Se nasci in Italia sei italiano?

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SE NASCI IN ITALIA SEI ITALIANO?
Luca Neves è nato a Roma da genitori capoverdiani.
Mai oltrepassato il confine al di la dell’Italia, mai fatto un viaggio all’estero
A causa di un ritardo nella presentazione della domanda di cittadinanza italiana, dovuto al ritardo della ricezione dei molti documenti richiesti.
Tutto ciò come conseguenza causa intoppi burocratici, che aumentano a dismisura, nonostante , ogni documento attesti, il diritto di Luca reclamato. Infatti ogni documento conferma il suo percorso scolastico a Roma, dall’asilo fino al liceo, con il conseguimento del diploma alberghiero in qualità di Chef.
Il tutto degenera quando gli viene comunicato un espatrio a Capo Verde
terra da lui mai vista .
Inizia per lui un giro di giostra interminabile, passando da ambasciate, municipi Comuni di Roma, questure, anagrafe e molto altro ancora, tutto questo per ricevere un qualsiasi documento che gli permetta di lavorare, curarsi, studiare, iscriversi all’università .
Tutto ciò gli viene negato.
Gli arrivano offerte lavorative di grande prestigio in Italia e all’estero, ma ancora una volta, non avendo la carta di identità, si trova obbligato a rifiutare.
Quindi per poter sopravvivere, è costretto ad arrangiarsi con lavori che svalutano il livello della sua preparazione;
è giusto in questo caso dire :” necessità fa virtù?
È spesso vittima di datori di lavoro che a conoscenza della sua situazione,
si propongono inizialmente di aiutarlo, con proposte di contratti e con paghe che sembrano coerenti alla mansione di chef, ma di li a poco, tutte queste promesse si rivelano, non solo specchietti per allodole, ma molto spesso a lavoro concluso, la retribuzione é assente o svilente ,dopo oltretutto esser stato vittima di sfruttamento e anche mobbing lavorativo.
Continua a passare da un lavoro a l’altro per poter sopravvivere, senza mai poter fare un contratto vero e proprio, al contempo continua ad occuparsi del padre, disabile, che risiede all’american Hospital, il quale dopo aver lavorato e pagato i contributi in Italia, dal 1975 fino ad oggi, percepisce la pensione italiana.
Nel 2012 si ammala la madre di ictus che necessita di cure 24 ore su 24;
senza batter ciglio, si occupa di lei, ma in questo momento gli comunicano un espatrio, alla questura di Tor sapienza, dove gli viene detto, che fare la contestazione non apporterà nessun miglioramento, ma l’unica soluzione è, andare a Dakar, farsi mettere un timbro, per poi tornare dopo 10 anni.
Approfondisce quanto gli viene detto, e risulta assolutamente controproducente andare a Dakar, cosi tra continue ricerche per trovare il modo di risolvere la situazione, la madre ha diverse ricadute e Luca nel prendersi cura di lei, non percepisce il tempo passare, perché notte giorno sembrano diventati un tutt’uno, e scadono i 60 giorni per il rinvio di questo espatrio.
Ma un espatrio per dove ? e da chi?
Nel 2013 perde la madre.
Ma nonostante ciò, deve continuare ad andare avanti ed occuparsi del padre disabile.
Ad oggi ha in mano tutto il materiale che certifica non solo la sua nascita , crescita a Roma, nessun carico pendente, ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato depositato, in qualità di Chef,
che non può avviarsi in quanto, gli stanno negando non solo la cittadinanza, ma anche un qualunque documento che gli permetta di avere un codice fiscale, carta di identità,
insomma tutto ciò che necessita ad un umano per poter lavorare dignitosamente.
Per un problema burocratico non si può negare la vita ad una persona, se per un ritardo di una multa si paga un’ammenda , e non si fa carcere e non viene dato l’ergastolo, allo stesso modo, per un ritardo di un rinvio cartaceo si dovrebbe pagare per il ritardo, e non mettere in isolamento e all’ergastolo un innocente.

Luca Neves nato a Roma 8-10-1988



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