GIUSTIZIA PER IL PALERMO CALCIO, PATRIMONIO DELLA CITTA' E DEI SUOI TIFOSI

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RETROCESSIONE DEL PALERMO IN SERIE C.

Scriviamo soprattutto all'Avv. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri, e all'Ufficio con delega allo Sport, in quanto Organo di vertice nell'ambito dello Sport, ma anche al Collegio di garanzia del CONI.

Per  decisione del Tribunale Federale Nazionale, ed altre Istituzioni in merito al deferimento della Società U.S, Città di Palermo nell’ambito del procedimento per presunte irregolarità sulla gestione degli anni 2014/2017 vogliamo segnalare la più grande INGIUSTIZIA subìta negli ultimi 40 dal calcio Italiano.

La giustizia ordinaria, per gli stessi motivi, assolve il Palermo da un fallimento chiesto, per insussistenza dei fatti addebitati.

Adesso quella Sportiva:

- dopo 5 anni, e relative ammissioni all'iscrizione in campionato da parte della COVISOC, con attenti e rigidi controlli eseguiti,

- dopo avergli concesso di giocare l'intero campionato di serie B 2018/2019, dopo avergli permesso di vincere "sul campo" e di posizionarsi al TERZO posto (posizione privilegiata per la promozione in A, dopo i  PLAY OFF),

- dopo l'ultima partita,

- dopo aver assistito ad un vero e proprio salvataggio del Palermo con l'intervento milionario di Impresari Palermitani per pagare gli stipendi, mantenendolo in vita,

- dopo la vendita della Società, acquistata da un gruppo, sempre di origini Palermitane, che si sono impegnati ad azzerare i debiti che ammontano a circa 40/50 milioni di euro (adesso lo farà ancora?, per quali interessi?),

su proposta del Procuratore Federale, lo indaga, dopo una discutibile ed unica, nella storia del calcio, presa di posizione di nove Società (molte con propri interessi) che chiedono il deferimento del Palermo (?), la Lega decide con urgenza una Udienza, immediata, e dopo qualche ora lo condanna, per i medesimi motivi (fallimento) e fatti per i quali era stato indagato dalla Procura Ordinaria, retrocedendolo all'ultimo posto della classifica, quindi direttamente in serie C (-63 punti di classifica).

Il Tribunale fallimentare di Palermo ha di recente assolto il Palermo con Sentenza definitiva dalle accuse di falso in bilancio e di fallimento.

Il Tribunale Federale Nazionale successivamente, sulla base della stessa accusa, di falso in bilancio degli anni 2014/2017, e della stessa documentazione, chiesta ed avuta dalla stessa Magistratura, ha confermato la condanna della Società rosanero azzerando la classifica guadagnata sul campo, cosa gravissima, non attendendo il secondo grado di giudizio, disconoscendo il lavoro e le verifiche di un proprio Organo della Federazione, la Covisoc, proprio quello preposto, che ha eseguito e certificato i controlli e la regolarità delle Società di calcio, ed i loro bilanci, concedendo il via libera all’iscrizione della squadra del Palermo ai campionati, incluso quello del 2018/2019.

V'è di più, ancora stravolgendo ogni regola del diritto, la Lega Calcio di B, non attendendo i dieci giorni concessi per l'Appello, ha reso subito esecutiva la Sentenza del Tribunale Federale Nazionale, decretando così da subito, solo dopo qualche ora dalla Sentenza, la retrocessione del Palermo in C, senza alcun indugio, iniziando anche i PLAY OFF per decretarne, ed annullare ogni possibile azione successiva di partecipazione.

L’ingiustizia è palese, tanto da far parlare i mass midia di tutto il mondo, anche fuori dall'ambito calcistico, in special modo per aver cancellato, con un sol colpo di spugna, senza il diritto di poterlo fare, alcune delle regole in ambito del diritto sportivo, e civile.

Infatti, non tenendo conto delle Regole del campionato appena disputato, sono stati cancellati i Play Out tra la quart'ultima e quint'ultima classificata, togliendo la possibilità alla quart'ultima di guadagnarsi la salvezza sul campo, donandola invece alla quint'ultima, ingiustamente, o forse per una logica diversa da quella che dovrebbe distinguersi nello Sport.

Non si è tenuto conto delle miriade di decisioni diverse da questa, assunte dallo stesso TFN negli anni precedenti per gli stessi motivi, anche con Società importanti, non certamente del SUD, verso il quale sembra che si riservino decisioni ad hoc.

Per ultimo, ma forse più importante, chi ha giudicato il Palermo sono stati i componenti del Consiglio Federale, che, secondo un principio leale e sportivo, la sua composizione non sarebbe stata accettabile neppure per decidere la tipologia dei palloni da usare in campo.

Infatti tale Direttivo era composto da sei persone, delle quali cinque legate ad interessi propri, con cinque Società che hanno avuto agevolazioni non indifferenti, legate alla retrocessione all'ultimo posto del Palermo.

Quindi anche se non si vuol pensare al "conflitto" di interessi, tale Direttivo non poteva avere quella naturalezza, quello stato d'animo per giudicare chi, con la decretata retrocessione in classifica del Palermo, ha regalato e concesso grossissime agevolazioni alla sua proprietà. Sarebbe stato qualcosa di innaturale andare contro se stessi, così il famoso "conflitto d'interessi" non esisterebbe più, come infatti di fatto é stato calpestato e cancellato, anch'esso.

Riepilogando i fatti, il presidente Mauro Balata non ha deciso, preferendo delegare la scelta al Consiglio Direttivo della Lega, in palese conflitto di interessi. Il Presidente della Figc Gabriele Gravina, dapprima afferma che la posizione della Lega B è corretta, subito dopo, contraddicendosi, dice che la decisione sui Play-Off spetta alla Federazione.

Il Coni, chiamato in causa dal Palermo, non entra invece nel merito delle Sentenze.
L'unica che ha deciso è la Lega di B la cui competenza é solo sull'organizzazione dei campionati, mentre la disciplina dei Play-Off e dei Play-Out, come si evince dal comunicato ufficiale Nr. 50 del 2018, spetta alla Federazione.

Adesso la prossima data è quella del 23 maggio p.v., giorno in cui sarà discusso il secondo grado di giudizio dalla Corte Federale d'Appello, cioè di ribaltare la Sentenza di primo grado del Tribunale Federale Nazionale, tutto con l'intento, quantomeno, di evitare la retrocessione in serie C, cosa veramente vergognosa ed unica, perché priva di fondamento, almeno fino a prova contraria.

Per tali motivi noi invece, in extremis CHIEDIAMO, la rideterminazione della sanzione inflitta, e lo STOP dei PLAY OFF, perché la loro esecuzione, fino alla partita finale decisiva, permetterebbe solo accesso ad un risarcimento, che non interessa alla tifoseria, e non permetterebbe più di riavere ciò che è stato tolto, con apparente onnipotenza, prepotenze e prevaricazioni, ad una squadra di una città dove il calcio é vita sociale. La C é come cancellarlo ancora una volta ingiustamente, con tutte le dovute conseguenza che la sua scomparsa (praticamente sarà così), coinvolgerà tante famiglie e la città intera, dove la politica sembra essere latitante.

Aiutateci a fare vincere la GIUSTIZIA, la VERITA'.

Grazie.

Guido Gangitano ed altri firmatari, per la LEGALITTA'