Vogliamo assistere i nostri cari morenti per altre patologie, anche in tempo di Covid!!!

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Monica Mazzei ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

In questi giorni in cui la seconda ondata di Covid-19 sta di nuovo sconvolgendo le nostre vite, non chiediamo capricci, chiediamo solo i nostri diritti umani imprescindibili, chiediamo di mantenerci esseri umani degni di questa definizione. 
Nonostante il nuovo virus ormai assorba tutte le nostre preoccupazioni quotidiane, le altre malattie non sono scomparse. 
Ci sono malati terminali ad esempio per cancro, che necessitano di tutto l’amore dei loro cari per sopportare la fine della vita; così come madri, figli, padri, fratelli e sorelle, mariti e mogli, sentono il bisogno di accompagnarli con serenità alla fine. 
Privarci di questo significa annullarci, distruggere il senso stesso delle nostre vite. 
Togliendoci questo, per molti di noi nulla avrà  più senso. 
Il pensiero di una persona amata che si è spenta sola e disperata, ci tormenterà per tutta la vita. 

Perché ci negate i nostri diritti umani fondamentali e poi pretendete che continuano a coltivare il sentimento per il collettivo? 
Veramente questo trattamento sarà riservato a tutti indiscriminatamente? Non ci crediamo. 
Noi crediamo fermamente che ci si possa e debba venire incontro per questo diritto irrinunciabile. 
A questo proposito, allego a questa petizione la disperata richiesta di una donna, che si è vista negare da un momento all’altro il diritto di visita alla mamma morente. Tutti i dettagli strazianti seguono in questa lettera:

“Hospice e nuove direttive”

Da:Lavinia Volponi

A:direzione.sanitaria@aslroma1.it

Data:Oggi 12:39

Gentili amministratori,
sono la figlia di una malata oncologica allo stadio terminale, ricoverata presso l'Hospice Antea di Santa Maria della Pietà.
Con molte difficoltà finora siamo riusciti a mantenere un rapporto giornaliero con mia madre che, purtroppo, è annientata dalla malattia. Non mangia, non beve, è completamente priva di forze, giace in un letto senza prospettive se non quella di vedere me e la sua affettuosa famiglia ogni giorno, al suo fianco. La nostra unica consolazione è di accompagnarla in questi ultimi momenti.
Mia mamma è lucidissima. E' molto presente e ancora abbastanza giovane. Perfettamente consapevole del suo stato. Per noi e per lei è essenziale essere presenti in questo momento.
Da oggi non abbiamo più la possibilità di vederla. Lei non riesce a telefonare, è troppo debole. Nessuna forma di comunicazione con lei. Non abbiamo neanche potuto salutarla. E spiegarle che la ASL ha deciso che da oggi, anche i malati terminali, cioè chi non ha più speranza, non debbano neanche avere la consolazione di non essere soli quando arriverà il loro momento. La consolazione di un sorriso, di una mano stretta intorno alla loro, di poter dire tutto ciò che non si è detto finora prima di andarsene. La ASL ha deciso così, dalla sera alla mattina, senza avvertire per tempo, senza prevedere delle deroghe. Da oggi non sarà più possibile andarla a trovare.
Tutto ciò è disumano.
Non esiste COVID o virus che tenga per giustificare una simile brutalità.
Non si muore di solo Covid. Il Covid non giustifica il fatto di dimenticarsi di essere umani.
Con gli opportuni accorgimenti, mascherina, visiera protettiva, tuta usa e getta, guanti, igienizzante, si può superare questa paura.
Date loro un'altra possibilità.

Confido in un vostro interessamento”. 

Grazie per ascoltarci! Lavinia Volponi è tutti noi. 

 

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