Diciamo NO al taglio dei buoni Celiachia

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ECCOVI IL PASSAGGIO CRUCIALE DETERMINANTE: “I LARN NON SONO APPLICABILI AI CELIACI PERCHE’ CON ELEVATA PROBABILITA’ SOTTOSTIMANO I FABBISOGNI”.
E’ doverosa una premessa: Saremo educati e composti ma anche ripetitivi ed ossessionanti. Continueremo a fare domande su questi argomenti fino a quando non riceveremo risposte sensate. Le dovete ai celiaci ed ai lavoratori.

PER QUALE MOTIVO, NEL COMUNICATO STAMPA AIC, NON SI FA RIFERIMENTO AI NEGOZI SPECIALIZZATI SENZA GLUTINE CHE SONO LE ATTIVITA’ PIU’ SCELTE DAI CELIACI IN ASSOLUTO?

Leggiamo che “il calo dal 2006 a oggi dei prezzi dei prodotti senza glutine del 7% nelle farmacie e fino al 33% nei supermercati, ha reso necessaria la revisione dell’assistenza ai malati di celiachia”. Avete dimenticato qualcosa?

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Non sarà mica che i negozi non vengono citati perchè gestiscono prodotti di qualità, e quindi più costosi? Questo aspetto è determinante
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E’ palese ed addirittura ovvio, anche per un bambino, che se inseriamo il lavoro dei Negozi Specializzati Senza Glutine all’interno delle statistiche (che ci hanno propinato), le motivazioni del Decreto crollano inesorabilmente.

IL MERCATO SPECIALIZZATO E’ STATO RICHIESTO A GRAN VOCE PROPRIO PER PERMETTERE AL CELIACO DI VIVERE UNA VITA MIGLIORE NELL’AFFRONTARE LA PROPRIA MALATTIA.

ED ALLORA, VISTO CHE SIAMO TUTTI RESPONSABILI DELLA COSA PUBBLICA, COMPRESO IL SOTTOSCRITTO, CERCHIAMO DI TROVARE LA SOLUZIONE PER TORNARE INDIETRO

Lo Stato deve risparmiare con la dematerializzazione nel mercato specializzato (e non in gdo). Bisogna restituire ora dignità a chi lavora e a tutti i celiaci che meritano di mangiare in maniera sana, con la possibilità di poter scegliere.

 



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