Penne, carta e quaderni non sono beni secondari!


Penne, carta e quaderni non sono beni secondari!
Il problema
Con il decreto del 22 marzo il Governo ha intensificato una serie di divieti e predisposto la chiusura della maggior parte degli esercizi commerciali, a eccezione dei negozi che vendono generi alimentari, delle farmacie e altri beni considerati "di prima necessità".
Tuttavia, l'interpretazione del decreto da parte della grande distribuzione - e in particolare alcuni marchi come Esselunga, Carrefour, PAM, Eurospin – ha fatto sì che alcuni articoli non venissero più considerati beni di prima necessità, portando alla chiusura di intere corsie dei supermercati e al divieto di vendita di alcuni prodotti.
All'improvviso ecco che carta, penne, gomme, pennarelli, scotch e colla (solo per fare gli esempi più lampanti) diventano introvabili. Una decisione, questa, che penalizza ulteriormente i bambini e le loro famiglie, non tenendo in alcun conto le loro necessità in questo periodo di reclusione forzata.
Qual è la ratio di tale decisione?
Sono diverse le ipotesi emerse in questi giorni: da un lato, sembra che i supermercati abbiano scelto di vietare la vendita di questi prodotti per evitare assembramenti nelle corsie. In realtà, considerato che gli ingressi avvengono in maniera contingentata, non sembra possibile che ciò accada. Dall’altro lato, anche l'argomento della "non concorrenza sleale" alle cartolerie attualmente chiuse non regge, in quanto altri articoli sono comunque in vendita.
Pertanto, considerato che:
- il decreto si limita a specificare, all’allegato 1, la tipologia di esercizi che possono rimanere aperti (supermercati e ipermercati), senza fare riferimento alle categorie merceologiche che possono essere vendute;
- L’articolo 29 della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia precisa che l’istruzione deve cercare di favorire anche lo sviluppo della personalità del bambino e lo sviluppo delle sue qualità e delle sue attitudini mentali e fisiche. I bambini, anche se non vanno a scuola, stanno continuando a svolgere molti compiti, e la componente creativa è fondamentale per il loro benessere psicologico in questo difficile frangente.
CHIEDIAMO
l'inserimento in tempi brevi, nel prossimo decreto o in un documento ufficiale appositamente redatto, di tutti gli articoli di cartoleria, cancelleria e materiale scolastico, dando disposizione alla GDO di reinserire la disponibilità dei suddetti articoli tra quelli attualmente acquistabili.
La salute dei bambini passa ANCHE dal loro benessere psicologico: in questo momento così difficile, in cui i ritmi di vita e la loro istruzione è messa a dura prova, è fondamentale prendersi cura il più possibile di loro e delle loro famiglie, senza appesantirle ulteriormente.
Alessandro Garrone - Presidente Mus-e Italia Onlus

Il problema
Con il decreto del 22 marzo il Governo ha intensificato una serie di divieti e predisposto la chiusura della maggior parte degli esercizi commerciali, a eccezione dei negozi che vendono generi alimentari, delle farmacie e altri beni considerati "di prima necessità".
Tuttavia, l'interpretazione del decreto da parte della grande distribuzione - e in particolare alcuni marchi come Esselunga, Carrefour, PAM, Eurospin – ha fatto sì che alcuni articoli non venissero più considerati beni di prima necessità, portando alla chiusura di intere corsie dei supermercati e al divieto di vendita di alcuni prodotti.
All'improvviso ecco che carta, penne, gomme, pennarelli, scotch e colla (solo per fare gli esempi più lampanti) diventano introvabili. Una decisione, questa, che penalizza ulteriormente i bambini e le loro famiglie, non tenendo in alcun conto le loro necessità in questo periodo di reclusione forzata.
Qual è la ratio di tale decisione?
Sono diverse le ipotesi emerse in questi giorni: da un lato, sembra che i supermercati abbiano scelto di vietare la vendita di questi prodotti per evitare assembramenti nelle corsie. In realtà, considerato che gli ingressi avvengono in maniera contingentata, non sembra possibile che ciò accada. Dall’altro lato, anche l'argomento della "non concorrenza sleale" alle cartolerie attualmente chiuse non regge, in quanto altri articoli sono comunque in vendita.
Pertanto, considerato che:
- il decreto si limita a specificare, all’allegato 1, la tipologia di esercizi che possono rimanere aperti (supermercati e ipermercati), senza fare riferimento alle categorie merceologiche che possono essere vendute;
- L’articolo 29 della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia precisa che l’istruzione deve cercare di favorire anche lo sviluppo della personalità del bambino e lo sviluppo delle sue qualità e delle sue attitudini mentali e fisiche. I bambini, anche se non vanno a scuola, stanno continuando a svolgere molti compiti, e la componente creativa è fondamentale per il loro benessere psicologico in questo difficile frangente.
CHIEDIAMO
l'inserimento in tempi brevi, nel prossimo decreto o in un documento ufficiale appositamente redatto, di tutti gli articoli di cartoleria, cancelleria e materiale scolastico, dando disposizione alla GDO di reinserire la disponibilità dei suddetti articoli tra quelli attualmente acquistabili.
La salute dei bambini passa ANCHE dal loro benessere psicologico: in questo momento così difficile, in cui i ritmi di vita e la loro istruzione è messa a dura prova, è fondamentale prendersi cura il più possibile di loro e delle loro famiglie, senza appesantirle ulteriormente.
Alessandro Garrone - Presidente Mus-e Italia Onlus

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 26 marzo 2020


