Beni confiscati alle mafie per il Diritto allo studio

Beni confiscati alle mafie per il Diritto allo studio

0 hanno firmato. Arriviamo a 500.
Più firme aiuteranno questa petizione a ottenere una risposta da parte del decisore. Aiuta a portare questa petizione a 500 firme!
Giovani Democratici Mun VII ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Giovani Democratici Municipio VII

Una grande vittoria per chi combatte la mafia, per i giovani e per il diritto allo studio. Così era stato salutata quattro anni fa la modifica al Codice delle leggi antimafia che prevedeva di versare una piccola parte del grande bottino miliardario confiscato alle mafie ai giovani pagandogli le borse di studio per frequentare l’università. Una misura simbolo per redistribuire ai giovani i soldi di chi soprattutto al Sud strangola l’economia e gli ipoteca il futuro costringendoli a fuggire. Peccato che da allora neanche un euro abbia finanziato il diritto allo studio che vede l’Italia in coda a tutti Paesi europei per risorse a disposizione e con in più la scandalosa aggravante di migliaia di studenti che ogni anno avrebbero diritto a una borsa, ma non la ricevono per mancanza di fondi.La storia comincia nel novembre del 2013 quando in Parlamento viene approvato un emendamento al decreto legislativo n. 159 del 6 settembre 2011, meglio noto come Codice delle leggi antimafia, che vuole dare un segnale preciso nella la gestione delle somme confiscate alle mafie o frutto della vendita dei beni confiscati. La norma prevede che una piccola parte di queste somme, pari al 3%, venga usata per finanziare il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio. Mentre il restante denaro proveniente dalla lotta alle mafie viene destinato al Fondo unico della Giustizia. Approvata la norma la misura però non viene mai attuata, nonostante le interrogazioni parlamentari che fioccarono a un anno di distanza dalla sua approvazione: in particolare per iniziativa di Celeste Costantino (Sel) che allora aveva presentato l’emendamento con quella norma. La cosa grave è che dopo sei anni nulla è cambiato. Di fondi non c’è traccia. E sembra che sulla vicenda si trascini un rimpallo di responsabilità tra le amministrazioni competenti (ministero dell’Economia, Interni, Giustizia, Miur e l’Agenzia che gestisce i beni confiscati alle mafie). 

Facciamo in modo che questi soldi vengano stanziati. Se si scorrono gli ultimi dati disponibili del Fug, il Fondo Unico della Giustizia che amministra la montagna di soldi sequestrata e confiscata alla mafia, si scopre che nel 2015 valeva 3,7 miliardi e alla voce somme sequestrate alle mafie risultavano 600 milioni. Il che vuol dire che il 3% - quasi 20 milioni - potevano essere indirizzati al Fondo per il diritto allo studio finanziando circa 10mila borse di studio.  Queste risorse risultano fondamentali per il finanziamento del diritto allo studio e si tratta di un “semplice” trasferimento di risorse, e non di fondi aggiuntivi per cui si renderebbe necessario trovare conseguenti coperture.

Firma anche tu!

0 hanno firmato. Arriviamo a 500.
Più firme aiuteranno questa petizione a ottenere una risposta da parte del decisore. Aiuta a portare questa petizione a 500 firme!