PETIZIONE CHIUSA

Gli studenti pisani a Servizio Pubblico: NOT IN MY NAME

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La sera del 25 aprile, come molti altri studenti dell'Università di Pisa, stavo guardando Servizio Pubblico e sono inorridita quando due studenti di un gruppo "antagonista" pisano sono intervenuti in trasmissione con interventi che lascio giudicare a voi:
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/04/25/servizio-pubblico-studenti-universitari-non-ce-mediazione-tra-noi-e-ministro-profumo/229931/

Non solo io non conosco e non mi sento rappresentata da quegli studenti (che tra l'altro so appartenenti a un gruppo ultimamente inviso allo strumento della rappresentanza) ma credo che sia dannoso e pericoloso, anzi che faccia il gioco di certi poteri, trasmettere l'immagine degli studenti universitari come un branco di scalmanati in grado solo di urlare slogan preconfezionati, tra l'altro con una certa arroganza.
Ci tengo a precisare che non appartengo né sono mai appartenuta a liste di rappresentanza universitaria, ma con molti altri miei colleghi ho partecipato a molte manifestazioni e presidi per esprimere la mia contrarietà ai tagli alla pubblica istruzione e all'Università, che ritengo indegni di un paese civile.

Vorremmo quindi dire a Michele Santoro e a tutto il pubblico di Servizio Pubblico che quei ragazzi non rappresentano gli studenti dell'Università di Pisa. Non sono i nostri rappresentanti negli organi accademici, e la maggior parte di noi vuol far valere i suoi diritti in maniera pacifica, evitando gesti violenti che attirino l'attenzione mediatica mettendoci dalla parte del torto. Sarebbe davvero frustrante se le azioni di quell'1% vanificassero la legittima richiesta di attenzione e diritti del restante 99%.



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