Petizione per un diverso rientro a scuola

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PETIZIONE
PER UN DIVERSO RIENTRO A SCUOLA

Abbiamo visto rinviare in Sicilia il rientro a scuola così tante volte da aver imparato a convivere con questo senso di incertezza quotidiano.
Ogni settimana aspettiamo l'arrivo della circolare sul rientro previsto, per avere delle certezze o almeno un po' di sincerità, un'idea di quello che ci aspetta. Invece, ancora nulla.
Sembra che il continuo rimpallo di responsabilità tra Comune, Regione e Ministero dell'Istruzione non riesca ad arrivare ad un punto condiviso e, ancora una volta dall'inizio della pandemia di Covid19, siamo noi a farne le spese: con disillusione, ma certo non con tacita rassegnazione, guardiamo all'assenza di un reale piano per un rientro che permetta a noi, studenti e studentesse, ma anche ai\alle docenti e al personale scolastico, di non ammalarci e di avere cura della nostra salute, e di quella dei nostri amici e parenti. Abbiamo sopportato in questi mesi faticosi non solo le conseguenze di una pandemia globale, sulle nostre vite e sulla società tutta, ma abbiamo anche assistito ad una gestione, da parte delle istituzioni tutte, del mondo della formazione assolutamente noncurante delle esigenze di chi lo compone. Come anche per la sanità, ci siamo trovati\e a fronteggiare una situazione di già decennale impoverimento delle scuole: problemi strutturali, classi pollaio, assenza di servizi, di spazi, di fondi per scuole sicure e assunzioni, sono tutti sintomi di una politica dei tagli che sono esplosi inequivocabilmente in questa pandemia.

Vogliamo quindi ribadire i motivi per cui ci è sembrata, e ci sembra tutt'ora, superficiale e poco attenta ai nostri bisogni la gestione delle scuole, e di tutto quello che vi è collegato, durante l'emergenza Covid. Gestione che ha creato non solo ingenti danni alla nostra educazione, ma anche un grosso e diffuso malessere in tutte le studentesse e gli studenti.

1. La scarsezza di mezzi pubblici che già caratterizzava la città di Catania si è aggravata con la riduzione del numero delle corse e del numero dei passeggeri. Questa situazione disastrosa legata ai trasporti ci ha spesso costretto a scegliere tra esporci al contagio sugli autobus affollati, rimanere a piedi o dover ricorrere a mezzi privati , incrementando così traffico, inquinamento e spese a carico di famiglie, spesso, già in difficoltà. Vogliamo l'aumento dei mezzi pubblici negli orari di ingresso e uscita da scuola, e abbonamenti gratuiti per studentesse e studenti.

2. La DAD ha stravolto le nostre vite: i tempi e gli spazi della scuola, del riposo, della casa si sono fusi tra di loro, per studenti e docenti. Abbiamo bisogno di una riorganizzazione della DAD perché sia veramente basata su esigenze e bisogni di studentesse e studenti. C'è bisogno di deroghe sul monte ore e sul numero di verifiche del quadrimestre.

3. Le nostre scuole hanno bisogno di interventi strutturali dal punto di vista della sicurezza e dell'edilizia: già prima dell'emergenza Covid le strutture erano fatiscenti, con classi non delle giuste dimensioni, spesso problemi di riscaldamento e di agibilità di palestre, laboratori e spazi comuni. C'è bisogno di una vera ristrutturazione dei plessi scolastici, di investire fondi in succursali, stabili a norma, e spazi che siano accoglienti e sicuri per tutte e tutti..

4. A molti e molte all'inizio di quest'anno sono arrivate dieci simboliche mascherine da parte del Ministero dell'Istruzione: ci sembra un numero veramente insufficiente. C'è bisogno che lo Stato si faccia carico di aiutare studenti e famiglie con ingenti investimenti su tutto quello che concerne la nostra tutela dal COVID19: devono essere forniti mensilmente tutti i dispositivi di protezione, non solo per noi, ma anche per tutti i docenti ed il personale ATA.

5. Serve trasparenza sulla totalità dei fondi stanziati dall'inizio della pandemia ad oggi, scuola per scuola. E serve che le decisione su come deve essere la scuola per noi, oggi, siano prese tutti e tutte insieme, per potere davvero partecipare alle decisioni che vengono prese sulle nostre vita e sulla nostra formazione. Sperperi di denaro pubblico come quelli inerenti ai banchi a rotelle, in questo momento complesso, sono intollerabili

6. Ci sembrano insufficienti e poco puntuali anche le proposte inerenti l'esame di Stato. Queste proposte ci sembrano infatti più mirate a spaventare con la minaccia della bocciatura studentesse e studenti, piuttosto che a trovare effettivamente un modo perché questo esame possa essere sostenuto in maniera dignitosa da tutte e da tutti, e soprattutto che sia adeguato alle nostre competenze e conoscenze acquisite in questi anni. Ogni anno in Italia in questi mesi dell'anno si discute di come si dovrà svolgere l'esame, ed ogni anno la risposta è diversa. Questa incertezza è intollerabile. Ad esempio in Francia ed in Gran Bretagna è stato annullato l'esame di Stato.

7. Non è bastata la pandemia a vedere l'inutilità dei PCTO e la quantità di tempo che ci sottrae. Vogliamo che le ore di PCTO non siano più un requisito necessario per l’ammissione all’esame di Stato,anche vista la difficoltà di molte classi di portare a termine i progetti a causa dell'emergenza Covid. E vogliamo il tempo e lo spazio, che spesso i PCTO ci sottraggono, per poterci sperimentare in progetti, dentro e fuori scuola, che realmente rispondano al nostro interesse.

Invitiamo i\le docenti, studenti, studentesse, collaboratori e collaboratrici scolastici a firmare questa petizione per condividere le istanze presentate, superare la solitudine. Inoltre invitiamo tutti e tutte a partecipare all’assemblea in presenza di giovedì 18 febbraio. Insieme siamo più forti!    



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