No al nuovo Regolamento Edilizio contro le Locazioni Turistiche!

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


Ill.mo Ministro Centinaio,

Da diverso tempo ormai, è in atto nel Comune di Venezia - ma non solo - un'azione vessatoria a danno dei cittadini che esercitano il diritto di proprietà, affittando i propri immobili con la nota formula delle locazioni turistiche.

Dietro la cortina fumogena della tutela della residenzialità, l'amministrazione comunale sta cercando di approvare delle misure palesemente discriminatorie e con il dichiarato fine di costringere gli operatori ad uscire dal mercato, a vantaggio della categoria degli albergatori. Clicca qui per l'articolo

Quest'azione, condotta a mezzo stampa e provvedimenti illegittimi, sta per raggiungere il suo culmine con il prossimo Regolamento Edilizio.

Detto regolamento dovrebbe essere uno strumento tecnico, non un mezzo per fare politica.

Invece, le misure in previsione - tra le quali spicca l'introduzione di una disposizione che imponga la realizzazione delle fosse settiche, spesso materialmente irrealizzabili, ai soli appartamenti locati per periodi inferiori a 6 mesi - mirano a creare degli impedimenti a chi esercita un diritto, quello di proprietà, che come tale dovrebbe essere tutelato dalla Costituzione.

La realizzazione delle fosse a carico delle sole locazioni di durata inferiore ai 6 mesi non è giustificabile dal punto di vista oggettivo:

  • posto che l’occupazione media delle locazioni turistiche durante l’anno si aggira intorno al 60%, il carico inquinante che queste producono è logicamente inferiore a quello prodotto dalle locazioni di lunga durata con finalità residenziale;
  • se realizzate in maniera massiccia, le fosse impatterebbero in maniera negativa sull’ecosistema e sulle fondazioni della città;
  • la legge speciale 206/95 impone al Comune la realizzazione di un adeguato sistema di scarico fognario, per cui tutti i cittadini di Venezia pagano da anni uno specifico contributo nella relativa bollettazione. Ad oggi, la città non è stata dotata di detto sistema, ma i cittadini continuano a pagare.

È lampante che una misura che si accanisca su una certa fascia di cittadini, sulla base del criterio temporale della durata del contratto di locazione, rappresenti una gravissima forma di abuso di potere. Potere che, tra l’altro, non compete nemmeno all’amministrazione comunale, essendo la disciplina delle locazioni sottoposta ad espressa riserva di legge statale (vedi art. 117 della Costituzione).

I rischi immediati che deriverebbero dall’approvazione del Regolamento Edilizio sarebbero:

  • una intollerabile distorsione della concorrenza, in contrasto con le leggi nazionali e comunitarie;
  • la svalutazione del patrimonio immobiliare veneziano, i cui prezzi al mq sono già tra i più bassi in Europa e che alimenterebbe quel fenomeno della vendita degli immobili come case per villeggiatura a stranieri facoltosi, destinate a rimanere chiusi per gran parte dell’anno;
  • una perdita di quelle varie migliaia di posti di lavoro creati dal Turismo e che favoriscono la residenzialità a Venezia.

__________

La soluzione al problema è che il Governo sollevi il conflitto di attribuzioni nei confronti del Comune di Venezia, per impedire che quest’ultimo proceda con l’approvazione del Regolamento Edilizio nei termini prospettati e per mandare un segnale deciso a tutti quei Comuni e quelle Regioni un po’ troppo zelanti nel voler regolamentare una materia che è riservata alla legge statale.


Vuoi condividere questa petizione?