Salviamo l’ILVA per salvare l’economia e il Lavoro.

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L’economia italiana da oltre vent’anni cresce meno della media Europea. Il nostro PIL procapite ha perso 20 punti. Se l’Italia fosse cresciuta come la media europea avremmo un PIL procapite di 6.000 euro in più all’anno,  la gente starebbe meglio è non ci sarebbe bisogno del Reddito di Cittadinanza. In questi anni non siamo andati a fondo grazie all’aumento delle esportazioni di cui la manifattura vale il 52% Se perdiamo l’acciaio perdiamo una buona parte della manifattura mentre noi potremo crescere di più e creare nuovi posti di lavoro veri solo se saremo più competitivi a partire dai prodotti manifatturieri. Difendere l’acciaio è un interesse nazionale di oggi e di domani. Basta col dilettantismo. Caro Premier invece di fare polemiche chieda umilmente il sostegno e il mandato di tutto il Parlamento. Così si è sempre fatto nei momenti più difficili. Dalla soluzione ILVA dipende anche la nostra forza nell’accordo tra la Fiat e la Peugeot. Come cittadini italiani Vi chiediamo di utilizzare tutte le competenze per vincere anche questa sfida in cui ci avete messi con errori degli ultimi governi. Perdere l’Ilva vorrebbe dire perdere un punto di PIL che pagherebbero i lavoratori e il commercio. Aumenterebbe ancora di più il peso del Debito pubblico e perderemmo peso a livello internazionale. Tra alcuni anni l’Italia sarà fuori dal G8 ma con la TAV che Vi abbiamo costretto a salvare saremo nella Rete internazionale di trasporto, ma in quella rete dovremo avere produzioni da vendere.

disponibili a fornire ogni utile chiarimento, ringraziamo della attenzione.

Mino GIACHINO, Riccardo Carità, Emanuele Scirgalea, Lodovico Ambrois.