COMUNE DI SORRENTO: DIMISSIONI IMMEDIATE DELL’ASSESSORE MORETTI

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Movimento 22 dicembre Sorrento
Movimento 22 dicembre Sorrento ha firmato questa petizione

COMUNE DI SORRENTO: DIMISSIONI IMMEDIATE DELL’ASSESSORE MORETTI

Dimissioni e scuse dell'assessore di Sorrento per i commenti sessisti

Assessore Moretti: chieda scusa e si dimetta per la vergognosa offesa sessista che ha rivolto a Silvia Romano.
Le reti sociali, incredibile ma vero, non sono un luogo in cui far proliferare l’odio e l’irrisione nei confronti dell’altro. Una ragazza è stata rapita e il Paese ha fatto tutto il possibile per liberarla, nell’interesse dei cittadini di uno Stato che considera che la libertà personale è inviolabile -art. 13 della Costituzione- così come rispetta la libertà di movimento dentro e fuori il territorio della Repubblica -art. 16-.
A una persona è stata negata la sua libertà, o, più in generale, una persona è stata aggredita, come succede tutti i giorni nel nostro Paese, ma per il solo fatto che sia donna ci si permette considerazioni inaccettabili, denigratorie e a sfondo sessuale.
Vi partecipano i rappresentati delle istituzioni, i rappresentanti di una città come Sorrento che vive di turismo, ossia della mobilità e dell’incontro delle persone, perché sanno che è un modo disumano per aumentare consensi e popolarità.
Tra costoro, vi partecipa l’assessore con delega alle relazioni internazionali, Emilio Moretti, che a sua volta è legato a Laayoune, una città del Sahara Occidentale, dove c’è un hotel con il suo nome. In quel territorio, occupato militarmente dal Marocco dal 1975, i diritti della popolazione locale, e in particolare delle donne, sono da troppo tempo sotto chiave.
Da oltre 10 anni Sorrento e Laayoune sono gemellate, proprio su iniziativa di Moretti, ma non per sostenerne la libertà, il rispetto dei diritti umani o il dialogo, bensì per una sorta di internazionalizzazione del “modello Sorrento”, dove la commistione economico-politica sembra ormai inscalfibile.
Sindaco Giuseppe Cuomo, quello di Moretti non è «un pensiero personale dell’assessore», come lei ha dichiarato: sono, piuttosto, parole intollerabili in un Paese civile.
Tali atteggiamenti aizzano l’odio e la violenza verso l’altro, verso le donne della nostra città e verso quelle che la hanno visitata e amata -e che purtroppo sono state troppo spesso oggetto di offese e aggressioni-, e verso quelle che speriamo che vogliano tornare a visitarla e amarla in futuro.