UN PROGETTO PER L’AREA QUADRI NELLA P.A.

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Federazione Sindacati Indipendenti – Unione Sindacati Autonomi Europei

COORDINAMENTO NAZIONALE QUADRI DIRETTIVI FUNZIONI CENTRALI

La presente iniziativa nasce da una profonda “disillusione” e dalla consapevolezza di un ruolo tanto indispensabile quando non riconosciuto dalle nostre amministrazioni pubbliche.

 

La disillusione di vedere prima riconosciuta la "vicedirigenza" (equivalente dell'area quadri del settore privato) istituita nel 2002 con l’art. 17 bis del D. Lgs 165/2001, per poi vederla abrogare dopo 10 anni, mai attuata.

 

La disillusione si è, poi, trasformata in “rabbia” quando abbiamo visto l’ultimo accordo Giustizia relativo ad una riqualificazione attuata per tutti i profili tranne che per quello dei Direttori Amministrativi, profilo corrispondente al "quadro direttivo", costretti in un contratto a cui sono estranei, per quanto nella qualifica apicale, a causa di una privatizzazione avviata e mai compiuta.

 

Quella dei quadri è sicuramente la categoria più eterogenea che sia mai esistita all’interno delle organizzazioni. Impossibile dare una definizione precisa e univoca del ruolo, difficile cogliere tutte le caratteristiche e sfumature di questo ampio e variegato universo professionale. Esistono innumerevoli tipologie di quadro. Si spazia dai ruoli più tecnici a quelli della logistica e della finanza, passando per la consulenza e l’amministrazione.

 

I quadri hanno sempre ricoperto posizioni “di mezzo”: tra il senior management e la front-line, tra la strategia e la sua implementazione, tra chi comanda e chi esegue.

Queste posizioni intermedie vengono generalmente definite con due metafore egualmente calzanti: la prima è quella del collante che tiene assieme tutti i pezzi, mentre la seconda è quella della molla, che  resiste alle spinte provenienti dall’alto e dal basso assorbendo le scosse e preservando l’equilibrio.

 

Importante sottolineare il ruolo chiave che la figura del quadro ha progressivamente assunto nei cambiamenti organizzativi:  per la posizione “di mezzo” che ricoprono all’interno delle organizzazioni, i quadri sono sempre stati le figure maggiormente predisposte ad essere “attuatori” del cambiamento.

 

Senza di loro, le strategie elaborate e pianificate dalla dirigenza non potrebbero essere tradotte in termini operativi e quindi in risultati tangibili e concreti. Questo passaggio dalla teoria alla pratica non è affatto semplice o immediato.

 

Esso comporta infatti, in modo più o meno esplicito, una serie di passaggi intermedi, come la valutazione del grado e degli ambiti di applicabilità delle strategie, l’analisi dei punti di forza e di debolezza (SWOT analysis), la prioritizzazione logica e temporale dei cambiamenti da attuare, la valutazione della disponibilità delle risorse necessarie (umane, finanziarie e materiali), la valutazione degli impedimenti/ostacoli in essere e molto altro ancora. Attento valutatore delle implicazioni della strategia, il quadro può fornire al management preziosi elementi per ricalcolare e migliorare le traiettorie strategiche tracciate.

Negli ultimi anni, al ruolo già complesso di “attuatori” delle strategie, i quadri hanno aggiunto due ruoli altrettanto importanti: quello di “osservatori” e quello di “promotori” del cambiamento.

Essendo a stretto contatto con la dimensione operativa e più concreta dell’azienda, il quadro gode infatti di una posizione osservativa privilegiata, che gli consente di identificare quasi in tempo reale i cambiamenti in atto, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione.

Il middle management può agire principalmente in due direzioni: quella top-down, attraverso cui traduce in termini operativi i cambiamenti strategici programmati a livello dirigenziale, e quella bottom-up, attraverso cui può cambiare il modo di operare dell'organizzazione, introducendo innovazioni e migliorie nei processi e stimolando i propri colleghi e collaboratori ad essere propositivi e proattivi (mettendo in pratica il cosiddetto empowerment).

 

Per tutto quanto sopra, è evidente che una Pubblica Amministrazione efficiente non può prescindere dai quadri direttivi, gli unici capaci di governare il cambiamento e motivare il personale.

 

Noi proponiamo modifiche legislative volte alla creazione di un’area specifica per i “QUADRI DIRETTIVI PUBBLICI", pensata come percorso professionale suddiviso in due fasce: la prima destinata, in sede di prima attuazione, alle figure apicali della terza area già in possesso dei requisiti previsti per l'accesso alla vicedirigenza (art. 17 bis sopra citato), la seconda, destinata ai funzionari che si ritroveranno in posizione apicale dopo l'uscita dei direttivi dal contratto attuale. L'appartenenza all'area dovrà costituire titolo preferenziale e di riserva per l’accesso all’area dirigenziale.

 

Si allega la proposta di Legge ed uno studio, “UN PROGETTO PER L’AREA QUADRI”, che nasce dalla PASSIONE, DISILLUSIONE,  RABBIA ED ASPETTATIVE TRADITE, ma soprattutto dalla consapevolezza che questa è una battaglia di CIVILTÀ AL SERVIZIO DELL'UTENZA, PER SERVIZI MIGLIORI E PIÙ EFFICIENTI. 

 

Si prega di attenzionare l’art. 2 della proposta di Legge che è suscettibile di modifiche e proposte:

 

“ Art. 2 (Suddivisione dell'area professionale dei quadri direttivi nelle pubbliche amministrazioni).

      1. L'area professionale dei quadri direttivi nelle pubbliche amministrazioni è suddivisa nelle seguenti fasce:

          a) fascia A, alla quale appartengono i lavoratori in possesso di diploma di laurea magistrale collocati nell'ex area C, posizione economica C2 e C3, almeno da dieci anni;

          b) fascia B, alla quale appartengono i lavoratori in possesso di diploma di laurea magistrale collocati nell'area III, posizione economica F1, F2 o F3, a decorrere dal 5° anno dal contratto istitutivo dell’area.”

 

 

 

Federazione Sindacati Indipendenti – Unione Sindacati Autonomi Europei

Il Coordinatore Nazionale Quadri Direttivi Funzioni Centrali

Renato La Manna



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