Imprese noleggio con conducente autobus al collasso. Proposte per evitare il fallimento

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Le imprese che operano nel settore del noleggio con conducente autobus sono state DIMENTICATE da tutti i decreti emanati fino ad oggi a causa del COVID-19, pur restando una delle più colpite da questa grave crisi sanitaria epocale.

Si sono viste annullare il 100% del fatturato dalla mattina del 23/02/2020, data che rimarrà storica. 

Il governo non può non prendere atto che l'intera suddetta categoria andrà al collasso in breve tempo, lasciando a casa diversi migliaia di autisti e annullando tutto l'indotto che verrà di conseguenza colpito gravemente. Alcune categorie saranno sicuramente meccanici, carrozzieri, ditte di ricambi e, non per ultimo, le aziende petrolifere che forniscono centinaia di milioni di litri di gasolio all'anno che il settore paga ovviamente con regolari accise.

Questo settore è il motore del turismo italiano, in tutti i sensi. Senza di esso tutto il comparto turistico, che fino ad ora ha occupato circa il 13% del PIL, potrà subire grosse ripercussioni.

Per tutto quanto riportato sopra, con la presente petizione, si vogliono portare all'attenzione diverse proposte di provvedimenti che potrebbero scongiurare il fallimento di migliaia di suddette imprese:

1- Acconti Irpef/IRES 2020 (giugno novembre 2020) posticipati a saldo, a giugno 2021. Non è possibile, in tale emergenza, pagare acconti nel 2020, sulla base del reddito dichiarato nel 2019.

2- Contributi INPS anno 2020 figurativi.

3- Sospensione dell’inserimento dei contribuenti con codice ATECO 493210/493220/493909/503000, soggetti ad accertamento per sforamento dei parametri ISA 2020.

4- CIG per tutte le imprese del settore (compresi gli organismi economici di cui all’art.7 comma 1, legge 21/92), anche se con meno di 5 dipendenti con intervento chiarificatore del Governo presso l’INPS per lavoratori para subordinati e a tempo determinato, al fine di evitare che le sedi territoriali INPS, respingano le domande avanzate dalle imprese.

5- l’esclusione dall’obbligo di emettere gli scontrini elettronici per coloro che effettuano servizio pubblico non di linea di persone.

6- Istituire un fondo di garanzia pari ad almeno il 50% del fatturato certificato sulla base dell’anno precedente (2019)

7- Congelamento per un periodo di almeno 6 mesi di tutti i mutui e leasing in essere con Banche o altri istituti di credito.

8- Mantenimento della fatturazione mensile per i servizi atipici come da contratto compreso servizi di scuolabus senza decurtazione di chilometri o giornate e relativo pagamento da parte dell’ente di cui contratto.

9- Proroga di 24 mesi dei contratti di tutti i servizi atipici in essere con Enti pubblici.

10-Tenuto conto che gli autobus sono fermi e quindi non soggetti a possibili rischi o sinistri si chiede l’allungamento del periodo assicurativo pari al periodo di crisi mantenendo il costo iniziale della polizza spostando la scadenza di tanti giorni quanti dichiarati dall’inizio fino alla fine della crisi.

11-Sospensione delle tasse di proprietà meglio conosciute come Bollo auto per tutti i veicoli con licenza da noleggio con conducente, scuolabus compresi.

Si chiede che le richieste di cui sopra vengano stabilite per Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Solo prendendo in carico le richieste ivi avanzate, avrebbero ragion d’essere i provvedimenti come il differimento di imposte tasse e contributi proposti in queste ore, oppure la sospensione o il differimento di mutui o finanziamenti a qualunque titolo accesi. Inoltre si segnala che il Dpcm attuativo del “decreto Coronavirus”, approvato il 25 febbraio, tra le varie misure, prevede la sospensione fino al 03 aprile 2020 dei “viaggi di istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”. In ordine al recesso dei partecipanti, è stabilito che si applichi quanto previsto dall’articolo 41 del Codice del Turismo, ossia il rimborso senza penali. Più in generale, i provvedimenti di cui sopra, concedono i rimedi contemplati dal Codice del Turismo, richiamandolo espressamente, sebbene in esso si disciplinino casi differenti da quelli oggetto del provvedimento Ministeriale.