Vittoria

LETTERA APERTA SULLA SALUTE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI DOPO L’ORDINANZA DEL 20 MARZO 2020

Questa petizione ha creato un cambiamento con 5.774 sostenitori!


Signor Presidente del Consiglio dei Ministri

Signor Ministro della Salute

Signora Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Signore e signori Presidenti delle Regioni

Vi scriviamo ben consapevoli del momento estremamente drammatico che il nostro Paese sta attraversando a causa dell’emergenza Covid-19, che come tutti i cittadini e le cittadine italiani viviamo con enorme angoscia.

Sappiamo che l’unico modo per uscire dalla terribile situazione in cui ci troviamo è comportarsi responsabilmente come comunità solidale. Proprio perché cittadine e cittadini responsabili e attenti alla cura della salute pubblica, sentiamo la necessità di un chiarimento circa l’ultima direttiva del Ministro Speranza (ordinanza del 20/3/2020), che limita ulteriormente le attività all’aperto, in particolare il punto B dell’articolo 1 (Ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale):

b) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona

In riferimento a questo comma chiediamo come si debbano comportare i genitori di figli minori, che siano impossibilitati a uscire individualmente. Siamo molto stupiti che sin dall’inizio delle restrizioni non siano state date indicazioni chiare su come comportarsi con le bambine e i bambini, generando confusione e ansia all’interno di molte famiglie.

Premesso che la raccomandazione generale di restare a casa è valida per tutti e deve essere rispettata per la sicurezza generale, e quella dei nostri figli in particolare, ci troviamo in forte difficoltà a interpretare questo comma dell’ordinanza.

Da un lato, esso riconosce il diritto a svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione alle persone adulte, dall’altro specifica che tale attività deve essere “individuale” ed esclude pertanto qualsiasi possibilità per le bambine e i bambini di uscire a prendere una boccata d’aria in caso di necessità, perché la loro uscita richiede necessariamente l’accompagnamento da parte di un familiare. In definitiva, un’interpretazione letterale della direttiva riconosce minor diritto di attività motoria ai bambini rispetto agli adulti, con grave danno per la salute fisica e psicologica dei minori.

La nostra impressione è che tali provvedimenti, presi sotto la pressione dell’emergenza, non abbiano tenuto conto dell’esistenza di fasce di cittadine e cittadini differenti dall’adulto autonomo, sano e benestante (persone con disabilità, senza-tetto e per l’appunto bambine e bambini), fino ad arrivare al paradosso che le esigenze degli sportivi adulti e degli animali da compagnia ricevono maggior attenzione rispetto a categorie assai più fragili, come quelle appena menzionate.

Ci sembra assolutamente necessario che nella situazione che stiamo attraversando ai cittadini siano offerte norme di comportamento ben chiare. Lasciare ampi margini di interpretazione genera infatti incomprensione, favorendo la nascita di un clima di sospetto ogni giorno più forte nel nostro Paese, un clima che si spinge talvolta fino alla violenza verbale, tanto più temuta se subita in compagnia di minori già di per se stessi emotivamente provati.

È infatti sull’enorme assenza dei bambini dalla considerazione politica che ci interroghiamo: come dobbiamo comportarci noi, genitori di minori impossibilitati a uscire individualmente?

Considerando che la durata dei provvedimenti restrittivi è probabilmente destinata a prolungarsi ben oltre il 25/3/2020, è tanto più necessario prendere in carico la situazione speciale dei bambini.

A queste delicatissime persone, cui è già stata tolta la scuola e ogni attività e relazione foriera di contatto, quindi in definitiva la totalità della loro vita nonché del loro campo di crescita, non possiamo chiedere di stare completamente recluse in casa sine die. Soprattutto considerando che non tutti i bambini hanno la fortuna di abitare in case grandi, dotate di giardino o terrazza, o di vivere in borghi sperduti tra i monti. Questa restrizione improvvisa e prolungata della libertà di movimento e di relazione inevitabilmente avrà effetti molto importanti sull’equilibrio psichico delle bambine e dei bambini: proprio per questo è estremamente importante prenderci cura di loro, cercando di attenuare il più possibile l’impatto di un’esperienza così traumatica ed adottando ogni strategia possibile per allentare la tensione fatalmente presente tra le mura domestiche.

La loro tenuta psico-fisica ci sta particolarmente a cuore, e ci sentiamo responsabili, in quanto genitori, di accompagnarli in questa tremenda, e già lunga, quotidianità stravolta senza pretendere da loro più di quanto sia richiesto ad un adulto autonomo. Nello specifico, sarebbe di enorme aiuto un chiaro pronunciamento da parte delle autorità competenti in merito alla possibilità per le bambine e i bambini di:

- svolgere attività motoria in prossimità della propria abitazione in compagnia esclusiva di un genitore o di un altro adulto appartenente al nucleo familiare

- usufruire degli spazi condominiali (cortili, terrazzi) in compagnia esclusiva di un genitore o di un altro adulto appartenente al nucleo familiare

Se ritenuto necessario dalle autorità competenti, la regolamentazione di tali attività potrebbe essere garantita tramite un modulo di autocertificazione per minori per le uscite in strada o nelle aree condominiali. L’autocertificazione potrebbe ad esempio riportare, oltre alla data, l’orario di inizio e fine dell’uscita, una volta stabilito un limite massimo giornaliero per ciascuna famiglia. Ci sembra che una misura come questa potrebbe servire a evitare gli assembramenti, alleviando allo stesso tempo le difficoltà della clausura forzata per i minori. Una norma chiara, inoltre, avrebbe anche il merito di evitare il ripetersi di violente recriminazioni e abusi coercitivi oltreché aggressioni verbali, già purtroppo verificatesi anche nei giorni precedenti l’ordinanza del 20 marzo.

Confidiamo, dunque, nell’accoglimento della nostra richiesta affinché questi piccoli cittadini e cittadine, che tutto sanno e tutto vedono della pandemia in corso, si sentano ascoltati, e compresi, dagli adulti.

Maria Scermino

Valeria Genovese

Carlotta Ferrara degli Uberti

Enrica Asquer

Martina Mazzetti

Francesco Tonucci

Marco Barbato

Guri Schwarz

Lucio Biasiori

Isabella Insolvibile

Marco Castaldo

Carola Pagani

Luca Rossomando

Karine Welzer

Alessandra Rocco

Lina Cascella

Tristana Dini

Alice Tavoni

Gaia Colombo

Viviana Cocchi

Maddalena Vaglio Tanet

Laura Pancrazi

Massimo Mongia

Alessandro Buono

Francesca Lucarini

Mila Orlić

Marco Bresciani

Silvia Lucarini

Giovanni Avitabile

Francesca Avitabile

Lucia Porzio

Francesco Genovese

Florinda Pettazzoni

Damiano Genovese

Paola Capriotti

Ilaria Genovese

 



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