IL PICCOLO TEATRO A SERENA SINIGAGLIA

IL PICCOLO TEATRO A SERENA SINIGAGLIA

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In questi giorni si deve decidere il nuovo direttore del Piccolo Teatro di Milano. Abbiamo una grande opportunità: affidare l'incarico a chi ha dimostrato in questi anni di duro lavoro cosa vuol dire fare la regista oggi, cosa vuol dire avviare da zero una compagnia di prosa, cosa vuol dire fare ricerca, cosa vuol dire credere nel proprio mestiere.

Facciamo vedere a Milano, all'Italia e al mondo culturale che ci guarda che la nostra è una società meritocratica, dove una brava, anzi bravissima regista e direttrice artistica, anche se (soprattutto se) donna, giovane, senza appoggi politici può ottenere una carica che affronterà con impegno sommo, dedizione, consapevolezza e professionalità.

Basta ai soliti nomi triti e ritriti!

L'unico nome possibile è quello di SERENA SINIGAGLIA: 20 anni di direzione artistica della compagnia A.T.I.R.,, 10 anni di gestione e direzione artistica del Teatro Ringhiera poi chiuso per lavori.

Chiediamo a gran voce al Sindaco Sala di prendere in seria considerazione la sua candidatura. Non stiamo solo dando un gran nome al Piccolo Teatro, non stiamo solo facendo un enorme regalo alla città di Milano e al pubblico teatrale, stiamo mettendo le basi per cambiare una società vecchia, con una classe dirigente ancora troppo maschile, con proposte di nomi ancora legati al passato per andare verso un futuro migliore, con donne in gamba al potere e professionisti liberi e appassionati.

Vi lascio con le sue parole di saluto alla vigilia della chiusura del Teatro nell'ottobre del 2017.

"Dover “chiudere” il Teatro Ringhiera è doloroso, molto doloroso. Non soltanto per noi dell’ATIR, che l’abbiamo gestito per dieci anni, ma anche per tutte quelle persone che nel tempo hanno saputo e voluto costruire con noi una comunità partecipe e sodale.

Dal 3 Ottobre la sala non sarà più utilizzabile a causa di “problemi strutturali” dell’edificio comunale, non gravi, ma tali da richiedere lavori di ripristino e ristrutturazione.

Di fronte a questo, non si può fare altro che collaborare con istituzioni e privati perché i lavori vengano fatti al meglio e nel più breve tempo possibile.

E’ nostro desiderio che il Ringhiera torni a respirare più forte e bello che mai.

Certo, le incognite sono molte, il futuro è incerto, tuttavia abbiamo imparato a “navigare” tra le avversità fin da quando ci siamo imbarcati nell’ardua impresa di gestire questo teatro di confine, sito in un luogo “complesso” come Piazza Fabio Chiesa.

In fondo rispondere con creatività e allegria ai dardi della sfortuna, significa ribadire fino all’ultimo la propria vitalità.

E noi siamo vivi, su questo non c’è dubbio. Idealisti, sempre, mai ideologici.

Non ha senso deprimersi, niente inutili sconforti o rancori, proviamo semplicemente ad andare avanti, tutti insieme.

Questi eventi possono essere lo spunto per un nuovo traguardo, un rilancio, una morte e una rinascita, in una parola, molto cara al nuovo slang, un “upgrade”.

Siamo nati più di vent’anni fa come compagnia, eravamo solo un gruppo di ragazzi che amava il teatro, poi abbiamo preso una casa e l’abbiamo abitata per dieci anni, investendoci energie, sogni e denari, adesso cosa succederà? Dove andremo mentre la sala resterà inagibile?

Stiamo provando a rispondere a questi interrogativi.

Intanto cominciamo dall’immediato futuro.

Settembre sarà un mese di festeggiamenti che culmineranno in un grande evento finale per dire tutti insieme “Ciao!” al Ringhiera."

Serena SInigaglia