ABROGAZIONE LEGGE TAGLIO ALLE INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO IN CASO DI RICOVERO.

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Giulio mancuso ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

 petizione circolare INPS 18291 del 26/09/2011

Buonasera a tutti,

mi chiamo Giulio M. intendo aderire anche io alla petizione per chiedere l'abrogazione dell'assolutamente iniqua circolare INPS 18291 del 26/09/2011, che chiarisce l'ultimo comma dell'art.1 della legge n.18/1980.

In questi giorni mi sono visto recapitare una lettera con la quale l'INPS mi intima la restituzione di gran parte della mia indennità mensile di accompagnamento per essere stato ricoverato in un Istituto di riabilitazione specializzato per oltre 30 giorni.

Trovo profondamente ingiusto ed assolutamente irrispettoso tale provvedimento, in quanto per la Legge, durante tale periodo di ricovero, come beneficiario dell'indennità, avendo ricevuto cura ed assistenza dallo Stato, sarebbe venuto a mancare il bisogno del supporto economico dato dall'indennità di accompagnamento stessa.

Prendiamo il mio caso, però, per dimostrare come tutto ciò risponde, solo in parte, alla realtà.

Io risiedo in Calabria, ove, purtroppo, non esistono centri con personale ed attrezzature specializzate per la fisioterapia di cui avrei bisogno, per cui, da anni, sono costretto, con la mia famiglia, a dovere sborsare ingenti somme per viaggio, vitto e alloggio dei genitori e tutta una serie di ulteriori spese. Per intenderci: mia madre deve provvedere al lavaggio quotidiano dei miei indumenti che, viceversa, sarebbero si trattati dall'Istituto, ma a pagamento. Inoltre, l'Istituto si trova ad oltre 100 km dall'aeroporto di Milano, per cui, per ovvi motivi, sono costretto a pagare minimo 100 euro di servizio taxi. E non parlo proprio dell'assistenza emotiva che mi viene offerta dai miei genitori.

Ripeto, non voglio accentrare il discorso su di me che ho 39 anni, ma pensiamo un po’ ad un bambino gravemente ammalato o afflitto da gravissime forme di disabilità: come farebbe senza il sostegno continuo di una mamma o di un papà, tra l'altro assolutamente indispensabili per prestare il proprio consenso alle più svariate forme di cura o di ulteriori protocolli da seguire?

Le cure, le premure, l'affetto che un genitore offre al proprio figlio sono un aiuto ed un sostegno psicologico assolutamente fondamentale per il paziente, ma la loro presenza comporta ingenti spese: devono pure poter mangiare, dormire e spostarsi, perché spesso, tali centri si trovano ben lontani dalle proprie residenze.

Spero, pertanto, che gli organi competenti possano intervenire con un'appropriata misura di abrogazione di tale iniqua ed offensiva circolare, restituendo, oltre che un concreto sostegno economico, la giusta dignità a chi, purtroppo, è già costretto ad affrontare quotidianamente difficoltà di ogni tipo.

 

 

 

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