EDILIZIA CONVENZIONATA: SEI PROPOSTE PER USCIRE DAL CAOS

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.


EDILIZIA CONVENZIONATA: SEI PROPOSTE PER USCIRE DAL CAOS

Noi, proprietari, ex-proprietari e potenziali proprietari di alloggi di edilizia residenziale convenzionata e/o sovvenzionata, denunciamo lo stato di incertezza e abbandono nel quale le vicende legislative, giudiziarie,  regolamentari e amministrative hanno gettato i nostri legittimi diritti di proprietà, imponendo nuove ed esose tasse, esponendoci a speculazioni, creando contenzioso e impedendoci di disporre liberamente dei nostri immobili, in ultima analisi causando ingenti danni a noi e alle amministrazioni dei nostri Comuni di residenza.
Tra noi ci sono persone con situazioni differenti, accomunate però dall'incertezza più assoluta sulle proprie prospettive. Le nostre famiglie vedono messo in discussione il valore e il godimento della propria abitazione, bene primario che per la stragrande maggioranza è quello di maggior valore che abbia mai posseduto o intenda acquistare. Il motivo è che per vendere o affittare a prezzo di mercato uno dei nostri alloggi, sui quali pende il vincolo di un prezzo massimo di cessione, ci si chiede di stipulare una convenzione integrativa con il Comune per l’affrancazione da tale vincolo e di corrispondere importi molto elevati, dell’ordine di una o più decine di migliaia di euro. Come se non bastasse, in Comuni importanti, come ad esempio Roma, le relative pratiche sono bloccate, al pari di quelle per la trasformazione della proprietà da superficiaria a piena: migliaia di richieste giacciono inevase.  L’alternativa è vendere a prezzi amministrati, fortemente inferiori a quelli di mercato e in molti casi a quelli che abbiamo pagato ai precedenti proprietari, che erano invece stati autorizzati dal Comune a vendere a prezzo di mercato con procedure più semplici e meno costose.
Le problematiche sono tante. Ne esemplifichiamo alcune.

* Chi vuole comprare uno dei nostri immobili oggi ne trova pochissimi sul mercato e a prezzi relativamente più alti, a causa delle tasse imposte di recente e della minore offerta, conseguente al blocco delle vendite determinato dalla confusione descritta fin qui. Si stima che solo a Roma siano in questo momento invendibili, a prezzo di mercato, oltre 200.000 alloggi. Questa situazione non pare affatto in linea con i propositi del legislatore (vedi legge 106 del 2011) e della Corte di Cassazione (vedi sentenza a Sezioni Unite n. 18.135), che intendevano invece colpire la speculazione, facilitare il trasferimento dei diritti di proprietà dei nostri immobili e, in ultima analisi, consentire a tante unità abitative di essere messe sul mercato, a beneficio di tutti noi.

* Chi ha comprato di recente o sta comprando uno dei nostri immobili spesso subisce prezzi gonfiati rispetto a quanto stabilito dalle normative, senza che ci siano adeguati controlli sugli abusi perpetrati dai costruttori. Ad esempio, alcuni di noi non sono legittimamente proprietari dell'alloggio che pure hanno pagato e rischiano lo sfratto perché si rifiutano di firmare un rogito con prezzo superiore a quello stabilito dalla convenzione tra costruttore e Comune richiesto sulla base di fantomatiche migliorie e maggiori oneri sostenuti dal costruttore senza prova alcuna.

* In alcuni Comuni, tra i quali spicca Roma, chi è già proprietario di uno dei nostri immobili e vuole pagare quanto richiesto per l’affrancazione, di fatto una nuova tassa, o la trasformazione, non può farlo, per l’inerzia delle Amministrazioni preposte. I complicati e discutibili metodi di calcolo per determinare la nuova tassa portano a richiedere importi che potrebbero anche essere superiori agli sgravi a suo tempo concessi dal Comune o da altri enti. Pertanto chi tra noi vuole vendere il proprio alloggio non sa se, quando e a che prezzo ciò sarà possibile. La situazione è particolarmente grave per chi è stato colto dai cambiamenti normativi e regolamentari nel mezzo di una vendita di uno dei nostri immobili e si è impegnato a pagare per acquistare un nuovo alloggio, in quanto oggi rischia di pagare penali, di essere citato in giudizio per danni nonché di perdere i benefici fiscali concessi per l'acquisto della prima casa.

* Chi a Roma ha già pagato o deve pagare gli oneri per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà piena è penalizzato da un blocco delle relative pratiche dovuto a diverse e contrastanti interpretazioni delle normative succedutesi nel tempo. Ma c’è di più: laddove la convenzione tra costruttore e Comune abbia più di venti anni, la legge prevede che il vincolo del prezzo massimo di cessione decada con la trasformazione da proprietà superficiaria a piena proprietà. Il Comune di Roma, a differenza di molti altri, ha da qualche tempo richiesto anche in questo caso il pagamento degli oneri di affrancazione, con una delibera da molti ritenuta di dubbia legittimità.

* Chi negli anni scorsi ha acquistato uno dei nostri immobili, gravato dai vincoli sopra ricordati, e l’ha pagato a prezzo di mercato oggi medita se chiedere al venditore di essere risarcito della differenza tra quanto corrisposto e il prezzo massimo di cessione o perlomeno del costo dell’affrancazione; molti pensano di citare in giudizio anche altri soggetti, come notai, amministrazioni comunali, agenzie immobiliari e banche.

La situazione sta diventando intollerabile. Il contenzioso rischia di superare presto il livello di guardia. Nessun aiuto sta venendo dai notai, punto abituale di riferimento in casi simili.  Riteniamo dunque di dover formulare alcune richieste precise e urgentissime.

1. Trasparenza degli indirizzi e dell’azione amministrativa, attraverso forme di pubblicazione dei dati e dei metodi di calcolo sul web e incontri periodici tra amministratori e cittadini. Riorganizzazione degli uffici competenti per renderli più efficienti.

2. Definizione immediata, laddove ancora sussistano incertezze, come ad esempio in oltre 100 Piani di zona a Roma, di parametri, procedure e tempi inerenti sia le pratiche di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione sia quelle di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà.

3. Revisione delle delibere comunali per conseguire una riduzione dei tempi di lavorazione delle pratiche di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione, l’unificazione con quelle di trasformazione della proprietà da superficiaria a piena, la semplificazione di tutte le procedure, un taglio netto dei costi, che non devono superare i benefici a suo tempo ricevuti, opportunamente rivalutati, e la rateizzazione degli importi richiesti.

4. Eliminazione dell’obbligo di affrancazione per chi trasforma la proprietà nel caso la convenzione tra il costruttore e il Comune abbia più di venti anni.

5. Introduzione di meccanismi di tutela dell’acquirente e del venditore dei nostri immobili anche qualora le pratiche di trasformazione o affrancazione siano in corso, tali da evitare abusi e contenziosi futuri, nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari.

6. Soluzione del problema del valore di cessione di tutti gli immobili acquistati nel corso degli anni a prezzo di mercato, col beneplacito di pubblici ufficiali come funzionari comunali e notai, e ora soggetti a richieste di rivalsa sui venditori da parte degli acquirenti, alla luce della sentenza summenzionata. Individuazione di procedure chiare e standardizzate di composizione dei contenziosi che ne riducano la durata e il costo.

Chiediamo a chi è interessato di firmare e di fare il possibile per diffondere questa petizione.

Chiediamo alle Amministrazioni competenti di darci risposte ma soprattutto di agire immediatamente per risolvere i problemi sopra citati nel senso da noi indicato, in nome dell’equità, dell’interesse pubblico e del senso civico.



Oggi: Marco conta su di te

Marco Saladini ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Graziano Del Rio – Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti: EDILIZIA CONVENZIONATA: SEI PROPOSTE PER USCIRE DAL CAOS". Unisciti con Marco ed 1.445 sostenitori più oggi.