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Manifesto Cuoco 3.0 - Supportare la categoria dei Cuochi italiani nelle sedi istituzionali

MANIFESTO CUOCO 3.0 Visioni Valori Vantaggi “Cuoco è un mestiere o meglio ancora un servizio, un ministerium” Gualtiero Marchesi Cuoco 3.0 – Visioni, Valori e Vantaggi è il tema del 28° congresso nazionale della Federazione Italiana Cuochi. I cuochi d’Italia riuniti a congresso pongono le basi per la condivisione delle abilità e delle competenze proprie della professione e rileggono la grande tradizione gastronomica e culinaria del nostro popolo alla luce delle sfide che il futuro ci riserva. “I numeri testimoniano una vera rivoluzione culturale, confermata anche dai risultati di un sondaggio Coldiretti/Ixe’ secondo il quale il 54 per cento dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21 per cento) o fare l’impiegato in banca (13 per cento). Ed anche che il 50 per cento degli italiani ritengono che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro mentre solo l’11 per cento ritiene che l’operaio possa avere sbocchi occupazionali. E’ evidente che questa onda è ben lungi dal frenare la sua prepotente ascesa, tutte le statistiche parlano di un nuovo bum che raggiungerà il suo picco nel 2017/2018 quando il cuoco professionista sarà la professione più richiesta al mondo.” (Fonte: Accademia Italiana Chef). Il presidente nazionale della Federazione Italiana Cuochi Rocco Pozzulo nel discorso di apertura ha sottolineato come “i cuochi rappresentino oggi una categoria di professionisti della ristorazione che alla luce delle evoluzioni economiche, gastronomiche e alimentari presenti sul mercato si è conquistata una attenzione mediatica degna di nota. La categoria guarda al futuro in un costante work in progress. Ragion per cui i 16.000 iscritti si impegnano a dare il loro contributo professionale affinchè il mestiere di cuoco diventi sempre più un’attività a beneficio dell’economia nazionale e del benessere del consumatore/ cliente in un ottica di sostenibilità alimentare.” Gli interventi degli illustri relatori e cuochi, molti dei quali affermati patron di ristoranti stellati, hanno sottolineato come la professione del cuoco si è notevolmente evoluta rispetto al passato: il diverso sistema di vita, l’attenzione all’alimentazione, le maggiori possibilità di spostarsi, i cambiamenti di gusto, le nuove tecnologie, l’elevato costo del personale sono alcuni dei fattori che hanno reso necessario questo cambiamento. Tali motivazioni richiedono l’acquisizione di conoscenze che vanno ben oltre l’arte culinaria comprendendo nozioni di organizzazione del lavoro, di tecnologia, di merceologia, d’igiene alimentare, di dietologia e di amministrazione. Il settore dell’ospitalità rappresenta una risorsa economica importante per il Paese grazie alle sue enormi attrattive turistiche, culturali e gastronomiche creando una domanda di posti di lavoro con qualifiche professionali ben precise. L’orientamento alla professione delle nuove generazioni è affidato alla scuola. La Federazione Italiana Cuochi si impegna quindi a stringere rapporti di collaborazione a tutti i livelli, affinché meglio si interfaccino i saperi scolastici con il saper fare proprio della professione del cuoco al fine di accorciare la distanza fra scuola e mondo del lavoro. L’evoluzione economico sociale degli ultimi anni ha portato i cuochi a ricercare il valore essenziale dei cibi eliminando orpelli e sovrastrutture che non esaltino al meglio la peculiarità gastronomica della cucina italiana. Dagli interventi è emerso come la semplicità, la pulizia del gusto e la sobrietà nella presentazione dei piatti non debba mai scadere in banalità. Tutto ciò però è possibile solo se si posseggono solide basi di cucina classica, da utilizzarsi anche in chiave creativa, e conoscenze approfondite sullo straordinario patrimonio delle risorse agroalimentari italiane e la cacciagione che da sempre è parte integrante della dieta dell’uomo fin da tempi primordiali. Indispensabile è la conoscenza della materia e i modi di trattarla nel rispetto della sua natura. Il Cuoco è un professionista del proprio tempo, pertanto nel mentre realizza preparazioni gastronomiche applicando le dovute tecniche, a lui spetta anche il compito di inserire nella preparazione quella giusta interpretazione che, attentamente dosata, ne esalta le caratteristiche e la rende contestuale alle moderne esigenze nutrizionali. “Si nasce cuochi come si nasce musicisti, scrittori, scultori ecc. ma queste attitudini dovranno poi accompagnarsi a una apposita istruzione scolastica e a una successiva acquisizione delle varie esperienze e capacità; si diventa cuochi quando si esce dalla sfera di quello che si definisce hobby e si intraprende la scelta di una carriera professionale. La professione del cuoco consente a chi l’intraprende, di trovare in questa attività numerosi motivi di soddisfazione che premiano l’inventiva e la creatività e concedono l’immediato riflesso del giudizio del consumatore che rende i cuochi personalmente e maggiormente partecipi del processo produttivo. In effetti si tratta di un lavoro per nulla sottoposto all’automatismo, che permette di mettere in luce l’iniziativa personale, speciali sensibilità ed evidenti doti di abilità. Eugenio Medagliani” Elemento distintivo del cuoco della Federazione Italiana Cuochi è l’obbligo al costante aggiornamento professionale; dagli atti del convegno è emerso come, da qualunque punto di vista si affronti l’argomento, il cuoco 3.0 sia sempre l’imprenditore di se stesso. Ne deriva che l’impegno nella propria formazione culturale e professionale dovrà essere il must identificativo della professione del futuro. La gestione di una cucina, e del suo team, richiede una responsabilità in termini economici e quindi di scelte etiche, organizzative e di marketing. Il cuoco 3.0 è però, anzitutto, un “operaio di cucina” il cui saper fare è determinante per il raggiungimento degli obiettivi. Il futuro delinea una visione professionale di un cuoco dalle mille capacità impegnato nel difficile ruolo di farci spuntare un sorriso ad ogni boccone personalizzando il servizio ad ogni livello perché se il cibo non vi dà gioia siete sulla strada della perdizione. Il cuoco 3.0, quindi, è un professionista del settore alimentare che finalizza la propria attività all’elaborazione e preparazione di pasti o alla realizzazione di pietanze, ricette, menù, operando a tal scopo nel settore cucina della ristorazione commerciale e collettiva/industriale, nelle cucine sperimentali dell’industria alimentare o in quelle didattiche rivolte all’insegnamento, attraverso distinte tecniche di approvvigionamento, conservazione, cottura, abbinamento e presentazione dei cibi. A tal fine diventa fondamentale e improcrastinabile la necessità di doversi continuamente adeguare ed aggiornare sui nuovi modelli di organizzazione del lavoro e all’utilizzo di tecnologie e sistemi di preparazione, cottura e conservazione delle derrate alimentari. Il cuoco 3.0 è vero ambasciatore della cucina italiana, le sue creazioni gastronomiche comunicano i tratti salienti e peculiari della tradizione. Pertanto egli si assume l’onere e l’onore di divulgare la cultura gastronomica italiana vero patrimonio immateriale dell’umanità. Ogni cuoco, indipendentemente dal target di clientela a cui si rivolge, è un autore e un comunicAttore, in quanto ha un suo stile e una sua cifra stilistica ben precisa che lo porta a interagire con il proprio pubblico mantenendo aperto il proscenio della propria cucina mettendo in mostra il suo modo di lavorare. Il cuoco 3.0 ogni giorno si misura con la necessità di evolvere e di comprendere anticipandoli i cambiamenti del gusto collettivo, migliorando continuamente la qualità dei propri piatti e soprattutto del proprio servizio. In questo momento storico, dove l’alimentazione è importantissima per la salute ed il benessere di ogni persona, deve essere un esperto ed un grande conoscitore di tutti gli alimenti, non solo per utilizzarli al meglio, ma anche per dare risposte immediate e precise alle richieste dei clienti sui piccoli e grandi problemi dell’alimentazione quotidiana. Non basta saper cucinare bene ed offrire piatti intriganti, oggi la responsabilità dello chef è quella di suggerire una filosofia alimentare ed uno stile di vita che migliori sensibilmente il benessere delle persone. Il cuoco in tal senso diventa un operatore per la promozione della di salute garantendo a tutti il diritto alla giusta alimentazione. La cucina cioè deve essere intesa come luogo di diffusione per la salute. Il cuoco 3.0 partendo dalla tradizione culinaria famigliare e valorizzando le biodiversità alimentari del proprio territorio mette in evidenza il vero patrimonio della cucina italiana che è alla radice del nostro lavoro. Un cuoco non inventa ma crea piatti sulla base del duro lavoro di studio e approfondimento trasmettendo così tutto il proprio background personale e professionale. La Federazione Italiana Cuochi riconoscendo che il cambiamento è marcatore caratterizzante insito nel DNA del cuoco 3.0 si impegna attraverso l’applicazione di un modello di Learning Organization a sviluppare modalità formative che permettano di migliorare conoscenze e competenze, che assicurano alla struttura organizzativa una capacità trasversale di adattamento al cambiamento, allo sviluppo e alla crescita acquisendo un migliore posizionamento competitivo sul mercato a maggiore garanzia e tutela del cliente. Sulla base di queste premesse la Federazione Italiana Cuochi auspica che si possa dar corso ad una regolamentazione del mestiere del cuoco che permetta di individuare stabilmente il livello di qualità delle prestazioni professionali garantendo gli adeguati standard professionali a tutela della millenaria tradizione gastronomica italiana. Firenze, 11 novembre 2015 Federazione Italiana Cuochi
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    Ministro Giannini


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