SINDROME DI FIBROMIALGIA, DIFFICILE DA DIAGNOSTICARE E DA CURARE, MA NON RICONOSCIUTA

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DOPO LA GRAVE AGGRESSIONE CHE HO SUBÌTO (POCO PIU' DI UN ANNO FA'), CON TRAUMA CRANICO ED EMATOMA INTERNO, MI VIENE DIAGNOSTICA LA SINDROME FIBROMIALGICA.

PERCHE’ POTREBBERO ESSERCI GLI ESTREMI PER UN VERO E PROPRIO INCIDENTE DIPLOMATICO INTERNAZIONALE?

 

di Valerio Ziccanu Chessa

 

Questa volta voglio parlare di un gravissimo problema che mi riguarda da vicino, o meglio, riguarda proprio me.

In un anno e 2 settimane, ho speso poco meno di 10 mila euro (euro più, euro meno) solo per medicine, visite e spese mediche.

Sto parlando di circa 830,00 euro al mese solo di esami e cure mediche, per più di un anno e che si protrarranno, verosimilmente, per altri indefiniti anni, considerando che la mia situazione si sta cronicizzando.

E questo senza contare la mancanza di guadagno per i lavori persi.

Sono stato obbligato a più di due mesi di riposo totale. 
Ho potuto riprendere a lavorare, solo successivamente, a ritmi di 3 al massimo 4 ore al giorno.

Le persone più vicine a me lo sanno, ma forse non tutti loro sanno che la vicenda rischia di creare un vero e proprio INCIDENTE DIPLOMATICO INTERNAZIONALE.

Perché? 
Lo spiego, cercando, per quanto possibile, di essere coinciso.

 

L’AGGRESSIONE

A fine aprile 2017, ero a Parigi per eseguire un lavoro che, tra l’altro, non sono più stato in grado di effettuare.

La sera prima del lavoro, in zona centrale, a due passi dal Louvre, vengo aggredito alle spalle da un uomo, che si scoprirà, in seguito, essere affetto da gravissimi disturbi psichiatrici.

Non verranno riscontrate in lui tracce né di alcool, né di droghe, né di medicine.

Un pugno alla nuca che mi stordisce, poi un pugno all’occhio sinistro e una scarica di pugni e gomitate in testa, alla nuca e alla cervicale. Vengo buttato a terra e trascinato per decine di metri mentre continuo a ricevere pugni da ogni parte.

Le urla dei presenti allertano i poliziotti del vicinissimo commissariato. Ne escono 5 di poliziotti, a cui si aggiungerà presto un sesto.

Dopo un’esitazione per capire cosa stesse succedendo, vengono spronati dai presenti a fermare l’aggressore che, nonostante avesse avuto tutto il tempo per scappare, indietreggia lentamente fino all’angolo della strada, spalle al muro.

I poliziotti si avvicinano, vedendolo oramai calmo. 
Appena vicini a lui, l’aggressore scarica la sua furia su due di loro, facendoli cadere a terra. Solo allora i poliziotti si decidono a prendere i manganelli e, a fatica, lo arrestano.

Sto parlando di ben 6 poliziotti contro una montagna umana di furia psicopatica.

Dopo essere stato accompagnato nella vicina centrale di polizia ed aver depositato la denuncia dell’aggressione (colta in flagranza), vengo trasportato in ospedale dove inizia il mio lungo, interminabile percorso sanitario.

 

L’AVVOCATO DEL CONSOLATO ITALIANO A PARIGI

Verrò successivamente indirizzato, da una mia amica e regista teatrale - a cui sono molto grato, per la vicinanza e l’inestimabile aiuto - al Consolato italiano a Parigi dove mi è stato fissato un incontro con l'AVVOCATO CHE AVREBBE DOVUTO SEGUIRE LA VICENDA GIUDIZIARIA.

ATTENZIONE: USO IL MAIUSCOLO E IL CONDIZIONALE PERCHE’ E’ QUESTO IL PUNTO NEVRALGICO DI TUTTO IL RACCONTO.

Sto parlando di un incontro, avvenuto su appuntamento, al Consolato italiano a Parigi, con un avvocato messo a disposizione dallo stesso Consolato.

Lui mi dirà che l’aggressore è risultato, anche a seguito di una nuova perizia psichiatrica, affetto da gravissimi disturbi psichiatrici, quindi non processabile e rinchiuso in una casa di cura.

Il problema è che l'aggressore, in quelle condizioni, non avrebbe dovuto passeggiare da solo, senza nessuno che lo accompagnasse. Un tale soggetto dovrebbe essere accompagnato da un familiare o un tutore che ne faccia le veci.

Sempre lo stesso avvocato del Consolato - lo ripeto perché questo è punto importante - mi spiega che a Parigi c’è un fondo, facente parte di un’associazione, che dovrebbe rimborsare i danni creati da soggetti affetti da disturbi psichiatrici.

Mi mette in guardia, però, sul fatto che, la strada burocratica per accedere al fondo, non è semplice, né breve.

 

DIAGNOSI MEDICA

Mi accertano fin dall'inizio un grave trauma cranico e, dopo vari, disdicevoli ricoveri, un ematoma sub-durale (interno) nella zona temporale sinistra che, per mia “fortuna", si riassorbe nel giro di circa 3 settimane.

Questo mi genera, sin da subito, un'evidente midriasi (una dilatazione anomala della pupilla) che preoccupa non poco tutti i dottori, fortissimi sbandamenti, vertigini, acufeni, difficoltà motorie e deambulatorie, disturbi della percezione visiva - dai colori alle distanze- , insopportabili mal di testa, acuti dolori alla schiena e alle articolazioni, difficoltà di concentrazione, spasmi, gravi disturbi gastro-intestinali, disturbi del sonno, affaticamento, blocchi involontari dell’intera parte sinistra del corpo.

Dopo mesi di esami di ogni tipo, tra cui una retto-colonscopia che mi perforerà l’intestino (cosa di cui si accorgerà, dopo mesi, solo la mia bravissima fisioterapista che, per i miei insopportabili dolori, mi convince ad indagare fino in fondo), mi viene diagnostica da un reumatologo, esperto nel settore

“SINDROME DI FIBROMIALGIA, CON FORTE COMPONENTE MUSOLO -TENSIVA IN SOGGETTO AFFETTO DA STRESS POST-TRAUMATICO”.

Sto tutt'ora seguendo una cura multidisciplinare che contempla:

- farmaci specifici
- farmaci omeopatici
- farmaci miorilassanti
- specifici vitamine e coenzimi
- integratori e specifica dieta alimentare 
- terapia fisioterapica (2 volte a settimana)
- terapia cranio-sacrale
- terapia psicoterapeutica

 

COS’E’ LA SINDROME FIBROMIALGICA?

Per chi, come me prima di questo episodio, non conoscesse la sindrome di Fibromialgia, è detta anche Sindrome Fibromialgica (abbreviazione FM) o sindrome di Atlante, nota anche come "Sindrome Fantasma", perché difficilmente diagnosticabile attraverso i normali esami clinico-sanitari e definita, dalla prestigiosa rivista “Science”, come una delle 9 sindromi più difficili da diagnosticare e da curare.

E' una sindrome reumatica spesso idiopatica e multifattoriale che causa un aumento della tensione muscolare ed è caratterizzata da dolore muscolare e dei tessuti fibrosi (tendini e legamenti) di tipo cronico - diffuso, fluttuante e migrante - associato a rigidità, astenia (calo di forza con affaticabilità), insonnia o disturbi del sonno, alterazioni della sensibilità (come eccessiva percezione degli stimoli) e calo dei livelli di serotonina, ed altri innumerevoli sintomi, con possibili disturbi d'ansia e depressivi in parte dei pazienti.

La fibromialgia è altresì descritta come forma generalizzata di reumatismo extra-articolare non infiammatorio, ad origine incerta.

Non si tratta di un disturbo psichico, anche se lo stress psicofisico e l'ansia possono incidere su di essa.

 

L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SALUTE

Nel 1992 la Fibromialgia è riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) e classificata nel nomenclatore delle patologie con il codice ICD-9 M- N°729.0 (Fibromialgia e reumatismi extrarticolari non specificati).

Già dal 1990 un comitato internazionale ha pubblicato i criteri della diagnosi che sono tuttora accettati in tutti i paesi.

Dopo aver escluso altre patologie muscolari, neurologiche o scheletriche, sono due gli elementi che, una volta accertati, permettono una corretta diagnosi della fibromialgia:

1. Un'accurata anamnesi dalla quale si evinca che il dolore è diffuso simmetricamente e che perdura da almeno 3 mesi.

2. Palpazione dei 18 punti chiave detti "tender points", che nel malato fibromialgico risultano dolorosi in numero non inferiore ad 11.

 

LA FIBROMIALGIA NON E’ ANCORA RICONOSCIUTA IN ITALIA A LIVELLO MEDICO-ASSICURATIVO


Nonostante sia assodato che la FM è una sindrome fortemente debilitante, non è riconosciuta dallo Stato italiano.

La promessa di costituzione di un Gruppo di Lavoro (GDL) denominato “Progetto Fibromialgia ” è stata mantenuta dal Consiglio Superiore di Sanità.

Il 6 Settembre 2016 il GDL si è insediato per la prima volta, composto da medici specialisti tra i quali alcuni afferenti l’Associazione AISF, Sindrome Fibromialgica.

A seguito di un’interrogazione dell’On. Paola Boldrini, la conseguente risposta del Sottosegretario On. Faraone in Commissione Affari Sociali del 4 Maggio 2017, ha reso ufficialmente noto che l’attività del GDL è proseguita dal Settembre 2016 al Marzo 2017; la “Proposta progettuale di un protocollo per la definizione dei cut off” è approdata sul tavolo del Ministro per l’approvazione di un bando di concorso per la ricerca finalizzata allo scopo.

E’ impegno dell’Associazione AISF, Sindrome Fibromialgica, e di tutti coloro che sono interessati al riconoscimento della Fibromialgia (cittadini, operatori sanitari, politici e Associazioni) operare e intervenire congiuntamente affinché la procedura non si perda ancora nei meandri della burocrazia e al contrario continui spedita il suo percorso.

 


LA MIA SITUAZIONE LEGALE

Molti sfortunati pazienti di questa sindrome, si trovano a far fronte a spese eccessive per cercare di curarla o arginarla, molto spesso senza veri risultati, tanto da essere definita una "malattia per ricchi".

Io, essendo stato aggredito da un uomo colto in flagranza di reato, dovrei essere risarcito in automatico.

Il trauma cranico, il successivo ematoma e la conseguente diagnosi di fibromialgia da stress post traumatico, dovrebbero essere motivo in più per un risarcimento.

Nonostante i numerosi ricoveri, la maggior parte degli esami medici li ho dovuti effettuare privatamente, in quanto, i vari e disparati dottori che mi hanno visitato, hanno avuto serie difficoltà a mettere insieme tutti i dati e mi hanno dimesso, ogni volta, prima ancora di accertare una diagnosi vera e propria.

L’avvocato del Consolato italiano a Parigi, a seguito di mie sollecitazioni, mi risponde al telefono prima e alle email poi, fino alla sua ultima risposta avvenuta tra fine luglio ed inizio agosto 2017.

Tutti i miei successivi tentativi, di mettermi in contatto con lui, risulteranno vani.

Contatto quindi uno studio legale di mia fiducia a L’Aquila.

Dopo mesi di tentativi, anche questi andati a vuoto, anche il mio avvocato di fiducia, mi dice imbarazzo che è la prima volta, nella sua carriera che un avvocato non risponda a chiamate, messaggi, email e PEC (Posta Elettronica Certificata) di un suo collega.

Mortificato mi dice che proverà, in ultima istanza, ad inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno, un documento ufficiale (come per altro è considerata anche la PEC) ad un avvocato che, ripeto, mi è stato messo a disposizione dal Consolato italiano a Parigi.

LA SITUAZIONE E’ MOLTO GRAVE

Un cittadino italiano che va a Parigi (che è Europa) non si trova tutelato neanche a seguito di una gravissima aggressione, colta in flagranza di reato, con una denuncia e un incontro ufficiale con un avvocato del Consolato italiano a Parigi, nella sede ufficiale.

I tanti legali a cui mi sono rivolto per questa faccenda, mi hanno detto che la situazione è complicata ed estremamente delicata, perché si tratta di uno stato straniero (ripeto, è successo in pieno centro a Parigi, Unione Europea) e che bisognerebbe comunicare, attraverso un lungo e dispendioso dialogo, con le rispettive Ambasciate.

E per fortuna che siamo nella tanto amata Europa unita!



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