DIGNITÀ PER LE PERSONE CHE SOFFRONO PER UNA MALATTIA MENTALE

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I cittadini abruzzesi che devono gestire una malattia mentale hanno diritto agli stessi livelli essenziali di assistenza degli altri cittadini italiani. Oggi non è così! In Abruzzo la situazione per le persone che soffrono di una malattia mentale si va facendo sempre più insostenibile. E non solo per colpa dell’emergenza COVID-19. L’analisi dei trend 2015-2017 per ogni Regione, ricavati dal Sistema Informativo Salute Mentale del Ministero e condotta dalla SIEP, evidenzia per l’Abruzzo fortissime criticità. Una Regione civile non può permettersi questa situazione. E’ urgente quindi e necessario un diverso sistema di cura

- che agisca su tutte quelle che sono le forme della vita sociale in generale, la famiglia, il lavoro, l’abitare, il tempo libero, la vita della comunità,

- che sposti le risorse dalle rette ai budget di salute finalizzati ad attuare il Piano Terapeutico Individuale (P.T.I.) per ogni persona presa in carico da un Centro di Salute Mentale.

Le norme ci sono, ma perché queste norme diventino efficaci occorrono più risorse e occorre una forte attività di programmazione, valutazione e monitoraggio da parte della Regione. 

Chiediamo alla Regione:

●        che venga dedicato alla salute mentale il 5% delle risorse del Fondo Sanitario Regionale attingendole sia da quanto si deve risparmiare  in rette sia da quelle finalizzate agli investimenti provenienti dalle risorse del Recovery Fund e da altri Fondi Europei che dovessero aggiungersi;

●        che queste risorse vengano prioritariamente dedicate:

-        a promuovere una rete di servizi territoriali: borse lavoro e altri servizi di inclusione lavorativa, assistenza sanitaria integrata da quella sociale a domicilio, soluzioni abitative appropriate, Centri Diurni pubblici, attività integrative del Terzo Settore;

-        a potenziare i Centri di Salute Mentale rafforzando il personale dal punto di vista quantitativo e arricchendolo di tutte le figure professionali (Psichiatri, Assistenti Sociali, Psicologi, Infermieri ma anche Tecnici della riabilitazione ed Educatori).

E’ importantissimo che si dia continuità al sistema delle borse lavoro introducendo gli elementi migliorativi stabiliti già nel 2018 dal Governo Regionale con la Delibera 178, in particolare istituendo nel Bilancio Regionale un Fondo dedicato.

Chiediamo alla Regione:

●         che, attraverso le Associazioni, le famiglie e, quando possibile, gli stessi utenti siano considerati interlocutori privilegiati delle scelte;

●         che venga impressa  una forte spinta alla integrazione tra il mondo della Sanità, quello dei Servizi Sociali dei Comuni, dei servizi per l’Impiego  e del mondo delle imprese profit e non profit.

Reiteriamo perciò la richiesta di istituzione, da parte della Regione, di un Tavolo tecnico sulla Salute Mentale non pletorico, ma rappresentativo.

Siamo famigliari di persone che soffrono di un disturbo mentale grave e persistente e che, spesso, rende invalidi per tutta la vita; e cittadini che non vogliono essere indifferenti. Pensiamo che lo scopo del nostro impegno e in generale il lavoro delle Istituzioni che si occupano di malattia mentale non sia quello di trovare dove collocare le persone, ma di aiutarle a vivere con dignità la propria vita.

Per far vincere queste idee ci siamo messi in rete - Associazioni e Organizzazioni Sindacali - costituendo l’Osservatorio Regionale sulla Salute Mentale il 10 ottobre 2019. Adesso chiediamo a tutti quelli che lo vorranno di sostenerci firmando la petizione.