Infermieri e specializzandi per una sanità migliore

0 hanno firmato. Arriviamo a 200.


Gentile Ministro Giulia Grillo,

mi chiamo Michele Introna, e sono medico specializzando per la Scuola di Anestesia della Università Statale di Milano. Ho deciso di appellarmi a lei dopo aver appreso dai media della preoccupante vicenda in corso all'Ordine dei Medici di Bologna. Leggo infatti che il suddetto avrebbe radiato l'assessore alla Sanità dell'Emilia-Romagna Sergio Venturi sulla scorta della nota questione delle ambulanze con a bordo solo infermieri. Trovo questa vicenda grottesca, e sintomo di una battaglia culturale che noi medici del futuro dovremo combattere, per non perdere l'eccellente qualità di un sistema sanitario tra i migliori al mondo. Sarò chiaro, spero di trovare in Lei un interlocutore attento ai "pesci piccoli" del sistema. La sanità "medico-centrica" che ha in mente il dottor Giancarlo Pizza è totalmente obsoleta. Da giovane medico in formazione sento tutti i giorni la necessità di un cambiamento dell'organizzazione, che metta al centro dei processi di cura gli infermieri e gli specializzandi. Trovo che la maggior parte dei compiti che attualmente vengono svolti dai dirigenti medici possano essere tranquillamente delegati al personale infermieristico, coadiuvato dal lavoro che già gli specializzandi svolgono, e che viene sottaciuto perchè non previsto dalle norme vigenti. In tutti i paesi che dovremmo tenere come benchmark (Francia, Germania, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Svizzera) lo specializzando ha un ruolo di responsabilità diretto nei processi di diagnosi e cura, commisurata al suo grado di formazione, e diretta da un tutor "senior" che ne coordina il processo. In questi sistemi, e in maniera diversa, l'infermiere ha spesso un ruolo molto maggiore nel fornire l'assistenza, anche con una certa autonomia decisionale per le questioni di sua pura competenza. Questo è il modello che sogno. Sono stufo di crescere professionalmente in un sistema in cui il corporativismo della classe medica osteggia qualsiasi cambiamento in questo senso, mascherandosi dietro alla presunta maggior sicurezza per il malato. Dovremmo prendere atto con coraggio che in Italia non esiste un problema di carenza di medici, basta confrontare i numeri del nostro con i paesi che citavo sopra, omogenei in tutta l'area euro/USA grossomodo. Esiste un problema di disorganizzazione che assegna ai medici una miriade di compiti che ne diminuiscono la produttività e ne aumentano il grado di stress, compiti che potrebbero tranquillamente essere appannaggio di giovani medici in formazione e infermieri qualificati. Il risultato sarebbe una miglior gerarchizzazione del sistema, con pochi vertici ad elevata responsabilità (e quindi maggior stipendio) e molta maggiore autonomia a figure che ancora oggi sono sottomansionate rispetto alle competenze che hanno. Quando leggo di battaglie oscurantiste come quella del dottor Pizza, che antepone la difesa corporativista della categoria ad una decisione di politica sanitaria, vengo assalito dal desiderio di dire la mia perchè le cose cambino. Desidero fare crescere mia figlia, che nascerà in Febbraio, in un paese moderno, in cui la sanità si modifichi e si sviluppi includendo tutte quelle figure professionali che tanto lavorano per tenerne alto il livello. Cordialmente. Michele Introna



Oggi: Michele conta su di te

Michele Introna ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Giulia Grillo: Infermieri e specializzandi per una sanità migliore". Unisciti con Michele ed 109 sostenitori più oggi.