Creazione del Servizio di Medicina Territoriale sullo Stalking nelle ASP

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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE
per l’affido alle strutture esistenti e costituende alle competenze dei distretti socio-sanitari, delle ASP per la creazione del Servizio di Medicina Territoriale sullo Stalking

Premessa

Il fenomeno dello Stalking, definito "Atti persecutori" dal codice, è divenuto di moda prima che il legislatore lo prevedesse normativamente. Esso consiste in un atteggiamento di grave petulanza ed interferenza nella vita di una persona, provocandole un insieme, spesso variegato e molto grave, di conseguenze indesiderate, che possono degenerare in vere e proprie patologie psicologiche, e non solo, per la vittima dello Stalking. Il termine, importato dal linguaggio venatorio anglosassone, sta ad indicare proprio l’atto del braccare effettuato dal predatore (stalker) sulla sua preda.

Lo Stalking non era adeguatamente punito, nel nostro ordinamento, con fattispecie quali le molestie (art. 660 c.p.), poiché questa fattispecie tutela in primo luogo l’ordine pubblico e solo mediatamente l’individuo, vittima delle molestie. Occorre sottolineare, comunque, che “la lesione o messa in pericolo della tranquillità personale”, reale oggetto di tutela, “può sfociare in un’aggressione alla libertà individuale”, perciò in passato si è tutelato la prima solo ove e se si fosse leso anche un bene giuridico tutelato con altre fattispecie dal codice, e con modalità meno subdole e ben più visibili dello Stalking.

Difatti, solo quando lo stalker aveva "trasmodato verso le sequenze più violente della sua condotta" si poteva configurare una lesione che partiva dal minimo delle molestie fino ad aggressioni via via più incisive e deleterie per la vittima. Non rari sono gli omicidi quali conseguenza evitabile e punibile dall'ordinamento, poiché lo Stalking è un atteggiamento tanto invasivo quanto strisciante, spesso; e in questi casi, quelli di omicidio in particolare, si ha una sostanziale "sconfitta" dello stato di diritto e della società civile. Il fatto è che a volte lo stalker è spesso autore e vittima dello stalking. 

E non è un caso che gli ordinamenti che già prevedono un reato simile agli atti persecutori, accompagnano lo stesso reato con misure terapeutiche e sociali per la vittima e per lo stesso stalker.

A tal proposito risulta dunque necessario focalizzare l’attenzione sul bene oggetto di tutela, ovvero la libertà morale, vista sotto diversi punti di vista, o la “tranquillità psichica” a seconda dell’evento che si realizza, al fine di arginare la condotta di reati pluri offensivi che potrebbero causare alla vittima del reato grave stato di ansia o di paura, poiché ciò lederebbe l’integrità funzionale psichica oltre che appunto la più ampia libertà morale.

Finalità

Questa proposta di progetto di Legge Regionale punta alla previsione per l’istituzione presso le Aziende Sanitarie Locali (ASP Provinciali) di centri anti - stalking dove saranno accolte sia le vittime che gli autori degli atteggiamenti persecutori per lavorare sul loro recupero e sul loro potenziale reinserimento sociale mediante programmi appositi ed ausilio di personale medico-specializzato. È prevista, inoltre, l’istituzione di un Osservatorio regionale per la consulenza, il monitoraggio, la promozione di studi, ricerche e campagne di informazione e sensibilizzazione, che provvederà anche a stipulare protocolli d’intesa con l’autorità giudiziaria e l’autorità di pubblica sicurezza per la definizione di interventi integrati.

Relazione Illustrativa

Secondo l'Istat, in Italia le donne fatte oggetto di comportamenti persecutori (telefonate, lettere, pedinamenti e atti vandalici) che rientrano nel cosiddetto “stalking” ART. 612 bis c.p. - Decreto Legge 23 Febbraio 2009 n. 11 - LEGGE 23 Aprile 2009 n. 38 "Reato di Stalking " sono oltre 2.077 mila, 937 mila delle quali è stata vittima anche di violenza fisica o sessuale.

La Regione Calabria potrebbe avviare una proposta di legge 'ad hoc', che prevede l'istituzione presso le Asl di servizi anti - stalking che possano servire a sostegno alle vittime (nel 80% dei casi di sesso femminile) e avviare processi di prevenzione attraverso percorsi di recupero degli autori (nel 70% dei casi di sesso maschile).

Tutto ciò potrebbe poi essere facilitato dalla stipula di protocolli d'intesa con autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza per definire strumenti di contrasto, quali appunto la creazione di  un  osservatorio regionale sullo stalking con compiti di monitoraggio e consulenza.

L’introduzione nel nostro ordinamento di una norma idonea a tutelare le vittime dello stalking, seppur avvenuta sulla spinta di quei fatti di cronaca che spesso costituiscono il più importante catalizzatore delle attenzioni di un legislatore particolarmente emotivo, non costituisce un fungo isolato, ma esprime fondate esigenze di protezione che hanno trovato risposta anche in altri paesi europei.

Il fenomeno a cui si fa riferimento è innegabilmente semplice, potendo accadere in qualsiasi rapporto umano che una persona, spinta dal desiderio di possedere o di avere una relazione con un’altra persona, la perseguiti anche in modo ossessivo e continuativo. Ma il fenomeno diviene al tempo stesso complesso, laddove si consideri come dinnanzi a determinati comportamenti (essere seguiti, pedinati, sommersi da sms e/o e-mail, molestati con approcci di ogni genere), che pure potrebbero rimanere al di sotto della soglia del penalmente rilevante, le vittime non riescono più a lavorare, ad avere una normale vita sociale, fino a subire gravi danni psicologici e fisici.

Il presente schema di disegno di proposta di legge regionale è stato predisposto per fornire una risposta concreta nella lotta contro la violenza, perpetrata sulle donne, sotto forma del cd. Stalking (letteralmente: fare la posta), ovvero molestie insistenti, fenomeno in costante aumento ed in relazione al quale l’ordinamento non è in grado di assicurare un presidio cautelare e sanzionatorio efficace.

Gli atti di violenza, in specie quelli di natura sessuale, spesso sono preceduti da atti persecutori che sfuggono ad ogni sanzione e che, con la presente proposta, potranno essere finalmente perseguiti.

Da una recente ricerca risulta che su trecento delitti commessi fra partner o ex partner l’88% ha come vittime le donne e nel 39% dei casi si tratta di crimini annunciati in quanto si verificano dopo un periodo più o meno lungo di molestie e persecuzioni.

La crescente rilevanza del fenomeno ha indotto i legislatori di molti Paesi ad intervenire definendo una nuova, apposita fattispecie di reato. Legislazioni specifiche anti - stalking, appartenenti inizialmente alla dottrina di Paesi di common – law, sono state introdotte in USA, Australia, Canada, Nuova Zelanda e, in Europa, nel Regno Unito, in Austria, in Belgio, in Danimarca, in Irlanda ed in Germania.

Nella maggior parte degli ordinamenti stranieri, ai fini della configurazione del reato di stalking si richiede una “serie di comportamenti ripetuti” anche se non viene indicato un numero minimo di condotte, fatta eccezione per il Regno Unito la cui legislazione ritiene sufficiente la reiterazione del comportamento per due volte.

In linea generale, lo stalking è individuato dalla scienza sociologica nel comportamento assillante e invasivo della vita altrui realizzato mediante la reiterazione insistente di condotte intrusive, quali telefonate, appostamenti, pedinamenti fino, nei casi più gravi, alla realizzazione di condotte integranti di per sé reato (minacce, ingiurie, danneggiamenti, aggressioni fisiche). Si tratta, quindi, di comportamenti persecutori, diretti o indiretti, ripetuti nel tempo.

Nel modello di legislazione adottato fuori dall’Europa la definizione della condotta è estremamente ampia ed è solitamente accompagnata da una descrizione delle reazioni di ansia o paura delle vittime, mentre nel modello europeo sembra prevalere una definizione più dettagliata dei comportamenti tenuti dallo stalker.

Tipi di persecutori

A seguito dell'analisi dei profili psicologici di numerosi stalker, si è giunti ad individuarne sette tipologie, distinte in base ai bisogni e desideri che spingono a stabilire una relazione, a connotazione ossessiva, che spesso esiste solo nella mente dell'attore.

Una delle classificazioni maggiormente accreditate, nella letteratura di prevalente origine anglosassone, riconosce le seguenti tipologie di "molestatore assillante". Tuttavia, un progetto di ricerca della Sezione Atti Persecutori, anche in collaborazione con Università e altri attori istituzionali competenti in materia, sta analizzando i comportamenti persecutori della casistica italiana per individuare i profili degli offender "nazionali" e sondare le differenze con quelli già esistenti. Alla luce del paradigma della "teoria del campo" di Kurt Lewin, infatti, le caratteristiche del contesto socio-culturale dell'offender e in cui si verifica l'evento, sembrano influenzare in modo determinante il comportamento.

In tale cornice di riferimento è allo studio, a cura della Sezione Atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche, una "matrice" statistico-comportamentale sull'autore di atti persecutori, vessativi o sessualmente finalizzati e sulle dinamiche intime della vittima, anche al fine di giungere alla redazione di un "protocollo di intervento", puntuale e contestualizzato nella realtà italiana, ad uso di operatori del sociale e delle Forze di Polizia.

Il "risentito" rappresenta una tipologia di stalker presente in letteratura. Si tratta di solito di un ex-partner che desidera vendicarsi per la rottura della relazione sentimentale causata, a suo avviso, da motivi ingiusti. Forte di questo risentimento, si sente spinto a ledere sia l'immagine della persona (per esempio, pubblicando sul web foto o immagini osé oppure stampando volantini con frasi oscene per farli girare nell'ambiente di lavoro della vittima) sia la persona stessa (aspettandola fuori casa per farle delle scenate), sia danneggiando cose di proprietà (rigando, per esempio, la macchina o forandone le gomme). Il problema più grave di questo tipo di stalker è legato alla scarsa analisi della realtà basata su sentimenti di rancore e odio che tendono a giustificare i propri atti in quanto reazione legittima al torto subito.

Motivato dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l'amicizia o l'amore è invece il "bisognoso d'affetto". Questo tipo di stalker agisce soprattutto nell'ambito di rapporti professionali particolarmente stretti come quello tra il paziente e lo psicoterapeuta. In questi casi i molestatori fraintendono l'empatia e l'offerta di aiuto come segno di un interesse sentimentale. Spesso il rifiuto dell'altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di superare qualche difficoltà psicologica o concreta e che prima o poi riconoscerà l'inevitabilità del rapporto amoroso proposto.

Più impulsivo ma meno resistente nel tempo è il "corteggiatore incompetente o cd. maldestro" che manifesta una condotta basata su una scarsa abilità relazionale e si traduce in comportamenti opprimenti ed esplicitamente invadenti, in questa categoria si rappresenta il corteggiatore fallito in cerca di dipartner. Questo si differenzia dalle altre categorie di molestatori in quanto risulta quasi innocuo poiché, nei fatti, è un soggetto che desiste facilmente e cambia continuamente bersaglio. Gli stalker di questo gruppo presentano una condotta persecutoria di solito di breve durata, desiderano corteggiare ma non lo sanno fare e finiscono per adottare atteggiamenti che possono risultare fastidiosi.

Nella categoria degli ex-partner rientra anche il "respinto" che manifesta comportamenti persecutori in reazione ad un rifiuto. Questo tipo di stalker è ambivalente perché oscilla tra due desideri contrapposti: da una parte desidera ristabilire la relazione mentre dall'altra vuole solo vendicarsi per l'abbandono subito.

Vi è poi, il "predatore" è uno stalker che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di molestatore che prova un senso di potere nel pianificare la caccia alla "preda".

Infine, il “molestatore in cerca di intimità” che è colui il quale, nel suo fantasticare, in preda ad una vera e propria erotomania, aggredisce indifferentemente vittime sconosciute e personaggi celebri di cui si è innamorato, con i quali si convince di poter instaurare una relazione. Le sue molestie, in questo caso, tendono ad essere più lunghe nel tempo.

Questo genere di stalking può colpire anche bambini e talvolta anche gli uomini, esso può essere agito anche da persone con disturbi psicopatologici di tipo sessuale come pedofili o feticisti.

Obbiettivi

Le ASP dovranno avere il compito di formulare specifici Piani e/o Atti Aziendali per la definizione ed organizzazione dei sistemi per la creazione dei Servizi ASP di Medicina Territoriale sullo Stalking

Il Servizio ASP di Medicina Territoriale sullo Stalking dovrebbe di norma prevedere i seguenti compiti:

a) raccogliere i dati sugli atti di violenza perpetrati nel territorio di competenza ed elaborarli al fine di predisporre una carta delle maggiori aree a rischio nelle quali è previsto il potenziamento degli interventi da parte dei servizi sociali, delle associazioni senza fini di lucro e delle Forze dell'ordine;

b) redigere annualmente una relazione alla Regione Calabria sull'evoluzione delle fenomenologie criminali attinenti ai reati di violenza di genere, presentare la carta di cui alla lettera a) e proporre nuovi strumenti amministrativi di tutela delle vittime;

c) verificare lo stato di attuazione delle politiche contro la violenza di genere nei vari settori della vita economica e sociale e segnalare le opportune iniziative;

d) predisporre e coordinare campagne di educazione e di comunicazione sui reati di violenza di genere dedicando particolare attenzione a specifiche campagne di sensibilizzazione;

e) favorire il coordinamento dei servizi antiviolenza nel territorio nazionale e dei progetti di prevenzione e di intervento, nonché del rapporto con le associazioni e con gli organismi impegnati nella prevenzione e nella lotta contro la violenza di genere.

Redattrice della proposta,

Cristina Mungo



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