Il Trebbo non si tocca!

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Trebbo: dal latino trivium, riunione di amici, veglia, incontro.Il punto di incontro tra le vie del poeta, dell'attore e dello spettatore.

Queste sono le fondamenta su cui nel 1963 a Milano, in Via De Amicis 17, nasce il Centro di resistenza culturale “Il Trebbo”.

Toni Comello, raro Maestro della Parola, ne è stato il fondatore ed oggi è diretto dal figlio Giulio.

Sin dagli albori, poeti come Ungaretti, Montale, Quasimodo sono stati presenti in maniera attiva al Trebbo dando, anche con la loro poesia, ispirazione per alcuni degli storici spettacoli ivi rappresentati.

Non solo la Poesia è stata musa ispiratrice, ma anche la Musica, la Storia, le Civiltà , le Scienze, materie che grazie alla sensibilità artistica di Toni Comello sono diventate spettacoli che tuttora vengono rappresentati giornalmente al Trebbo.

Da 45 anni sino ad oggi, il Teatro Trebbo è una delle maggiori realtà della Lombardia nel settore dello spettacolo per la scuola, con una media di 32.000 bambini che ogni anno partecipano alle lezioni-gioco-spettacolo.

Qui si materializzano l'Antico Egitto o l'Italia Risorgimentale, gli uomini primitivi o quelli del medioevo, si incontra il corpo umano, la matematica, Odisseo o la commedia dell’ arte.

Grazie alla struttura con cui sono stati ideati gli spettacoli il bambino è facilitato nell'apprendimento, poiché egli stesso ne è parte integrante, diventando personaggio durante lo svolgimento della storia avendo così, attraverso il gioco, la possibilità di apprendere, o consolidare, gli argomenti studiati a scuola.

Il lavoro che si fa al Trebbo è serio ma non serioso, onesto, intelligente, divertente e per questo apprezzato dai bambini e non solo da questi, molto spesso le maestre che oggi accompagnano le scolaresche hanno partecipato agli stessi spettacoli quando erano bambine.

Un filo che attraversa generazioni di esseri umani, un filo che oggi rischia di essere spezzato.

  • La storica sede del Trebbo, in Via De Amicis 17, appartiene al Comune di Milano a cui viene pagato un congruo affitto. Nonostante questo, ad ogni scadenza di contratto il comune, probabilmente allettato da altri guadagni, minaccia lo sfratto del Trebbo senza proporre nessun tipo di sede alternativa.

Tutto questo senza considerare che la chiusura del Trebbo non è certamente un guadagno per la città di Milano ma una irreparabile perdita, la perdita di un'istituzione che ha educato generazioni di bambini ad amare la cultura, a farla propria, a sentirla come mezzo di elevazione personale.

Se in passato si è sempre riusciti ad arrivare ad un accordo con il Comune, grazie anche al sostegno e alle testimonianze di prestigiose figure del mondo della cultura e soprattutto delle famiglie milanesi, oggi, complice anche l'imbarbarimento che caratterizza questo momento storico, la minaccia rischia di diventare realtà.

Invitiamo tutti gli abitanti della città di Milano e della Lombardia a firmare questa petizione in modo che il Trebbo non solo possa rimanere nella sua storica sede, ma possa altresì acquisire un nuovo spazio nello stesso stabile così da poter meglio accogliere le scolaresche provenienti da tutta la Lombardia, che ad oggi non hanno un luogo dove stazionare in attesa di poter accedere al teatro o consumare un pranzo al sacco (Milano non offre nessun servizio di questo genere alle scolaresche in visita nella città).

  • nella marea dilagante, oceanica, di parole immagini segni stravolti dall’insignificanza per misera demente ripetizione, armi tossiche in mano a bambini che narcotizzano il tempo del pensiero, occorre resistere, fuori moda, in un altro mondo sulle barriere del silenzio e dell’immobilità, in centri appartati, inapparenti, implosivi, lontano dal sorriso ebete del successo. solo da concentrazioni assolute senza scadenze e compensi, nascerà il metodo nuovo di cui il mondo ha bisogno, il logos per reggere il nostro futuro.
  • Toni Comello Barcellona, 2001

 


La petizione è indirizzata a:

Sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Assessore alla Educazione e Istruzione, Laura Galimberti.

Assessore alla Cultura, Filippo Del Corno.

Assessore al demanio, Roberto Tasca.