Ripristinare il rispetto delle libertà civili e della democrazia in Venezuela

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Sono passate diverse settimane da quando il regime chavista ha esautorato il Parlamento venezuelano, istaurando di fatto una dittatura comunista e affidando al Presidente Maduro poteri indiscriminati in materia economica, sociale e politica.

Il Paese è al collasso e milioni di persone sono prive di beni di prima necessità e di medicinali. Si moltiplicano in tutto il Venezuela le manifestazioni di protesta, che il presidente Maduro, in una escalation di violenza, sta reprimendo nel sangue.

Il bilancio delle vittime sale di giorno in giorno e si contano inoltre quasi un centinaio di prigionieri politici detenuti ingiustamente e torturati nelle carceri venezuelane. Lilian Tintori, la moglie del capo dell’opposizione Leopoldo Lopez, ha chiamato le donne venezuelane a manifestare affinché “cessi la repressione e si restituisca la democrazia al Paese”.

Ad essere coinvolti in questa tragedia sono anche moltissimi nativi europei e euro-venezuelani. Gli aiuti concessi tramite le ambasciate nazionali (soprattutto italiana, spagnola e portoghese) e gli sforzi dei concittadini europei sono purtroppo, per molti di loro, a malapena sufficienti per garantire la sopravvivenza quotidiana.

Per questo chiediamo all'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, di adoperarsi con tutti i mezzi perché sia ripristinato il rispetto delle libertà civili e della democrazia in Venezuela, nell'interesse del popolo venezuelano, di milioni di euro e italo-venezuelani e dei circa 125 mila italiani che vivono oggi in quel Paese martoriato.



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