A2A/COMUNE: PIÙ COLONNINE PER I VEICOLI ELETTRICI

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Sono una cittadina milanese che, per motivazioni personali e professionali, ha scelto di investire in un’auto completamente elettrica.

Da electric driver senza la possibilità di ricaricare la vettura in box, mi trovo a rilevare una serie di mancanze da parte di A2A e del Comune di Milano. Invito tutti i miei concittadini che stanno prendendo in considerazione l’acquisto di un’auto zero emission a riflettere attentamente: la città, ad oggi, non è infatti in grado di supportare questa scelta.

Elenco le principali lacune che chiedo di voler provare a colmare:

1)​ L'assoluta insufficienza del numero di colonnine Fast Charge. Per esempio, tra Piazza Firenze e i grattacieli di City Life (compresi) se ne contano... Una, in Piazza 6 febbraio, che i privati cittadini devono contendersi con i veicoli ibridi ed elettrici dei provider di car sharing (ai quali forse andrebbe chiesto di contribuire alla diffusione di colonnine di ricarica...). Il numero di mezzi elettrici circolanti cresce vertiginosamente, mentre il numero di stazioni di ricarica molto lentamente. Pare che in tutta Milano vi siano una dozzina di Fast Charge A2A (13, per l’esattezza) capaci di soddisfare il wattaggio richiesto dalla presa di Tipo 2, scelta dalla Commissione Europea come standard unico nei Paesi membri e presente sul modello di auto che ho acquistato, una Smart IQ Electric Drive. Dico pare perché mancano chiarezza e un vademecum per l’electric driver.

2) I frequenti guasti alle già poche colonnine, con tempi di intervento post segnalazione affatto immediati. Nel corso della medesima giornata mi è capitato di trovare la colonnina di Isola e la colonnina di Piazza 6 febbraio fuori servizio per motivi differenti dalla manutenzione programmata. In altre parole: un quarto di città era priva di punti di ricarica. Per chi non ha la doppia alimentazione, questo costituisce un grave problema. La prima settimana di agosto, la colonnina di Piazza 6 febbraio è rimasta fuori uso dal giovedì pomeriggio al sabato mattina, e poi di nuovo dalla domenica pomeriggio.

3) La mancanza di postazioni di ricarica riservate ai veicoli full electric. Andrebbe tenuta in seria considerazione l’impossibilità, per questo tipo di auto, di sfruttare qualsivoglia altra tipologia di alimentazione/carburante. Sono le auto a zero emissioni quelle che, nell'attuale panorama cittadino, rischiano di rimanere ferme. 

4) La presenza di 2 parcheggi di fronte ad ogni colonnina che, di fatto, presenta 3 prese (di 3 differenti modelli, a prescindere dalle direttive europee e dalla diffusione di un modello rispetto ad un altro). Perché non sono 3 gli spazi allocati alle auto in ricarica?

5) La mancanza di prese destinate ai residenti proprietari di auto elettriche. Perché i privati residenti proprietari di auto elettriche devono condividere il già risicato servizio sia coi mezzi del car sharing che coi sempre più numerosi veicoli commerciali a doppia alimentazione, oltre che con i non residenti? 

6) Scarsa attenzione ai furbetti. Data l'endemica mancanza di parcheggi gialli/blu, molti nostri concittadini si sono ormai abituati ad utilizzare gli spazi destinati alle auto elettriche in carica per il posteggio delle loro auto diesel o a benzina. Un minimo di attenzione da parte della Polizia Locale sarebbe gradita. Si tratta di un divieto di sosta molto fastidioso per chi non può fare il pieno dal benzinaio. Anche gli stessi proprietari di auto elettriche o ibride, a onor del vero, quando miracolosamente trovano una colonnina libera, la occupano ben oltre il limite temporale indicato dalla segnaletica verticale (1h o 2h a seconda della zona). Ciò è particolarmente frequente di fronte al Tribunale e dopo le 19:00, quando chi rincasa con un'ibrida del car sharing occupa la ricarica per l'intera notte, pronto a ripartire l'indomani mattina.

7) La mancanza di un portale o di un'applicazione del Comune o di A2A che restituisca chiaramente la mappa delle colonnine di ricarica nella città metropolitana, ivi indicando chiaramente la tipologia di attacco disponibile in un dato momento e quindi l'eventuale presenza di altri veicoli in carica in tempo reale. Data la scarsità di colonnine e la fallibilità dell’applicazione e-Moving (non è neppure possibile filtrare la ricerca per tipologia di presa di ricarica), mi capita spesso di percorrere preziosi chilometri per scoprire che la presa compatibile col mio veicolo è già in utilizzo. Ci sono servizi di terze parti, ma risultano poco attendibili o non aggiornati. Anche il Portale A2A e l'app di A2A lasciano molto a desiderare in fatto di geolocalizzazione e visualizzazione dei dati.

Insomma, dalla mia Milano, così all'avanguardia, sempre più bella ma così inquinata, mi aspetterei molta più attenzione ai guidatori elettrici. Siamo distanti anni luce da performance adeguate a sostenere gli elevati ritmi di adozione di veicoli a zero emissioni da parte della cittadinanza, nonostante le ordinanze comunali in materia di traffico ed inquinamento incentivino il passaggio alle nuove motorizzazioni. Vorrei capire se un piano di crescita chiaro e coordinato dal Comune c’è. In questo caso, mi piacerebbe conoscerne dettagli ed attori. Anche da A2A mi aspettavo molto di più. Da sempre mio fornitore di energia, mi aveva abituata ad una fiducia che, di fatto, non posso confermare in materia di mobilità elettrica. La mancanza di attenzione non tanto alle esigenze accessorie, quanto alle necessità primarie dei sottoscrittori del servizio e-Moving, è solo il sintomo di una malattia italiana dalla quale credevo Milano fosse immune: l’enorme fatica a progettare il domani. 

Nel frattempo, tornando al titolo e al cuore della petizione, chiedo coi miei concittadini di aumentare il numero di stazioni per il rifornimento e di regolamentarne meglio accesso ed utilizzo. L’inverno è alle porte, e il numero di auto elettriche o ibride (elettrico/benzina) è cresciuto molto rispetto allo scorso anno: girare come trottole per la città in cerca di un punto di rifornimento non sarà gradevole. Non fateci quindi pentire della scelta effettuata; aiutateci anzi a fare di Milano una città all’avanguardia anche dal punto di vista della mobilità elettrica. Grazie per l’attenzione.

Cristiana Carestia Lampa



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