PETIZIONE CHIUSA

No alla speculazione sul cibo, cambiamo la Carta di Milano!

Questa petizione aveva 139 sostenitori


L’Expo 2015 è dedicato al tema «Nutrire il Pianeta, energia per la vita» e per trasformare questo impegno in realtà chiede ai capi di Stato e di governo e a tutti i visitatori dell’Esposizione universale di firmare un documento politico chiamato la Carta di Milano.

Se i principi generali di questo testo sono ampiamente condivisibili, c’è una lacuna che rischia di lasciare tutto nel dominio delle buone intenzioni: nel testo non c’è alcun riferimento al ruolo che anche i mercati e la finanza sono chiamati a svolgere se davvero si vuole cancellare lo scandalo di oltre 800 milioni di persone che nel mondo soffrono la fame.

Tutto questo mentre:

- Ogni secondo nel Sud del mondo viene acquistata da capitali stranieri un’area di terra pari a un campo di calcio (50 milioni di ettari dal 2000 a oggi)

- Chiunque da un qualsiasi computer può acquistare titoli finanziari derivati legati all’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli, «scommettendo» su un guadagno facile a breve termine in caso di rialzi dei prezzi provocati da carestie o catastrofi naturali in determinate parti del mondo.

Sono due temi sui quali da tempo la società civile chiede alla politica di impegnarsi per definire delle norme che tutelino i poveri in un mercato che – come la crisi alimentare del 2007/2008 ha dimostrato – non è in grado di regolarsi da solo. Ed è grave che in un’occasione come Expo2015 - che vede convergere a Milano tutto il mondo per discutere sul tema dell’alimentazione - non venga pronunciata una parola chiara in proposito.

Per questo motivo chiediamo al Governo italiano e a Expo2015 di aggiungere nella sezione degli Impegni della Carta di Milano - nel paragrafo introdotto dall’espressione «Quindi noi, donne e uomini, cittadini di questo pianeta, sottoscrivendo questa Carta di Milano, chiediamo con forza a governi, istituzioni e organizzazioni internazionali di impegnarsi a…» - le seguenti frasi:

- definire un quadro internazionale e nazionale di regole che fermino la speculazione finanziaria legata alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime agricole

- riconoscere gli effetti negativi della pratica del land grabbing (l’acquisto su larga scala di aree agricole da parte di capitali stranieri nei Paesi dove la fame è più diffusa) e inserire clausole di salvaguardia dei diritti umani in tutti gli accordi bilaterali che l’UE stipuli e rinnovi coi Paesi terzi, che comprendano il diritto alla terra per le comunità locali

www.sullafamenonsispecula.org



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