Smettiamo di complicare la vita ai malati oncologici e cronici

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Molte medicine oncologiche hanno un alto costo e sono pertanto soggette (legittimamente) ad una erogazione controllata mediante "Piano terapeutico".
Il piano terapeutico viene compilato dal medico specialista e contiene la descrizione del trattamento comprensiva di posologia e  durata ovvero tutte le informazioni necessarie e sufficienti per individuare il farmaco da fornire, quando e quante volte fornirlo.

Fino all'anno scorso la procedura era relativamente semplice: si consegnava il piano terapeutico ad una farmacia ospedaliera di continuità e per tutta la sua validità era sufficiente presentarsi una volta al mese alla farmacia per ritirare il farmaco (questo perché la farmacia non puo' consegnare medicine per periodi che superino il mese di terapia). Certo, per i pazienti sarebbe meglio poter ritirare la terapia per periodi piu' lunghi , forse si potrebbe arrivare a due mesi ma capisco che rischiare di consegnare farmaci per decine di migliaia di euro al paziente che potrebbe anche non saperli conservare, e quindi sprecarli, sia da evitare. Diciamo che era un compromesso ragionevole.


Da circa un anno, qualche furbacchione annidato in un ufficio con la foto del Grinch al posto di quella di Babbo Natale, ha deciso che il piano terapeutico da solo non basta. Per ogni singola confezione di farmaco erogato, deve essere presente anche la ricetta del medico di base, ma non quella bianca dematerializzata. Quella rossa cartacea. Così adesso ogni mese oltre alla gita alla farmacià di continuità abbiamo la gita dal medico curante. Sempre in ore sottratte al lavoro.

Chiedo al ministro della salute:


1) il ripristino della validità del piano terapeutico come "documento necessario e sufficiente" per l'erogazione dei farmaci, eliminando il doppio adempimento (piano terapeutico e ricetta rossa)

2) Piu' in generale, la soppressione della differenziazione fra ricette dematerializzate (bianche) e ricette cartacee(rosse). Le ricette rosse cartacee vanificano, per i malati che necessitano di farmaci "ospedalieri", la possibilità di usare il fascicolo sanitario

3) consentire la trasmissione del piano terapeutico per via telematica. Ora come ora, lo specialista compila il piano terapeutico attraverso il sistema del servizio sanitario, poi lo stampa, lo firma e lo consegna al paziente. Il paziente lo porta alla farmacia di continuità dove il farmacista CONTROLLA SULLO STESSO SISTEMA DEL SERVIZIO SANITARIO che sia corretto e lo archivia.

4) Consenta la migrazione da piano terapeutico mensile a piano terapeutico annuale o trimestrale. Al momento, se un farmaco prima soggetto a piano terapeutico mensile, viene autorizzato al piano terapeutico annuale o trimestrale, i pazienti che stanno utilizzando il piano terapeutico mensile restano vincolati a quello

 



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