NO AL DISEGNO DI LEGGE SULL'OMOFOBIA/TRANSFOBIA

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Giovanbattista Bondesan ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

L'Associazione di volontariato - Movimento Evangelico Famiglie Italiane

RENDE NOTO QUANTO SEGUE:

in questa situazione di distrazione collettiva A CAUSA DEL CORONAVIRUS, chi ci governa, intanto, prosegue in silenzio in una direzione che ha come filo conduttore la limitazione della libertà dei cittadini, libertà intesa nei suoi vari aspetti.

Nel silenzio e nella distrazione generale, la conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso che il progetto di legge relativo alla omofobia/transfobia venga portato in aula il prossimo 30 marzo. Se dovesse passare, tale legge costituirebbe un ulteriore attacco alla libertà di pensiero e di opinione garantita dall’articolo 21 della Costituzione. È evidente ed è fuori di ogni discussione il fatto che ogni persona debba essere rispettata, proprio in quanto persona, qualunque sia la propria tendenza sessuale ed il proprio pensiero in proposito: e già esistono le leggi che condannano ogni violenza ed ogni offesa personale in tal senso.

Il pericolo costituito da quel progetto di legge è che esso finisca con l’introdurre nel nostro Paese il divieto ad esprimere qualsiasi parere od opinione su di un aspetto così delicato della vita umana. 

Le leggi contro l’omotransfobia, con il pretesto di voler proteggere persone omosessuali e transessuali dalla violenza e dalla discriminazione, in realtà pongono in pericolo la libertà di espressione, di religione e di associazione.

Le persone omosessuali e transessuali sono già giustamente tutelate dalla legge contro atti violenti, ingiuriosi o discriminatori, come tutte le altre persone, a prescindere dalle proprie tendenze sessuali. Invece, le leggi penali anti omotransfobia prevedono di punire con la reclusione mal definiti atti di omofobia o di transfobia. Anche sostenere il diritto dei bambini a crescere con una mamma e un papà, essere contro le adozioni gay, oppure dire che il sesso non si può cambiare, può essere interpretato come un atto "omofobico" o "transfobico". 

Peraltro, gli appartenenti ad associazioni "omofobe" sarebbero puniti (fino a sei anni di reclusione) e le proposte di legge spesso prevedono che il "colpevole omofobo" possa essere obbligato a prestare lavoro non retribuito in favore di associazioni LGBT. 

Il grave rischio in caso di approvazione di una legge anti omofobia è che chiunque manifesti pubblicamente sostegno per la famiglia naturale, per i diritti dei bambini, o promuova una sana visione della sessualità possa essere non solo condannato alla reclusione, ma anche obbligato a lavorare senza retribuzione per le associazioni gay e trans.

Presso la Commissione Giustizia della Camera dei deputati sono in fase di esame diverse proposte di legge penale contro l’omofobia e la transfobia, le quali sembrerebbero voler tutelare le persone omosessuali e transessuali dalla violenza e dalla discriminazione. Tuttavia, queste proposte presentano gravissime criticità e sono sostanzialmente inutili rispetto agli scopi dichiarati.

Le persone omosessuali e transessuali sono già tutelate dalla violenza e da altri atti lesivi, al pari di qualsiasi altro cittadino. Non risulta esserci in Italia una "emergenza omotransfobia", cioè una diffusione allarmante di violenze o discriminazioni omotransfobiche. Benché spesso il nostro paese venga "percepito" - forse per suggestione mediatica - come fortemente "omofobo", i dati non supportano tale percezione soggettiva: la più ampia ricerca della Fundamental Rights Agency dell’Unione Europea colloca l’Italia tra i paesi più sicuri d’Europa per quanto riguarda concreti episodi di violenza, minaccia e discriminazione; anche dai dati ufficiali dell’OSCE, dell’OSCAD e dell’UNAR emerge che non vi è una diffusione allarmante di illeciti omotransfobici.

Prevedere aggravanti o reati speciali di carattere omotransfobico rischia di trasformare le persone omosessuali e transessuali in una "categoria protetta e privilegiata" in violazione del principio di uguaglianza (art. 3 Cost.).

Il ricorso a termini ambigui e imprecisi come "omofobia" e "transfobia" contraddice principi fondamentali del diritto penale come il principio di tassatività e determinatezza della fattispecie.

L’espressione di opinioni, principi etici, convincimenti religiosi riguardanti la moralità o naturalità di tendenza e pratiche sessuali, che ispirino l’azione di individui o di associazioni, rischiano di essere interpretati come istigazione alla discriminazione omotransfobica (o fondata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere). Su migliaia di cittadini, di madri e padri di famiglia, di associazioni, penderebbe la spada di Damocle della reclusione, o anche solo della denuncia, a causa di posizioni in favore della famiglia naturale, della complementarietà dei sessi, della non fluidità dell’identità sessuale. Dunque, una legge anti omotransfobia sarebbe contraria agli artt. 18, 19 e 21 della Costituzione. 

Visto tutto ciò, invitiamo tutti i cittadini, mamme e papà e tutti i credenti cristiani evangelici a firmare la presente petizione affinchè tutto ciò possa essere fermato nelle sedi opportune. Inoltre invitiamo tutti i credenti Cristiani Evangelici a pregare il Signore, affinchè possa dare saggezza al Parlamento Italiano.

Per il Movimento Evangelico Famiglie Italiane

Giovanbattista Bondesan

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