DIRITTO ALLA SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO E CORONA VIRUS

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Noi ai tempi del Corona virus ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

Diritto alla sicurezza sui posti di lavoro di cui all’art. 9 “Tutela della salute e dell'integrità fisica” dello Statuto dei lavoratori” (Legge n. 300/70) che non può limitarsi all’uso delle mascherine e al distanziamento sociale ma presuppone la verifica dei test sierologici e del “tampone orofaringeo” anche per i lavoratori non sintomatici. Al di là di indicazioni non chiare sulla “gradualità” e arbitraria discriminazione sulle attività ritenute prioritarie e per un concreto avvio della Fase 2 va richiamato il solo criterio discriminativo scientificamente comprovato: quello del rientro al lavoro degli operatori negativi ai test diagnostici e la inibizione a quelli che risultano contagiati e potenzialmente contagianti. A questi riservare alberghi sanitari o simili dove completare il periodo di quarantena sino alla negativizzazione dei test. Inaccettabili i decessi del triangolo industriale Milano-Bergamo-Brescia come dei 150 medici e degli 11.000 operatori sanitari infettati con conseguenti denunce ai datori di lavoro con l’ovvio sostegno delle organizzazioni sindacali segnalati dall’INPS. 

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