Aderite a questo appello

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22 OTTOBRE 2017: ZAIA E IL REFERENDUM FASULLO

C’è la bocciatura, avvenuta da parte della Corte Costituzionale di 5 quesiti referendari su 6 predisposti dalla Regione del Veneto, attraverso la sentenza nr. 118/2015 della Corte stessa

Ø    E’ giuridicamente erroneo equiparare il referendum consultivo a un qualsiasi spontaneo esercizio della libertà di manifestazione del pensiero da parte di più cittadini, coordinati tra loro. Il referendum è uno strumento di raccordo tra il popolo e le istituzioni rappresentative, il cittadino elettore è chiamato ad esprimersi su un quesito predeterminato.

Ø    Manca nel quesito qualsiasi precisazione in merito agli ambiti di ampliamento dell’autonomia regionale su cui si intende interrogare gli elettori

Ø    In materia tributaria contrasta con gli artt. 26, comma 4, lettera a), e 27, comma 3, dello statuto, i quali non ammettono referendum consultivi che attengano a leggi tributarie.

Ø    Non meno incisiva è la violazione dei principi costituzionali in tema di coordinamento della finanza pubblica, nonché del limite delle leggi di bilancio, come interpretato dalla costante giurisprudenza di questa Corte in tema di referendum ex art. 75 Cost.

Ø    Si fa credere che lo scopo di una siffatta consultazione popolare sia quello di includere la Regione Veneto nel novero delle Regioni a statuto speciale, tassativamente enumerate nell’art. 116 Cost. il che non può formare oggetto di referendum regionali, ai sensi della giurisprudenza della Corte, e si pone in irrimediabile contrasto con lo statuto regionale, i cui artt. dispongono che i referendum regionali siano di tenore tale da rispettare gli «obblighi costituzionali»

C’è anche l’aspetto disgustoso della vicenda: si stanziano 12 milioni (che Zaia ha già detto saranno 14) non per sostenere qualcuna delle politiche sociali per le quali la Regione avrebbe già le competenze (e, come si vede, anche le risorse), ma per una campagna di promozione politica a favore della Lega e del suo leader

Alla fine il referendum veneto per l’autonomia è diventato strumento ed occasione per una  spudorata e menzognera campagna di propaganda politico-elettorale del Presidente Zaia, finalizzata – con la sistematica manipolazione del suo significato e del suo impatto – a bypassare  il vincolo procedurale sia del corretto confronto con l’opposizione in Consiglio Regionale che, ancor più grave, del negoziato sui contenuti dell’effettivo-praticabile aumento di responsabilità regionali indicato e ripetutamente proposto dal Governo.

Il Referendum è un imbroglio ordito ai danni dei cittadini veneti che sono “italiani esigenti, ma non renitenti”.

A questo imbroglio non dobbiamo dare dignità politica, la partecipazione al voto servirebbe, anche nell’espressione contraria, a validare l’operazione di Zaia.

BOCCIAMO QUESTA FARSA E QUESTO ATTO DI PURA PROPAGANDA

FACCIAMO APPELLO A TUTTI I CITTADINI PER UN’ASTENSIONE CONSAPEVOLE

IL 22 OTTOBRE

ASTENETEVI



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