Vogliamo il diritto dei parenti a stare a fianco dei malati- ospedali aperti

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Siamo nel 2019 e devo ancora assistere a cose che mi fanno perdere la testa.

Ieri sera ho dovuto chiamare un'ambulanza per una persona che stava male.

Paziente spaventato, famigliari spaventati, arriva l'ambulanza in 19 minuti in codice giallo.

In questi 19 minuti (tempo in media nazionale) ovviamente la preoccupazione e l'agitazione salgono.

Arriva l'autoinfermieristica, raccoglie due notizie, carica il paziente, inizia la visita e chiude la porta.

No scusa e il marito? va bhe.

Dopo le prime procedure, ecco la comunicazione: andiamo in pronto soccorso xxx, lei segua con la macchina.

" No, scusi, vorrei venire con mia moglie.". " Ma no guardi non serve, venga in macchina".
E parte.

In pronto soccorso stessa medesima scena che vi abbrevio, ma che è durata 5 ore: medici che visitano, e fanno uscire il marito, danno notizie 1 volta ogni due ore (e si parlava di un possibile intervento chirurgico in emergenza). E la carenza di notizie continua anche nel giorno seguente.

No fatemi capire ma fate sul serio?
Siamo ancora a questo livello?

Poi la gente mi chiede perché Salvagente si impegna così tanto con il progetto di comunicazione in Terapia intensiva.
Ecco il perché.

Dannazione! Ma lo volete capire che non siete i padroni del mondo? Lo volete capire che un parente ha bisogno di essere accudito oltre che il paziente? Lo volete capire che il paziente ha bisogno dei suoi affetti più cari di fianco e non solo di voi? Lo capite che questa persona fino a 10 minuti fa era seduta tra amici, ed in 20 minuti si è vista catapultata in una situazione a rischio ed era spaventatissima?

 

Non c'è una sola ragione scientifica o medica per togliere il parente ad una persona che soffre, non esiste. Nessun parente se gestito, a parte rare eccezioni, intralcia il lavoro. Forse è il caso di iniziare a farlo. Questo è un aspetto della sanità che dobbiamo assolutamente cambiare, e con il prossimo ministro della salute sarà una priorità assoluta.

 

 

Questa è una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme, tutti. Non ci lasciate soli perché è troppo importante.

Vogliamo il diritto dei parenti a stare al fianco dei loro cari. Vogliamo ospedali aperti, senza orari di visite contingentati, che non vuol dire assenza di regole ma vuol dire maggior benessere per il paziente.