Contro l’apertura del museo dei trofei dell’orrore

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Una tigre dalla Thailandia, un leopardo dallo Zimbawe, un rinoceronte bianco dall’Angola, un lupo dall’Alaska, un coccodrillo dalla Tanzania, un orso polare e un ghepardo dalla Namibia sono tra gli animali che fanno parte del più grande museo di caccia in Estremadura, una regione ad ovest della Spagna, che ospiterà più di 1250 animali che sono stati cacciati e poi dissezionati

Questi sono i piani del governo regionale di Estremadura che pochi mesi fa ha raggiunto un accordo con Marcial Gómez Sequeira, ex presidente della più grande compagnia assicurativa sanitaria spagnola, Sanitas.

In un momento critico come questo in cui viviamo, dove il futuro della nostra umanità è messo a rischio e dovremmo invece attirare l’attenzione di tutti sulla tutela del nostro pianeta e di tutti gli esseri viventi, questa proposta non ha davvero senso. I politici spagnoli hanno intenzione di spendere  milioni di euro solo per dare la possibilità ad un ricco imprenditore di esibire i propri trofei. La scusa avanzata è che il museo attrarrà turismo, cosa che non escludo visto che al mondo ci sono molte persone senza scrupolo come questo spietato cacciatore. 

Ma siamo davvero disposti a vendere i nostri principi etici per un pugno di turisti? Siamo disposti a continuare a non rispettare la natura e tutti gli esseri viventi? E’ questo il modo giusto per educare i nostri giovani e attirare l’attenzione sul rispetto del pianeta?

Ti chiedo di firmare questa petizione per mettere pressione al governo regionale dell’Estremadura e al suo presidente, il socialista Guillermo Fernández Vara, affinché riflettano sull’apertura di questo museo degli orrori. 

Nessun paese dovrebbe rendere omaggio o fare business con un uomo che si vanta di aver ucciso più di 1250 animali, o con qualcuno che con la vendita della sua compagnia, Sanitas  ha cercato di evadere la quantità maggiore di tasse. A questo proposito, il signor Gómez Sequeira è stato condannato a due mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 260.000 euro e ad un altro pagamento di  287.000 euro, imposto dalla Guardia di Finanza. 

Firma e condividi questa petizione: quanti più saremo a ribellarci alla creazione di questo museo dei trofei di caccia più sarà difficile, per i politici, giustificare questa assurdità.