni e non si poteva più fare nulla; il caso è da considerarsi chiuso.

Per loro, non per me! I magistrati che si sono occupati delle denunce andate a vuoto che il veterinario mi ha fatto, hanno evidenziato nelle motivazioni che l'Ordine aveva individuato una vera e propria negligenza quando aveva scritto che il veterinario aveva operato senza aver seguito “la buona prassi chirurgica”. Però non aveva sanzionato il veterinario!

Ecco, è giusto che ciò accada? Sarà già accaduto e soprattutto può accadere ancora?
Ho scoperto in questi anni che sono l'unico ad avere ottenuto un verbale di giudizio sull'operato di un veterinario; a tutti gli altri viene solo segnalato se è stato archiviato l'esposto, senza ulteriori spiegazioni.

CHIEDO quindi ALLA FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) e alla principale associazione veterinari (ANMVI) che gli Ordini provinciali sanzionino SEMPRE chi trasgredisce il Codice Professionale.

CHIEDO anche AI PARLAMENTARI di affrontare la questione a livello legislativo, con l'approvazione di una norma che parifichi la tracciabilità dell'operato dei medici veterinari a quella dei medici per gli umani, come già proposto dalla senatrice Serenella Fucksia, con pari sanzioni per quanto riguarda l'obbligo di vero consenso informato e refertazione. Se ci fosse stata questa norma, il veterinario che ha operato Lea adesso starebbe passando i suoi guai.

CHIEDO infine alle ASSOCIAZIONI animaliste e di consumatori di considerare la malasanità veterinaria come un problema importante, diffondendo le informazioni e le proposte dell'associazione Arca 2000 - www.arca2000.it sorta proprio con lo scopo di combattere la malasanità veterinaria e che mi ha permesso di non arrendermi come purtroppo fanno tanti, rassegnandosi impotenti di fronte alla mancanza di norme che permettano di far valere anche in tribunale le proprie ragioni.
IO NON MI RASSEGNO, E SE SAREMO IN TANTI A NON RASSEGNARCI, I NOSTRI AMICI CON ZAMPE, ALI E PINNE CE NE SARANNO GRATI!
Roberto Marchi - Praticello di Gattatico - RE



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