FERMIAMO IL DECRETO SICUREZZA!

0 hanno firmato. Arriviamo a 5.000.


«Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.»

-Bertolt Brecht-

Lanciamo questa petizione per fare appello alla sensibilità di tutti i cittadini che ritengono ingiusto moralmente, ancor prima che politicamente, il decreto sicurezza bis in discussione in parlamento. Facciamo appello a tutti i parlamentari e alle più alte istituzioni della Repubblica italiana perché fermino l’iter di approvazione di un decreto liberticida e lesivo dei diritti sanciti dalla Costituzione. In questo lento progredire del Paese verso forme sempre più repressive delle libertà dei cittadini, in questo lento e progressivo indottrinamento alla violenza e al terrore poliziesco, in questo clima di odio, di sopraffazione la società civile è chiamata a ribellarsi. Il decreto sicurezza è il frutto delle politiche scellerate di questo governo, ma è un provvedimento che prende avvio già dalle politiche repressive avviate dal ministro Minniti.

Questo decreto oltre a rendere un crimine l’atto di umanità costituito dal semplice salvataggio di esseri umani in balìa delle onde, criminalizza qualsiasi forma di dissenso, qualsiasi manifestazione di disaccordo nei confronti del governo e di qualsiasi governo.

Questo decreto comporterà la restrizione dei permessi umanitari, quindi l’abolizione della protezione umanitaria, la revoca o il diniego della protezione internazionale, dello status di rifugiato e la restrizione del sistema di accoglienza. 

Con le modifiche apportate dal Dl Sicurezza al sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) si metterà in seria difficoltà la rete di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo diffusa in tutto il territorio italiano e i migranti ospiti si ritroveranno in strada, più vulnerabili alla microcriminalità e al lavoro nero.

Le politiche di inasprimento delle pene attuate per questi reati di umanità e di dissenso politico e civile non possono essere l’antidoto ad episodi ormai troppo diffusi di precarietà lavorativa, abitativa e familiare. Ci troviamo in un Paese nel quale non viene posto freno alle disuguaglianze ma si pensa a reprimere e a costringere al pensiero unico del governo di turno i cittadini attraverso tutti i mezzi disponibili persino quelli violenti e coercitivi della forza pubblica.

Crediamo fermamente nella necessità di informare le nostre forze sui principi della Costituzione repubblicana la quale recita:

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 10 L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.


È in virtù di questi articoli che l’Italia deve attenersi ai trattati internazionali riconosciuti dall’Italia stessa.
In base all’art. 33 della Convenzione di Ginevra, ad esempio, «Nessuno Stato contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche».


Non è multando chi salva esseri umani che possiamo sentirci più sicuri. Non è punendo più severamente chi utilizzerà caschi protettivi durante una manifestazione che miglioreranno le condizioni del Paese e non è decidendo che chi lancerà oggetti contro gli agenti rischierà la reclusione fino a quattro anni che gli italiani torneranno a vivere meglio. Per finire non è nemmeno aggravando le condizioni del Daspo urbano per nascondere la marginalità o reprimere l’opposizione sociale che la sicurezza sarà ristabilita nelle nostre città. 

NOI NON CI SENTIAMO PIÙ SICURI!

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE!