

Glamping San Martino: il Comune di Itri ordina l’abbattimento di un sogno ecologico


Glamping San Martino: il Comune di Itri ordina l’abbattimento di un sogno ecologico
Il problema
Nel cuore verde di Itri (LT), tra uliveti biologici e paesaggi che raccontano la storia del Mediterraneo, sorgeva un piccolo gioiello di ospitalità sostenibile: San Martino Domes, un glamping immerso nella natura, nato dall’impegno e dalla visione di un’azienda agricola biologica certificata che ha scelto di investire nella terra, nella bellezza e nella legalità.
Con due cupole geodetiche ecosostenibili, realizzate con materiali riciclabili e a basso impatto ambientale, San Martino Domes rappresentava un esempio virtuoso di turismo responsabile, capace di valorizzare il territorio, attrarre visitatori da tutta Europa e generare economia circolare, cultura e lavoro — sostenendo due famiglie che vivevano e lavoravano del frutto di questa impresa agricola e ricettiva.
Eppure, dopo anni di silenzio amministrativo, due sentenze favorevoli del TAR Lazio e la nomina da parte del Tribunale del Prefetto di Latina come Commissario ad acta per permettere l'accesso agli Atti del Comune di Itri e concludere il procedimento di approvazione del PUA (Piano di Utilizzazione Aziendale), l’Ente ha compiuto l’incredibile:
ha emanato un ordine di chiusura e di abbattimento delle due cupole, simbolo di un progetto premiato e riconosciuto da ospiti e operatori del settore come una delle esperienze più autentiche di glamping sostenibile del centro Italia.
Un atto che non solo umilia chi ha creduto nel futuro dell’agricoltura e dell’accoglienza ecologica, ma colpisce un intero territorio, privandolo di un esempio concreto di rigenerazione rurale e di rispetto ambientale.
Un territorio dove, paradossalmente, si tollerano cani tenuti in gabbie perenni, abbandoni e inquinamento sonoro costante, ma si abbattono progetti che valorizzano la natura, il silenzio e la vita all’aria aperta.
Questa petizione vuole denunciare pubblicamente l’assurdità di tale decisione e chiedere:
che sia revocato l’ordine di chiusura e demolizione;
che il progetto venga riconosciuto come modello di sviluppo sostenibile e agricolo;
che le Istituzioni — Prefetto, Regione, Ministeri — intervengano per ripristinare la giustizia, la coerenza e la dignità di chi ha operato nel rispetto delle regole.
Non si può parlare di “transizione ecologica” e poi distruggere chi la pratica davvero.
Firma questa petizione per dire basta alla burocrazia che punisce chi crea valore.
Firma per difendere un simbolo di agricoltura viva, turismo pulito e speranza vera.
Difendiamo San Martino Domes. Difendiamo l’Italia migliore.

1155
Il problema
Nel cuore verde di Itri (LT), tra uliveti biologici e paesaggi che raccontano la storia del Mediterraneo, sorgeva un piccolo gioiello di ospitalità sostenibile: San Martino Domes, un glamping immerso nella natura, nato dall’impegno e dalla visione di un’azienda agricola biologica certificata che ha scelto di investire nella terra, nella bellezza e nella legalità.
Con due cupole geodetiche ecosostenibili, realizzate con materiali riciclabili e a basso impatto ambientale, San Martino Domes rappresentava un esempio virtuoso di turismo responsabile, capace di valorizzare il territorio, attrarre visitatori da tutta Europa e generare economia circolare, cultura e lavoro — sostenendo due famiglie che vivevano e lavoravano del frutto di questa impresa agricola e ricettiva.
Eppure, dopo anni di silenzio amministrativo, due sentenze favorevoli del TAR Lazio e la nomina da parte del Tribunale del Prefetto di Latina come Commissario ad acta per permettere l'accesso agli Atti del Comune di Itri e concludere il procedimento di approvazione del PUA (Piano di Utilizzazione Aziendale), l’Ente ha compiuto l’incredibile:
ha emanato un ordine di chiusura e di abbattimento delle due cupole, simbolo di un progetto premiato e riconosciuto da ospiti e operatori del settore come una delle esperienze più autentiche di glamping sostenibile del centro Italia.
Un atto che non solo umilia chi ha creduto nel futuro dell’agricoltura e dell’accoglienza ecologica, ma colpisce un intero territorio, privandolo di un esempio concreto di rigenerazione rurale e di rispetto ambientale.
Un territorio dove, paradossalmente, si tollerano cani tenuti in gabbie perenni, abbandoni e inquinamento sonoro costante, ma si abbattono progetti che valorizzano la natura, il silenzio e la vita all’aria aperta.
Questa petizione vuole denunciare pubblicamente l’assurdità di tale decisione e chiedere:
che sia revocato l’ordine di chiusura e demolizione;
che il progetto venga riconosciuto come modello di sviluppo sostenibile e agricolo;
che le Istituzioni — Prefetto, Regione, Ministeri — intervengano per ripristinare la giustizia, la coerenza e la dignità di chi ha operato nel rispetto delle regole.
Non si può parlare di “transizione ecologica” e poi distruggere chi la pratica davvero.
Firma questa petizione per dire basta alla burocrazia che punisce chi crea valore.
Firma per difendere un simbolo di agricoltura viva, turismo pulito e speranza vera.
Difendiamo San Martino Domes. Difendiamo l’Italia migliore.

1155
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 2 novembre 2025