PETIZIONE CHIUSA

RICONOSCERE LA PROFESSIONE SOCIOSANITARIA DEL MUSICOTERAPISTA ANCHE IN ITALIA 3279 FIRME!

Questa petizione aveva 3.302 sostenitori


 

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 PRIMA COSA :- PRENDITI 5 MINUTI PER LEGGERE

LO SAI CHE LA CORTE COSTITUZIONALE HA SENTENZIATO CHE IL MUSICOTERAPISTA QUANDO SARA' RICONOSCIUTO  DOVRA' ESSERE UNA PROFESSIONE SANITARIA (ANNULLANDO LA LEGGE DELLA REGIONE CAMPANIA)?LO SAI CHE BASTEREBBE CHE LA REGIONE CAMPANIA LA INVIASSE ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI PER SUPERARE LA CONDANNA DELL'ALTA CORTE E FAR RICONOSCERE A LIVELLO NAZIONALE LA NOSTRA PROFESSIONE?

 LO SAI CHE IL MINISTERO DELLA SALUTE  LO HA COMUNICATO NEL 1997  ED ANCHE SUCCESSIVAMENTE IN UNA RISPOSTA AD INTERROGAZIONE PARLAMENTARE?

  LO SAI CHE LE ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI PRIVATE DI MUSICOTERAPISTI NON SONO STATA RITENUTE IDONEE PER QUANTO RIGUARDA LA LEGGE 206 DEL 2007 PER I MOTIVI CHE PUOI LEGGERE QUI?

http://www.unaleggeperledisciplinebionaturali.it/documenti/verbale_conferenza%20servizi_stabilisce_naturopatia_non_rientra_legge4.pdf

 LO SAI CHE LE ASSOCIAZIONI PRIVATE PROFESSIONALI DI MUSICOTERAPIA NON SONO ISCRITTE NEGLI ELENCHI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ( LEGGE 4)  IN QUANTO LA MATERIA E' CONSIDERATA SANITARIA?

 http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/assistenza/domande-frequenti/2029843-faq-disposizioni-in-materia-di-professioni-non-organizzate-in-ordini-o-collegi

 http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/Associazioni_professionali_Errori_pi%C3%B9_frequenti_nov2014.pdf

 Lo sai che il 7 febbraio 2013 la conferenza Stato-Regioni ha approvato un provvedimento in cui viene ribadito che le attività di cura, diagnosi, prevenzione, assistenza e riabilitazione sono riservate alle professioni sanitarie poste sotto la vigilanza del Ministero della Salute; tali attività sono pertanto precluse ai soggetti di cui alla legge 4 gennaio 2013 ?

 Conosci la legge 4 CHE NON VALE PER I MUSICOTERAPISTI ma solo per le professioni senza diagnosi , prevenzione , riabilitazione e terapia?

Informati leggendo questo link:-

 ESSENZIALE LEGGERE

  Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi - Domande frequenti (FAQ) Mercoledì, 18 Dicembre 2013 Domande più frequenti sulla legge n. 4/2013

 PREMESSA

Il mondo della qualità è un mondo prevalentemente volontario. In quest’ottica, la qualificazione della professione, come di ogni altra attività economica, non è basata solo su norme cogenti come nel caso degli Ordini professionali ma anche su strumenti (certificazioni, marchi, attestati etc.) di carattere volontario, a volte anche con controllo pubblico ma più spesso lasciati all’autoregolamentazione dei privati.

Maggiori informazioni sono disponibili nella sezione sui marchi di qualità dei servizi.

Si ritiene opportuno esaminare i singoli articoli della legge, per chiarire i principali dubbi emersi dai primi mesi di applicazione.

 

(ART. 1)
La legge n.4/2013 ha modificato il quadro giuridico in materia di attività professionali?

NO, la legge n.4/2013 non ha modificato la legislazione in materia di attività professionali riservate.
In altre parole, ciò che era regolamentato da altre leggi resta regolamentato, mentre ciò che era libero resta libero. Ciò è reso evidente, da un lato, dal comma 2 dell’art.1, che esclude varie attività riservate, sia dal successivo comma 5, che afferma che l’esercizio della professione, come identificato dal comma precedente, è libero.

(ART.2) Le associazioni professionali possono avere anche finalità diverse da quelle previste dall’art.2, comma 1?

SI’, purché siano compatibili con il ruolo di associazione professionale e di rappresentanza dei professionisti iscritti.

Quali requisiti devono avere le associazioni professionali?

(per entrare nell’elenco previsto dall’art.2, comma 7)
I requisiti sono stabiliti dai commi 1,2,3 e 4 dell’art.2.
In particolare:

  • Comma 1 :“Le associazioni devono avere natura privatistica, essere fondate su base volonta¬ria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e ga¬rantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza”.
  • Comma 2 : “Gli statuti e le clausole associative delle associazioni professionali devono garantire la trasparenza delle at¬tività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati, l'osservanza dei principi deontologici, nonché una struttura organizzativa e tecnico-scientifi¬ca adeguata all'effettivo raggiungimento delle finalità dell'associazione”.
  • Comma 3 : “Le associazioni professionali devono promuovere anche at¬traverso specifiche iniziative, la formazione permanente dei propri iscritti, adottano un codice di condotta ai sensi dell'art. 27-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, devono vigilare sulla con¬dotta professionale degli associati stabilendo le san¬zioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazio¬ni del medesimo codice”.
  • Comma 4 : “Le associazioni devono promuovere forme di garanzia a tu¬tela dell'utente, tra cui l'attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore, presso il quale i committenti delle prestazioni professionali possano rivol¬gersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti, ai sensi dell'art. 27-ter del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, nonché ot¬tenere informazioni relative all'attività professionale in generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti”.

Cosa è vietato alle associazioni professionali?

La risposta è contenuta nel comma 5 : “Alle associazioni sono vietati l'adozione e l'uso di denominazioni professionali relative a professioni orga¬nizzate in ordini o collegi”.

I professionisti iscritti alle associazioni possono esercitare anche attività professionali riservate?

Ai sensi del comma 6 dell’art.2 della legge, ai professionisti anche se iscritti alle associazioni di cui al presente articolo, non è consentito l'esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l'iscrizione al relativo albo professionale. Quindi i professionisti, iscritti o meno alle associazioni, possono esercitare anche attività riservate a patto che dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l’iscrizione al relativo albo professionale.

L’iscrizione di una associazione nell’elenco di cui al comma 7 costituisce “riconoscimento” dell’associazione stessa?

NO, l’elenco ha una finalità esclusivamente informativa e non un valore di graduatoria o di rilascio di giudizi di affidabilità da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

I professionisti non iscritti ad alcuna associazione o iscritti ad associazioni non inserite nell’elenco possono continuare la loro attività?

SI’, l’unico obbligo introdotto dalla legge, all’art.1, comma 3, è quello di fare riferimento, nei rapporti  scritti con il cliente, agli estremi della legge stessa.

(ART.3) Le forme aggregative riguardano solo le associazioni iscritte nell’elenco di cui all’art.2, comma 7?

NO, il riferimento va inteso rispetto all’intero articolo 2, di cui il comma 7 è solo una componente non necessaria.

(ART.4) Quali sono gli “elementi informativi” che le associazioni e le loro forme aggregative devono pubblicare sul proprio sito web?

Gli elementi sono chiaramente definiti dall’art.5. In particolare essi sono definiti dal comma 1, per le associazioni che non intendono autorizzare i propri associati ad usare il riferimento all’iscrizione all’associazione quale marchio o attestato di qualità e di qualificazione professionale dei propri servizi.
Viceversa, per le associazioni che intendono offrire tale opportunità ai propri iscritti, sono previsti ulteriori requisiti previsti dall’art.5, comma 2.

(ARTT. 6-9) Le norme tecniche elaborate dall’UNI sono obbligatorie?

NO, esse costituiscono solo dei principi e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato della singola attività professionale e ne assicurano la qualificazione.

Come si può partecipare alla redazione delle norme tecniche da parte dell’UNI?

Sia i rappresentanti delle parti interessate, sia i singoli cittadini possono partecipare alla redazione delle norme nella fase dell’inchiesta pubblica finale, esprimendosi sul progetto di norma preparato dal gruppo di lavoro dell’UNI. In più i rappresentanti delle parti interessate possono prendere contatto con l’UNI sia per promuovere la redazione di una nuova norma, sia per chiedere di essere inseriti nel gruppo di lavoro delegato alla redazione, e nella fase di “inchiesta pubblica preliminare”. Per maggiori dettagli si può consultare il sito dell’UNI: www.uni.com

(ART.9) La certificazione di conformità del singolo professionista alla norma UNI è collegata all’appartenenza ad una associazione?

NO, entrambe costituiscono una libera scelta del professionista e possono coesistere o meno nella stessa persona. Resta libera la facoltà, da parte di una associazione professionale, di richiedere quale requisito aggiuntivo per i propri iscritti la certificazione ad una norma tecnica UNI, ove esistente.

Essa potrebbe anche essere utilizzata quale marchio/attestato di qualità dei servizi nel senso descritto dall’art.4, comma 1, secondo periodo, stante il collegamento con l’art.81 del Decreto legislativo n. 59/2010, che fa espresso riferimento al sistema di accreditamento di cui al Regolamento europeo n.765/2008.

 Ecco perche' vogliamo la musicoterapia come professione sociosanitaria!!!

 A P P E L L O    P E R    I L     R I C O N O S C I M E N T O

 

DELLA FIGURA PROFESSIONALE SOCIOSANITARIASANITARIA DEL MUSICOTERAPISTA NELL'AREA SOCIOSANITARIA

 ALLE FORZE POLITICHE E SOCIALI, AI PARLAMENTARI,

 ALLE AUTORITÀ RESPONSABILI COINVOLTE NELLA DEFINIZIONE DELLE NUOVE FIGURE PROFESSIONALI SANITARIE E SOCIOSANITARIE.

 Chiediamo di sottoscrivere questo appello a tutti coloro che hanno fatto della Musicoterapia la loro professione, a tutti gli altri professionisti che come noi credono che la Musicoterapia debba avere un proprio spazio riconosciuto all’interno delle istituzioni e delle strutture sanitarie e socio assistenziali, a tutti coloro che si avvalgono della Musicoterapia, per sé o per i propri familiari, a tutti coloro che desiderano sostenerci in questo difficile percorso che ha alle spalle anni di formazione, di esperienza e di pratica professionale e come obiettivo ha il riconoscimento della nostra figura professionale all’interno delle istituzioni nelle quali è, di fatto, presente come pratica riabilitativa, terapeutica e preventiva.

 

 Talune associazioni spesso non riportando il percorso necessario per le professioni sanitarie (complesso è anche quello delle socio-sanitarie) possono disorientare i colleghi illudendo che sia sufficiente un passaggio parlamentare per il tanto agognato riconoscimento .

 
I sottoscritti considerano essenziale nel panorama educativo, riabilitativo e terapeutico la presenza della figura del musictherapist e sollecitano le autorità preposte alla elaborazione di norme certe per la sua diffusione e sviluppo, nella tutela della professione e dell'utenza, auspicando l'approfondimento reale dell'esistente, monitorando le realtà operative di eccellenza già presenti in strutture sanitarie pubbliche, in centri privati anche convenzionati, nelle cooperative sociosanitarie attive nei servizi psichiatrici, centri diurni, case famiglia, comunità terapeutiche, strutture private, non limitando le audizioni ed il depistage al solo mondo associativo, e prevedendo norme transitorie atte a capitalizzare l'immenso bagaglio scientifico accumulato da quanti faticosamente sono di fatto già inseriti professionalmente nel mercato del lavoro (a volte non iscritti ad alcuna associazione privata).

 Facciamo pertanto appello a non disperdere la ricerca applicata in musicoterapia, le migliaia e migliaia di ore di attività operativa svolta dagli operatori, rammentando che una professione non parte da una associazione o dalla legge, ma emerge e si sviluppa sulla base di una necessità di benessere, sociale e sanitaria e soltanto successivamente viene riconosciuta dalla norma. Tale riconoscimento non può in alcun modo cancellare ed umiliare il pionierato che è riuscito sul campo ad operare inserendosi, spesso con ridotti compensi e diritti, nei servizi esistenti ed impostando la ricerca scientifica quotidiana privata.

 I firmatari del presente documento sollecitano infine tutte le realtà operative (e cioè non solamente di studio teorico) dei musictherapists italiani a formare un tavolo comune per il quale si fanno garanti superpartes, al fine di realizzare una voce coordinata atta a comunicare efficacemente nelle molteplici audizioni che saranno necessarie nel rapporto con le istituzioni e le autorità preposte alla verifica dei parametri della disciplina e della professione.

  PERTANTO CHIEDIAMO

  alle forze politiche e sociali, ai parlamentari, a tutte le autorità preposte alla verifica dei parametri professionali inerenti al Disegno di Legge Governativo sulle Professioni, di approfondire con noi la possibilità del riconoscimento della figura del musicoterapista NEL RUOLO SOCIOSANITARIO APPLICANDO LA LEGGE 3 DELL'11 GENNAIO 2018 NOTA COME LEGGE LORENZIN , ALL'ARTICOLO 4.

  Chiediamo infine che vengano elaborate corrette norme transitorie che sanino il preesistente, garantendo tutti coloro che faticosamente sono riusciti a costruire la professione del musictherapist inserendosi di fatto nel mercato del lavoro, nei centri di riabilitazione, nella costellazione sociosanitaria del nostro paese. A questo riguardo, in vista del riconoscimento della nostra figura professionale e della definizione, in sede istituzionale, dei criteri per l’accesso all’esercizio della professione.

 Si chiede di diffondere il presente appello ai professionisti, alle associazioni, alle associazioni professionali, alle scuole di formazione, alle associazioni di volontariato, alle associazioni del mondo della diversabilità, alle altre figure professionali del settore educativo-riabilitativo e terapeutico, ai sindacati, ai partiti politici, ai comitati di settore, alle strutture, alle cooperative sociosanitarie, culturali, del benessere, al modo della scuola, ai genitori, agli studenti, ai corsisti, ai musicisti, a tutto il mondo della prevenzione, alle persone interessate.

   ( IL PARLAMENTO HA APPROVATO L'ATTIVAZIONE DELL'AREA DELLE PROFESSIONI SOCIOSANITARIE IL 22 DICEMBRE 2017).

  



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