Fermiamo il progetto di Biometano dai rifiuti tra Reggio, Correggio e San Martino in Rio

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PETIZIONE POPOLARE:
FERMIAMO IL PROGETTO DI BIOMETANO DAI RIFIUTI
TRA REGGIO EMILIA, CORREGGIO E SAN MARTINO IN RIO

Da Marzo 2018 è stato depositato in Regione un progetto di “IMPIANTO DI DIGESTIONE ANAEROBICA DELLA FRAZIONE ORGANICA DEI RIFIUTI CON SUCCESSIVA RAFFINAZIONE DEL BIOGAS A BIOMETANO IN COMUNE DI REGGIO EMILIA (RE) PROPOSTO DA IREN AMBIENTE SPA” che si prevede di costruire nell’APEA di Gavassa-Prato al confine tra i Comuni di Reggio Emilia, Correggio e San Martino in Rio: 54 Milioni di Euro di spesa, 167mila Tonnellate di rifiuti all’anno provenienti da almeno tre Province (Piacenza, Parma e Reggio), 170mila metri quadri di consumo di suolo agricolo, ciminiere di 30 metri di altezza, centinaia di mezzi al giorno.

Il bilancio ambientale e l’impronta ecologica di questi impianti non è affatto rassicurante: la digestione anaerobica ha molte controindicazioni dovute alla combustione del biogas per produrre energia elettrica che rilascia in atmosfera sostanze inquinanti e anche cancerogene (formaldeide, diossine), e oltre a immettere nell’atmosfera CO2 causa la formazione di nanopolveri. L’esposizione prolungata a queste sostanze può causare vari e gravi danni, cronici e irreversibili, alla salute umana. La digestione anaerobica inoltre produce del digestato con elevati rischi microbiologici e di elevata fitotossicità, infine del percolato e scarti che devono a loro volta essere smaltiti come rifiuti speciali pericolosi in discarica. Il compost che esce da questi impianti si trascina dietro svariati inquinanti ed è di qualità agronomica molto inferiore, oltre al fatto che sequestra meno carbonio per riconsegnarlo al terreno. Questa tipologia di impianti ha inoltre un bilancio energetico abbastanza discutibile (con rifiuti che circolano per centinaia di chilometri) e solo con l’accesso agli incentivi statali (che di fatto triplicano i profitti che si realizzerebbero anziché andando realmente su libero mercato) si evita di chiudere in perdita il ciclo produttivo. Quasi sempre questi incentivi sono il vero core business di tali impianti. Pagheremo l’impianto con le bollette, paghiamo l’energia prodotta, paghiamo gli incentivi, pagheremo in termini di prevenzione primaria sulla salute. I problemi che si pongono sono quindi molteplici: emissioni in atmosfera, polveri sottili, odori, scarti e rifiuti, rumori, rischi sanitari, rischi idrogeologici, traffico, inquinamento, consumo di suolo agricolo, ricadute sul valore immobiliare dei terreni e delle abitazioni.

Una Delibera della Regione Emilia Romagna del 2011 vieta (salvo particolari eccezioni urbanistiche) la produzione di biogas nel comprensorio di produzione del Parmigiano-Reggiano. La vigente Legge Regionale sui Rifiuti non prescrive nessun particolare obbligo impiantistico per tecnologia, dimensione e aree di conferimento in merito al trattamento della frazione organica. La recente Direttiva Europea sull’Economia Circolare stabilisce che la digestione anaerobica, per il fatto che recupera più energia che materia, adesso è un processo gerarchicamente inferiore alla digestione aerobica che quindi viene sancito sia la metodologia da preferire, sia in relazione al recupero di materia organica sia ai rischi emissivi e incidentali. Riservandoci inoltre di agire congiuntamente in separata sede per il risarcimento dei danni patrimoniali (sul valore degli immobili, attività e altro) e non patrimoniali che deriveranno personalmente agli abitanti in zone limitrofe in conseguenza dell'edificazione dell'impianto

CHIEDIAMO
ai Sindaci e alla Regione Emilia Romagna di
FERMARE LA PROCEDURA AUTORIZZATIVA di questo impianto al fine di

Prima di qualsiasi infrastruttura arrivare a una raccolta differenziata porta a porta meno disomogenea sui territori e spinta al massimo attraverso la tariffa puntuale, previsto anche dalla pianificazione regionale sui rifiuti.
● Incentivare la riduzione dei rifiuti organici promuovendo il compostaggio domestico e di comunità.
● Privilegiare soluzioni impiantistiche aerobiche per il solo compostaggio, meno costose, meno rischiose, meno climalteranti e che recuperano più carbonio per i terreni.
● Uscire dalla logica della grande infrastruttura di area vasta (priva di riscontri effettivi sull’economia di scala) e pianificare più impianti e medio piccoli di solo compostaggio aerobico su ogni territorio provinciale.

 
COORDINAMENTO PROVINCIALE COMITATI AMBIENTE E SALUTE – REGGIO EMILIA



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